Concessioni, a Savona i balneari chiedono regole certe: “Abbiamo investito tempo e soldi, non possiamo restare senza nulla”

  • Postato il 8 marzo 2026
  • Altre News
  • Di Il Vostro Giornale
  • 1 Visualizzazioni
spiaggia savona generica

Savona. “Siamo preoccupati e un po’ arrabbiati. Viviamo nell’incertezza ormai da anni, e adesso è ancora più tangibile. Non ci resta però che aprire per questa stagione balneare e poi attendere la fine dell’anno”.

E’ questo il pensiero comune che hanno espresso alcuni dei gestori degli stabilimenti balneari di Savona (zona prolungamento) che sono in attesa di conoscere le linee guida dei bandi che dovrebbero essere pronti ad ottobre 2026 (ricordiamo che la normativa italiana fissa al 30 settembre 2027 il termine ultimo per l’avvio delle gare).

La stagione estiva 2026 è alle porte e gli stabilimenti balneari, con i loro lettini e ombrelloni, saranno pronti per accogliere residenti e turisti. Ma inevitabilmente da diverso tempo ormai quando si parla di spiagge non si può prescindere dal triangolo spiagge-bandi (dovuti alla direttiva Bolkestein)-concessioni. Sulle pagine del nostro giornale stiamo seguendo molto da vicino cosa sta succedendo nei vari comuni, comprese le recenti sentenze del Tar della Liguria che hanno riguardato, ad oggi, tre comuni (Pietra Ligure, Laigueglia e Ceriale).

Ricordiamo che le spiagge di Savona non dipendono dall’Amministrazione comunale ma la loro gestione è sotto l’Autorità Portuale (che comprende tre Comuni: Savona, Albissola Marina e Vado Ligure, e che hanno i loro relativi Pud). “Anche se la situazione di Savona è diversa dalle altre località della provincia, in quanto non dipendiamo dall’Amministrazione comunale, andremo anche noi a bando a fine anno, per cui alla fine la situazione non si discosta molto”, continuano.

Ci stiamo preparando per partecipare alle gare d’appalto ma ancora non ci sono linee guida precise per quanto ci riguarda, per cui stiamo navigando un po’ a vista – aggiungono – non è facile questa attesa che ormai dura da anni. Queste proroghe relative alla direttiva Bolkestein hanno creato immobilità, sono anni che non investiamo in maniera importante nelle nostre strutture. Perché? Non sappiamo per quanto tempo avremmo ancora le nostre aziende e se riusciremmo ad ammortizzare le grosse spese che ne derivano da opere di restyling”.

Altro tema fondamentale riguarda gli indennizzi per i gestori uscenti: “Al momento si è parlato poco o nulla di quello che riguarda i risarcimenti ed è un’assurdità – affermano – qua ci abbiamo investito tempo e soldi. Ci sono parecchie famiglie la cui “sopravvivenza” ruota intorno a queste attività, non si può pensare che andiamo via così. E’ come se venisse un’altra persona ad abitare a casa vostra (nella quale hai investito soldi e tempo) e se ne impossessasse senza pagarvi affitto o senza comprarla. Rimarreste senza nulla, e così potrebbe accadere a noi”.

Quel che è certo è che i gestori dei bagni marini dovranno attendere la fine del 2026 per capire il loro destino, sperando sia l’ultima volta.

 

 

 

 

 

Autore
Il Vostro Giornale

Potrebbero anche piacerti