Comuni montani, tagliati fuori 32 centri liguri. Avs: “Bucci si impegni per riparare i paradossi creati dalla legge Calderoli”
- Postato il 18 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Liguria. “Chiediamo al presidente della Regione Liguria di impegnarsi per riparare i paradossi creati dai criteri parziali e limitati della legge Calderoli sulla nuova definizione di comuni montani. Una classificazione che, così come stabilito dalla bozza di Dpcm di prossima approvazione, presenta un taglio consistente dei comuni definiti montani, producendo risultati ingiusti e paradossali”. A dichiararlo sono i vertici di Avs Liguria: Carla Nattero, segretaria Sinistra Italiana Liguria – Avs e i due co-portavoce di Europa Verde – Avs, Simona Simonetti e Simon Moeller.
‘In Liguria per esempio sono 32 i comuni montani esclusi, molti dei quali evidentemente appartenenti alle aree interne per caratteristiche dell’economia, lontananza dai servizi e demografia. Pensiamo ad esempio a Chiusavecchia, Pontedassio e Ranzo in provincia di Imperia; Zuccarello, Quiliano e Cesano in provincia di Savona; Avegno, Cicagna, Coreglia Ligure e Tribogna nella provincia di Genova e Borghetto Vara e Follo nello spezzino − sottolinea Avs Liguria in una nota− di contro, in base agli stessi criteri, sono diventati montani alcuni comuni (appartenenti finora al gruppo dei ‘semi montani’, ora cancellato) come Sanremo, Pietra Ligure e Loano, che hanno sicuramente una parte montagnosa ma in realtà sono città rivierasche’.
Questi paradossi di classificazione di comuni, ricorda Avs, sono causati dai criteri utilizzati nella bozza della riforma Calderoli: per definire un comune montano vengono prese in considerazione l’altimetria e la pendenza, ignorando, ad esempio, la perifericità, la marginalità socio – economica e la fragilità del territorio.
“Siccome la classificazione di comuni montani non è accademica ma ad essa sono legati importanti incentivi economici per abitanti, lavoratori e imprese, chiediamo che il governo regionale prenda atto delle ingiustizie evidenti della nuova classificazione e si impegni in una trattativa serrata con il governo nazionale per fare rientrare la gran parte dei comuni esclusi nel novero dei comuni montani − affermano nella nota Nattero, Simonetti e Moeller − auspichiamo che venga adottata una valutazione più larga, legata a un’area e non a un singolo Comune e tenendo conto non solo dell’altimetria, ma anche della perifericità e delle condizioni socio – economiche della vallata interna nel suo complesso”.