Combinata di rabbia e d'argento: l’ultimo quarto di luna a Cortina e la rimonta di René De Silvestro
- Postato il 10 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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La luna di questi giorni, a Cortina, è in fase di gibbosa calante: l’ultimo quarto. René De Silvestro dovrebbe stare sveglio un po’ per riuscire a vederla, tra la notte e le prime ore del mattino: una palla incompleta che nei prossimi giorni si assottiglierà ulteriormente. Si porta dietro un tocco d’argento anche lei. Visibilità parziale, illuminazione limitata a fendere il buio: quanto basta per luccicare. Ha lo stesso riflesso della medaglia vinta dal portabandiera azzurro.
Rimonta incredibile per un finale che ha entusiasmato: De Silvestro ha chiuso al secondo posto la combinata alpina categoria sitting, due manches distinte. La prima di Super‑G, terzo tempo provvisorio, e la seconda di slalom: è qui che l’atleta di San Candido si è esaltato, ha piazzato il tempone e messo i brividi anche all’olandese Jeroen Kampschreur, che ha temuto di perdere un oro sulla carta blindato.
A tinte argento si è consumato il martedì paralimpico: la terza medaglia di Chiara Mazzel e lo splendido argento di Federico Pelizzari nella combinata alpina uomini standing. L’intermezzo è stato la terza pennellata d’oro di una edizione che ha già messo nel medagliere nove podi: Pechino 2022 è archiviata (il bilancio dice 9 a 7) a cinque giorni dal termine.
Giacomo Bertagnolli rende tutto tanto semplice da far sembrare il podio una estensione di casa, Casa Italia. Ma non è mai così: le vittorie restano un racconto parziale della storia – verità – eppure niente la scrive più di una medaglia. Se quelle medaglie, poi, diventano undici, diventa riduttivo anche storicizzare. Bertagnolli è oltre, tra le leggende paralimpiche: la stella polare non ha scie ma quella di Bruno Oberhammer, ormai, ce l’ha eccome.
A ruota è arrivata la prova in rimonta di Renè De Silvestro. Ha spinto forte sul tecnico e chiuso in 1’56″44. A undici centesimi dal primo che – con le dichiarazioni a fine gara – non misurano la frustrazione dell’azzurro ma ne qualificano lo spessore: “Questa medaglia mi ha dato grande serenità, perché avevo due quarti posti. Avevo dentro una rabbia incredibile, oggi sono riuscito a sfogarmi e sono contento. È stato fantastico. Oggi dovevo: ho sperato nell’oro visto il tempo che avevo fatto, pensavo di essere davanti al centesimo. Alla fine ha vinto Kampschreur, è un grande dello sci: lo merita”. Restano le prove di slalom e gigante per fare anche meglio di così
- Chi è Renè De Silvestro
- I successi di René De Silvestro
- René De Silvestro, palmarès e carriera sportiva
- René De Silvestro, prime stagioni e prime vittorie
- René De Silvestro, classifiche e specialità
- L’incidente e la rinascita
- L’incidente del 2013 e la riabilitazione a Vicenza
- Il ritorno sugli sci e la cena con Rocky Balboa
- La crisi di risultati e la voglia di reagire
- L'argento alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026
Chi è Renè De Silvestro
È tra i volti più attesi delle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026: René De Silvestro, 29 anni, specialista dello sci alpino nella categoria sitting. Originario di San Candido e residente a San Vito di Cadore, è diventato uno dei simboli del movimento paralimpico italiano grazie a un palmarès ricco di medaglie e a una storia personale che unisce sport, resilienza e passione.
È stato scelto – insieme alla sciatrice ipovedente Chiara Mazzel – come portabandiera dell’Italia per la cerimonia d’apertura delle Paralimpiadi 2026. De Silvestro sa che gareggiare “in casa” sarà un’occasione unica. Essendo stato anche stato tedoforo per i Giochi di Milano Cortina è uno dei pochi atleti a sventolare il tricolore in apertura di Paralimpiadi e a partecipare alla staffetta della fiamma olimpica.
I successi di René De Silvestro
Alla fine del 2024 De Silvestro aveva già vinto le Coppe del mondo di slalom e super-G e chiuso secondo nella classifica generale. Nella stagione 2024-2025 mise nel mirino i Mondiali di Maribor 2025 dove, conquistò l’oro nel gigante migliorando il tempo nella seconda manche e staccando Pedersen di 0,67 secondi; due giorni dopo chiuse al secondo posto nello slalom dietro al norvegese (1’58″44 contro il suo 1’59″81). Dopo il gigante esultò: “Questa vittoria è molto importante perché posso dire di essere campione del mondo … oggi ero così sicuro e sapevo di potercela fare”. Guardando già al 2026, aggiunse: “È una gara di casa e tutta la mia famiglia sarà lì. È qualcosa che mi fa salire il fuoco”.
De Silvestro ha nel palmarès due medaglie paralimpiche, sei mondiali, due Coppe del mondo di specialità e 57 podi in Coppa del mondo. Nelle sue parole, portare la fiamma è “un onore immenso” e lo sport gli ha insegnato a cadere e rialzarsi.
René De Silvestro, palmarès e carriera sportiva
Nato il 26 giugno 1996 a San Candido, classe sitting LW12-1: “Gareggio nella categoria Sitting, sottocategoria LW12-1, sono seduto su un sedile a sospensioni fissato su un unico sci e uso i due bastoncini per fare le curve”, si è raccontato ad Avvenire; ha esordito in Coppa del mondo nel 2016. Sotto l’egida del club Fiamme Oro, ha affinato tutte le specialità dello sci alpino (discesa, super-G, gigante, slalom e super combinata).
René De Silvestro, prime stagioni e prime vittorie
Nel dicembre 2017 ottenne il primo podio in Coppa del mondo con un terzo posto nel gigante di Kühtai, seguito da un secondo posto nella super combinata di Obersaxen. A gennaio 2020 arrivò la prima vittoria assoluta nel super G di Veysonnaz.
Nel 2018 ha preso parte alla sua prima Paralimpiade a PyeongChang classificandosi 7º nel gigante e 8º nello slalom. Nel 2022 si consacra: ai Mondiali di Lillehammer vince l’oro nella super combinata e il bronzo nel super G; pochi mesi dopo, alle Paralimpiadi di Pechino 2022, conquista l’argento nel gigante e il bronzo nello slalom. La prestazione gli vale il conferimento del Collare d’Oro al Merito Sportivo e lo fece entrare fra i campioni dello sport italiano.
Nel 2023 porta a casa altre medaglie iridate e nel 2024 domina il circuito, vincendo due Coppe del mondo di specialità (slalom e super-G) e chiudendo secondo nella classifica generale. Il 2025 lo ha visto di nuovo ai vertici con l’oro e l’argento a Maribor.
René De Silvestro, classifiche e specialità
De Silvestro è classificato nella categoria LW12-1, riservata agli atleti che gareggiano seduti su mono-sci per disabilità agli arti inferiori. Le sue specialità comprendono gigante, slalom, super-G, super combinata e anche la discesa libera, che però è meno battuta in ambito paralimpico. L’atleta è apprezzato per la capacità di adattarsi a terreni tecnici come il gigante e lo slalom, ma anche per la velocità nei super-G.
L’incidente e la rinascita
De Silvestro proviene da una famiglia sportiva e numerosa; ha tre fratelli, il padre Manlio lavora nel settore assicurativo. È cresciuto sciando nelle Dolomiti: “È grazie a mio papà se, all’età di sei anni, ho iniziato a sciare: da quel momento ho sempre fatto questo e continuerò a farlo”, ha raccontato: sognava di diventare un grande dello sci alpino fino a un evento che gli cambiò la vita.
L’incidente del 2013 e la riabilitazione a Vicenza
Il 22 dicembre 2013, durante un allenamento ad Alleghe, un compagno gli sfiorò lo scarpone mentre facevano riscaldamento. La lieve collisione lo fece scivolare fuori pista verso il bosco; colpì con la parte bassa della schiena un albero, fratturandosi le vertebre D12 e D7. Fu operato per oltre cinque ore e gli furono inseriti due aste in titanio e dieci viti.
L’incidente causò lesione midollare incompleta e la parziale paralisi degli arti inferiori e per mesi visse su una sedia a rotelle. In più interviste ha ricordato quei momenti raccontando che, non appena riprese conoscenza, pensò subito a come tornare a sciare.
Durante la convalescenza trascorse sette mesi tra ospedale e riabilitazione a Vicenza, dove imparò a essere autonomo in sedia a rotelle. Nel 2014 si avvicinò all’atletica paralimpica, praticando lancio del giavellotto e panca con ottimi risultati: quattro titoli italiani e due ori ai Mondiali juniores 2016 (peso e giavellotto). Questa esperienza lo reintrodusse al mondo paralimpico.
Il ritorno sugli sci e la cena con Rocky Balboa
Appena due anni dopo, grazie al supporto del Club Druscié Cortina e all’allenatore Orlando Maruggi, tornò sulla neve con un mono-sci Comitato Paralimpico ricorda che l’amore per lo sci e la velocità, ereditato dalla famiglia, gli diede forza per ripartire.
“L’ho compreso nel momento stesso in cui ho messo per la prima volta il monosci dopo l’incidente: lì ho realizzato di essere tornato nel mio mondo e che avrei potuto far bene”.
Durante la fase di rientro utilizzava tappetini da yoga sulla tuta per proteggersi dagli urti con le porte dello slalom. Nel 2016 fece l’esordio in Coppa del mondo; nello stesso periodo conobbe Lucrezia, sua compagna di vita, con la quale si sposò qualche anno dopo. La coppia ha una figlia, Nina, nata nel 2023; De Silvestro ha confidato che la bambina gli dà “la carica vera”, obbligandolo a essere sempre in movimento e rendendo la vita più felice.
In un’intervista a “pelleazzurra” ha raccontato che inviterebbe a cena Rocky Balboa, il cui insegnamento (rialzarsi dopo le cadute, ha fatto suo: “Né io, né tu, nessuno, può colpire duro come fa la vita. Perciò, andando avanti, non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi, e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti. Così sei un vincente! E se credi di essere forte lo devi dimostrare che sei forte! Perché un uomo vince solo se sa resistere!”.
Oltre allo sci, De Silvestro è poliziotto delle Fiamme Oro: “Essere entrato nella Polizia mi ha consentito di concentrarmi sullo sci”, ha raccontato ad Avvenire, e ama curare anche le faccende domestiche e stare con la famiglia. La sua storia di resilienza è stata raccontata in numerose interviste; in una chiacchierata con Vanity Fair ha ricordato che dopo l’incidente non si è mai domandato “perché proprio a me”, ma ha cercato di capire come continuare a fare ciò che amava.
La crisi di risultati e la voglia di reagire
Lo sport: “È stata la mia salvezza. Vengo da una famiglia di sportivi che fin da quando ero piccolo mi ha trasmesso i valori, la disciplina e le regole dello sport, qualunque esso sia. E quando ho avuto l’incidente, a 17 anni, ho fatto tesoro di questo bagaglio di insegnamenti. Io sono per natura una persona molto positiva, che tende a vedere sempre il lato bello anche nelle situazioni negative, ma devo dire che le lezioni impartitemi dallo sport mi hanno aiutato molto a superare quel momento”. Per andare oltre l’incidente, “ho cercato semplicemente di guardare avanti. Quello che era successo ormai era successo. Non c’era modo di tornare indietro e cambiare le cose. Quindi ho cercato di prenderne atto e di mettermi nell’ordine delle idee che potevo fare quello che facevo prima, ma in modo diverso”.
Nel corso della stagione 2023-2024 attraversò un momento di crisi: i risultati tardavano ad arrivare e pensò di smettere. Come ha rivelato a Vanity Fair, fu la moglie Lucrezia, con la figlia Nina, a convincerlo a continuare; dopo aver ritrovato serenità vinse titoli iridati a Maribor. Nel dicembre 2024, alla domanda su quale leggenda avrebbe voluto sfidare, rispose alla Fondazione Cortina “Bode Miller, un atleta talentuoso, fuori dai canoni”.
L’argento alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026
Con il titolo mondiale in tasca e un palmarès ormai maturo, René De Silvestro è arrivato alle Paralimpiadi di casa con grande motivazione. L’atleta ha dichiarato che gareggiare sulle piste dove è cresciuto è “qualcosa di speciale” e che la presenza del pubblico italiano gli dà una spinta extra. Nel corso della cerimonia inaugurale del 6 marzo 2026 all’Arena di Verona, ha portato il tricolore insieme a Chiara Mazzel.
Due quarti posti in discesa e nella categoria sitting, oggi l’argento in combinata. Ed è raggiante: incarna appieno il motto delle Paralimpiadi “Spirit in Motion”. La sua vicenda personale racconta la forza di chi non si arrende e trasforma le difficoltà in opportunità. Oggi è un campione consolidato e simbolo di resilienza e speranza per tutto il movimento paralimpico italiano.
Chi lo ha osservato scendere dal pendio di Cortina, poi celebrare una gara maestosa, infine baciare la medaglia sul podio ha visto un uomo di montagna che è riuscito a vivere il sogno di celebrare una medaglia “a casa”, con la famiglia e il proprio Paese.
Per vedere la luna di questa sera a Cortina, René De Silvestro dovrebbe stare sveglio un po’, fino a notte. Ma se è vero che non tutte le sere sono uguali, e alcune volte è impossibile prendere sonno, si troverebbe a guardare una palla in fase di gibbosa calante: l’ultimo quarto.
Si porta dietro un tocco d’argento anche lei, lo stesso riflesso della medaglia vinta qualche ora fa al termine di una rimonta incredibile.