"Cime tempestose"
- Postato il 14 febbraio 2026
- Di Il Foglio
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"Cime tempestose"
La regista Emerald Fennell ha voluto le virgolette attorno al titolo. Stanno a significare che restituisce sullo schermo le sue impressioni da quattordicenne che per la prima volta legge “Cime tempestose” di Emily Brontë. Per essere precisi: metà del libro, ma questo è un difettuccio comune a tanti. Finita la passione tra Catherine e Heathcliff si stacca la spina, poco importano le conseguenze sugli eredi. Ogni lettura è legittima. Ma i sogni erotici dell’adolescente avrebbero trovato migliore collocazione su Wattpad – non in un film costato milioni, né sulla copertina della recente edizione Einaudi, che parla di opera “trasgressiva e asessuata”. Gli attori sono leggiadri e alla moda. Jacob Elordi soprattutto, Margot Robbie dopo “Barbie” ha un’aria matronale, o forse solo Martin Scorsese era riuscito a levargliela, in “The Wolf of Wall Street”. Un po’ anzianotti per incarnare una passione adolescenziale: il cinema è spietato. Heathcliff – “un personaggio che salva il libro”, secondo una delle dilettanti allo sbaraglio che affollano internet – è un trovatello (di pelle scura) portato a Wuthering Heights dal padre di Catherine. Giocano insieme, si giurano eterna fedeltà, ma in età da marito è più saggio sposare il ricco vicino. L’ex trovatello fugge, tornerà ricco e spietato, per vendicarsi. Con una sola espressione per sesso, rabbia, odio, “che bello ritrovarti così ti posso tormentare” – era più convincente come creatura di Frankenstein.
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