Como-Inter: Chivu e il rumore dei nemici, ma per molti sta esagerando: la polemica
- Postato il 4 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Sono settimane dai sentimenti altalenanti in casa Inter. In campionato la squadra nerazzurra marcia con l’autorità delle grandi, spietata e concreta. In Europa, però, la musica è stata diversa: l’eliminazione contro il Bodo/Glimt in Champions League ha lasciato scorie pesanti, tecniche e soprattutto emotive. E in mezzo, quasi senza respiro, l’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como, chiusa con uno 0-0 che rimanda tutto al ritorno ma non spegne il rumore di fondo. Rumore che Cristian Chivu prova a coprire, o forse ad alimentare, con parole che suonano come una difesa preventiva. Tra analisi tecnica e giustificazioni, il tecnico nerazzurro ha scelto di mettere l’accento sulle difficoltà e su quelle critiche che, a suo dire, accompagnerebbero l’Inter ormai da tempo.
- Chivu e l'emergenza continua
- Attacco contato e una partita "non da Inter"
- Critiche, vittimismo e il caso sollevato in tv
Chivu e l’emergenza continua
Dopo la battuta d’arresto europea contro il Bodo, la sfida con il Como arrivava appena tre giorni dopo l’ultimo impegno di campionato. Un tour de force che Chivu ha voluto sottolineare con forza davanti alle telecamere di Mediaset: “Avevamo qualche problema, eravamo in emergenza, per la prima volta abbiamo giocato con due trequartisti dietro la punta, abbiamo provato a prenderli a metà campo, ma loro ci hanno messo un po’ in difficoltà a mezzo sul campo, sono brevilinei, hanno tecnica, siamo stati bravi a capire cosa dovevamo fare. Abbiamo avuto poco tempo per preparare la partita, giusto 72 ore dall’ultima partita. Siamo riusciti a dare il massimo ed è merito dei ragazzi”. Un’analisi che fotografa una squadra adattata alle circostanze, più che dominante. I
Il Como ha tolto ritmo e spazio, l’Inter ha risposto con ordine ma senza brillare. E quel riferimento insistito alle “72 ore” suona come una cornice dentro cui inserire lo 0-0: risultato figlio della stanchezza, più che di limiti strutturali. Eppure, in una stagione che pretende ambizioni massime, il calendario non può diventare l’alibi universale. Le grandi squadre convivono con la fatica. E la sensazione è che Chivu, più che spiegare la partita, abbia voluto proteggere il gruppo da un clima che percepisce ostile.
Attacco contato e una partita “non da Inter”
Le difficoltà offensive sono sotto gli occhi di tutti. Lautaro è fermo ai box e lo sarà ancora per settimane, Bonny si è fermato dopo il Genoa. Restano Esposito e Thuram, gli unici attaccanti disponibili. Una coperta corta che l’allenatore ha dovuto gestire con rotazioni obbligate. Ancora ai microfoni di Mediaset, Chivu ha spiegato: “Noi avevamo solo due attaccanti e li abbiamo fatti giocare entrambi, perché Lautaro mancherà per un po’ e Bonny ha avuto qualche problema. I ragazzi sono stai bravi nel percepire la difficoltà e l’hanno interpretata bene, anche se non è stata una partita da Inter e non è stata bella da vedere”.
Non è stata una partita da Inter, ha ammesso lui stesso. E qui sta il punto: quando l’allenatore certifica che la sua squadra non è stata all’altezza della propria identità, il confine tra giustificazione e consapevolezza si fa sottile. L’Inter vista contro il Como è stata prudente, a tratti macchinosa. Comprensibile, forse. Ma non irresistibile.
Critiche, vittimismo e il caso sollevato in tv
Il passaggio più delicato, però, arriva nel finale del collegamento televisivo. Tra una battuta e l’altra con due ex compagni come Panucci e Ranocchia, Chivu si lascia andare a una frase che pesa più dello 0-0: “Non mi dite così, troppi complimenti, ormai mi sono abituato alla critiche”. Una battuta? Forse. Ma non è la prima volta che il tecnico allude a un clima critico costante attorno alla sua Inter.
Ed è qui che si inserisce la replica, netta, di Taveri: “Chivu ci dica chi critica l’Inter! Chi la critica? Io no. Se criticare vuol dire analizzare i risultati che una squadra ottiene in una stagione, allora quella non è una critica, ma un’analisi di quello che accade. Secondo me c’è qualcos’altro dietro, perché Chivu continua sempre con questo ritornello. Chi è che critica l’Inter? C’è sempre questo vittimismo velato, ma deve venire fuori da chi arriva, altrimenti non lo capiremo mai! Lui dice che negli ultimi anni l’Inter viene sempre criticata. La partita col Bodo? E vabbè, dopo la partita col Bodo cosa fai? Non la critichi l’Inter?“.
Anche sui social molti tifosi condannano Chivu per il suo vittimismo: “Chivu però dimentica che si trova lì grazie ai regali ricevuti diretti e indiretti…lo sa bene e allora la butta sul piagnisteo”.