Como, Fabregas non perdona Morata e sbotta: "Devi cambiare sport"
- Postato il 15 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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E’ il 57′ di Como-Fiorentina quando Cesc Fabregas fa cenno a Morata di entrare: il bomber spagnolo prend e il posto di Douvikas e dà una scossa ai lariani, che sono sotto di due gol. Arriva la rete del 2-1 (l’autogol di Parisi) e c’è oltre un quarto d’ora da giocare con i viola che appaiono in difficoltà e il Como che cresce. Lo stesso Morata sfiora il pari ma all’87’ la combina grossa e si fa espellere. La reazione di Fabregas a fine gara è durissima.
Il rosso a Morata
Succede a pochi minuti dal 90′ (ma con 6′ di recupero): Morata e Mandragora vengono ammoniti all’87’ per reciproche scorrettezze ma non finisce qua: l’ex Milan si pizzica anche con Pongracic: colpo del difensore viola, Morata cade, si rialza di scatto ed affronta faccia a faccia l’avversario, che poi “sviene” a terra. L’episodio viene segnalato dall’assistente a Marchetti che, senza pensarci troppo, estrae il secondo cartellino giallo per Morata.
Morata viene espulso e non si dà pace. Esce dal campo borbottando: “Ma perché non capite, era già successo con Jerry Mina”. Il Como finirà per perdere per 2-1, lasciando per strada punti preziosi per l’Europa e per Morata continua il momento no. Lo spagnolo è arrivato al Como in prestito dal Milan in estate, ma ha segnato solo un gol in 18 partite.
Lo sfogo di Fabregas
Non lo giustifica Fabregas che attacca in diretta tv: “La provocazione fa parte del calcio, chi non vive la provocazione deve fare un altro lavoro. Lui è un giocatore di esperienza, mi aspetto di più da lui, perché la linea tra vincere e perdere è molto sottile. Gli alibi non mi piacciono. Bisogna fare la propria partita, quello che dicono gli altri non ci deve importare”.
Poi dopo il mea-culpa (“non son stato bravo a far capire l’importanza di questa gara”) aggiunge: “Abbiamo avuto l’atteggiamento sbagliato. Dobbiamo capire che dobbiamo scendere in campo con un’energia diversa, dare un messaggio fin dall’inizio e dimostrare quella voglia di attaccare con molta più determinazione, con la calma necessaria per fare la nostra partita. Il primo tempo non mi è piaciuto molto, mentre il secondo è stato semplicemente ingiocabile. Ora dobbiamo recuperare, perché giochiamo a San Siro contro il Milan e a Torino contro la Juventus “.