Ciclone Harry, in Calabria al via le domande per i primi ristori

  • Postato il 3 febbraio 2026
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Ciclone Harry, in Calabria al via le domande per i primi ristori

CICLONE HARRY CALABRIA

La Protezione civile calabrese ha messo online la piattaforma destinata a cittadini, enti e attività economiche per la richiesta dei ristori dopo i danni del ciclone Harry. Ecco cosa fare


La Protezione Civile della Regione Calabria ha messo online la piattaforma che consentirà a enti pubblici, cittadini e attività produttive di inoltrare le domande per ottenere i primi ristori dei danni provocati dal ciclone Harry. Lo ha annunciato il dirigente della Prociv regionale Domenico Costarella. «La Calabria è la prima regione a farlo» ha rimarcato.

Il lancio della piattaforma segue di pochissimi giorni la pubblicazione dell’ordinanza della Protezione civile nazionale che ha disciplinato  i primi indennizzi per imprese e popolazione e i primi compiti in capo ai presidenti di Regione, nominati commissari delegati. Tra questi c’è la ricognizione dei danni e la stima delle risorse necessarie, per soccorrere cittadini e imprese, «anche attraverso piattaforme informatiche».

La piattaforma della Regione Calabria è raggiungibile dal link pc2.protezionecivilecalabria.it. Per accedere è necessario registrarsi su pc2.protezionecivilecalabria.it/registra inserendo i propri dati anagrafici con la residenza. Completata questa fase, il sistema invierà una email per l’attivazione dell’utenza. Una volta attivata, si riceveranno le credenziali (composte da codice fiscale e password) all’indirizzo mail indicato in fase di registrazione. È anche possibile accedere alla piattaforma utilizzando il proprio Spid.

COME CHIEDERE IN CALABRIA I RISTORI DOPO IL CICLONE HARRY

Dopo avere effettuato l’accesso, l’utente potrà inserire le istanze per i privati e per le attività economiche, aprendo la sezione “Superamento emergenza/Ricognizione fabbisogni (Schede Ordinanze) – Cittadino” e selezionando “Modulo B1 per Privati” o “Modulo C1 per Attività Economiche e Produttive”.

I Comuni interessati, invece, potranno accedere alla piattaforma utilizzando le credenziali dell’Ente (codice fiscale del Comune e password) oppure nominare un delegato, indicandolo nell’anagrafica del Comune con il ruolo “superamento emergenza”. Qualora il Comune non fosse in possesso delle credenziali, è possibile recuperare la password attraverso la funzionalità specifica disponibile sulla piattaforma. Una volta fatto  l’accesso l’utente del Comune potrà inserire le istanze, aprendo la sezione “Superamento emergenza/Ricognizione fabbisogni (Schede Ordinanze) – Comune” e selezionando “Scheda A – Assistenza Popolazione” o “Scheda B – Urgenza e Somma Urgenza” o “Scheda D – Rischio Residuo”.

ATTIVATA UNA MAIL PER L’ASSISTENZA

La Protezione civile regionale ha attivato anche un indirizzo mail: assistenzaprotezione civile@regione.calabria.it per chiedere supporto o chiarimenti o per fissare un appuntamento ed essere seguiti nella compilazione della domanda. In Cittadella sono state attrezzate due postazioni dedicate al servizio degli utenti che chiederanno di essere accompagnati nella richiesta del ristoro.

QUALI SONO I RISTORI PREVISTI

Previsti dall’ordinanza della Prociv nazionale contributi fino a un massimo di 20mila euro per le attività economiche e produttive colpite, come i lidi balneari. Per le famiglie che hanno visto la propria casa danneggiata e messa a rischio è previsto un contributo fino a 5mila euro. Saranno i commissari a definire la stima delle risorse necessarie per attivare queste  due misure e dovranno trasmettere la ricognizione dei danni entro 60 giorni.

Esiste inoltre anche un sostegno per i nuclei sfollati, che devono provvedere alle spese di una seconda casa: si va da 400 a 900 euro, in base al numero dei componenti, con un bonus extra di 200 euro per ogni membro del nucleo che abbia più di 65 anni o sia disabile (con invalidità non inferiore al 67%), anche oltre il limite massimo di 900 euro. Questi contributi mensili saranno assegnati dai commissari e verranno finanziati con le risorse – i famosi 100 milioni che diventano 33 a Regione – stanziate già dal Consiglio dei ministri.

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