Civitella del Lago, il borgo umbro che fa da sentinella sopra le acque del Corbara
- Postato il 22 gennaio 2026
- Borghi
- Di SiViaggia.it
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Nel cuore verde d’Italia, l’Umbria, risiede un borgo che sembra rifiutare le leggi della fretta moderna adagiandosi con eleganza sopra un promontorio che domina la valle del Tevere: Civitella del Lago. Questo insediamento, noto alle cronache storiche con il nome di Civitella de’ Pazzi fino a metà del secolo scorso, rappresenta una gemma incastonata nella provincia di Terni, a breve distanza dalla maestosità di Orvieto e dal fascino di Todi.
Appare come un balcone naturale che osserva il Lago di Corbara, bacino artificiale creato sbarrando il corso del fiume Tevere negli anni Sessanta. L’atmosfera che si respira da queste parti è un senso di protezione e solidità, sensazioni tipiche dei centri fortificati medievali progettati per avvistare eventuali minacce provenienti dalla pianura sottostante.
Pur avendo origini che affondano nell’età romana, infatti, durante il Medioevo ebbe un ruolo di primo piano, divenendo un baluardo stabile del dominio tuderte. Oggi il centro storico conserva un impianto compatto, costruito in pietra calcarea dei monti circostanti e in grado di restituire ancora l’immagine di una comunità organizzata e solidale.
Cosa vedere a Civitella del Lago
Esplorare il tessuto urbano di Civitella del Lago equivale a intraprendere un viaggio a ritroso nel tempo, leggendo le stratificazioni edilizie che raccontano epoche di gloria signorile e fatiche contadine. Architetture civili, religiose e spazi aperti dialogano con un panorama vastissimo che, nelle giornate limpide (e magari di tramontana), arriva ad abbracciare ben tre regioni.
Palazzo degli Atti
Il viaggio non può che iniziare dal Palazzo degli Atti, edificio simbolo della stagione rinascimentale del borgo. Situato sulla piazza principale, presenta una facciata austera che nasconde interni riccamente decorati, mentre la mole della struttura definisce il perimetro difensivo dell’abitato.
Arco di Diomede degli Atti
Questo arco rinascimentale costituisce uno degli interventi architettonici più rilevanti del Cinquecento, anche perché segna un punto di passaggio fondamentale all’interno del paese e introduce in una zona centrale riorganizzata durante il dominio degli Atti. La struttura evidenzia l’abilità degli scalpellini locali, bravi a coniugare funzione e valore estetico.
Cisterna medievale
Degna di nota è anche la cisterna medievale che si trova subito dopo l’arco e che, come ci anticipa il nome, venne realizzata per la raccolta delle acque piovane. La costruzione rivela una conoscenza approfondita dell’ingegneria idraulica medievale e restituisce un quadro concreto della vita quotidiana all’interno del castello.
Piazza Belvedere
Poi ancora Piazza Belvedere che è stata ricavata sulle antiche mura e che rappresenta un punto panoramico di straordinaria bellezza: permette di abbracciare con un solo sguardo quasi l’intera estensione del Lago di Corbara e le anse del Tevere che serpeggiano tra i calanchi. La vista spazia dai monti Martani fino alla cima del monte Amiata nelle giornate più limpide, regalando una prospettiva aerea sulla geografia fisica dell’Italia centrale. A disposizione dei visitatori ci sono anche comode panchine posizionate lungo il parapetto che invitano alla sosta contemplativa.
Chiesa della Madonna del Prato
Voliamo ora alla Chiesa della Madonna del Prato che risale alla fine del XVI secolo quale sede della Confraternita dell’Immacolata Concezione. Venne ampliata nel Seicento e restaurata nel Novecento, e oggi ospita una Via Crucis composta da 15 opere di pittori umbri contemporanei.
Museo dell’Ovo Pinto
Unico nel suo genere sul territorio nazionale, il Museo dell’Ovo Pinto è dedicato all’antichissima usanza di dipingere i gusci d’uovo durante il periodo pasquale. Da queste parti ci sono infatti teche che espongono migliaia di esemplari provenienti da differenti tradizioni artistiche e trasformati in minuscole tele da artisti capaci di riprodurre scene bibliche, paesaggi o motivi geometrici con precisione microscopica.
Porta Tuderte e Porta Orvietana
Infine le due porte cinquecentesche che, in un’epoca ormai remota, regolavano gli accessi principali al castello. Porta Tuderte conserva lo stemma della città di Todi, mentre Porta Orvietana, detta Guardiola, svolgeva funzioni di controllo sul versante meridionale della valle.
Cosa fare a Civitella del Lago
Una delle migliori caratteristiche di Civitella del Lago è che qui si può partecipare attivamente ai suoi ritmi, lasciandosi guidare dai sensi e dalla curiosità verso tradizioni che si rinnovano costantemente attraverso il lavoro delle nuove generazioni.
- Degustazione dell’olio extravergine di oliva presso i frantoi storici: le colline circostanti sono ricoperte da uliveti argentati che producono un nettare dorato dal sapore deciso e piccante. Partecipare a una sessione di assaggio guidata consente di distinguere le note di erba tagliata e carciofo tipiche della varietà Moraiolo, eccellenza del comparto agricolo umbro.
- Esplorazione dei sentieri tra boschi di leccio e macchia mediterranea: i percorsi che partono dal centro abitato conducono verso zone selvagge in cui è possibile avvistare la fauna locale, ma anche scorci insoliti sulle pareti rocciose che scendono a picco verso le sponde lacustri.
- Pranzo gourmet nelle osterie che celebrano la cucina della memoria: per assaporare piatti che fondono sapientemente ingredienti del sottobosco, come tartufi e funghi, con le carni lavorate secondo la tradizione norcina.
- Osservazione del cielo stellato durante le notti estive: la scarsa densità abitativa garantisce un inquinamento luminoso ridotto al minimo, rendendo la volta celeste incredibilmente nitida.
- Sosta al Parco di Bottilandia: bosco popolato da installazioni realizzate con botti in legno riutilizzate quali rifugi per animali, esempio originale di dialogo tra recupero e ambiente.
- Visita al sito archeologico di Scoppieto: area produttiva romana attiva tra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo, celebre per la fornace di ceramica fine legata ai fratelli Lucius e Publius Avilius Zosimus.

Come arrivare
Civitella del Lago dista circa 20 chilometri sia da Todi che da Orvieto. Per chi proviene da nord, l’autostrada A1 rappresenta la via principale; l’uscita consigliata è la stessa Orvieto, da cui si prosegue lungo la strada statale 448 seguendo le indicazioni per Todi. Questo tratto di carreggiata costeggia il bacino idrico, regalando curve spettacolari e tunnel scavati direttamente nella roccia viva.
Coloro che arrivano dalle regioni adriatiche possono invece percorrere la superstrada E45 fino allo svincolo di Todi, imboccando poi la provinciale in direzione Baschi.
È consigliabile viaggiare con mezzi propri per godere della massima libertà di movimento, sebbene esistano collegamenti tramite autobus di linea che partono dai principali nodi ferroviari vicini.