Concessioni demaniali, Arboscello: “Uscire da contrapposizione netta tra accesso libero al litorale e sviluppo economico”

  • Postato il 19 gennaio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Roberto arboscello

Regione. “Leggo con molta preoccupazione e apprensione delle forti contrapposizioni che si stanno creando in questi giorni in alcuni comuni della provincia di Savona dove si sta discutendo il tema delle concessioni demaniali e della legge regionale che fissa al 40 per cento la quota minima di spiagge libere. Ancora una volta vedo il rischio di un’esacerbazione tra posizioni diverse, creando gruppi di ultras a sostegno dell’una o dell’altra piuttosto che ragionare in modo lucido e razionale”. Così Roberto Arboscello vicepresidente consiglio regionale della Liguria in merito al dibattito che si è aperto nel savonese sulle concessioni demaniali.

“Da sempre – spiega -, prima da sindaco di un comune costiero e oggi da consigliere regionale, ritengo che non debba esserci contrapposizione tra  la garanzia del libero accesso a spiagge e mare, perché bene pubblico, e chi ritiene legittimo il diritto d’impresa e la necessità di fornire servizi diversi in grado di soddisfare le richieste dei turisti che raggiungono le nostre mete. C’è un equilibrio realizzabile: a Bergeggi, dove sono stato sindaco, è garantito il libero accesso ad alcune delle più belle spiagge della Liguria, come è possibile godersi la comodità di passare la giornata su una sdraio o sotto l’ombrellone. Anzi nel tempo si è cementificata la collaborazione tra il comune e i gestori che si sono adoperati per operare servizi anche sulle spiagge libere, come vigilanza e pulizia, in regime di convenzione”.

“Sul tema delle concessioni sono stati fatti molti errori in passato. Chi, tra le forze politiche, si è per anni erto a difensore d’ufficio degli imprenditori balneari, promettendo il superamento della Bolkestein o producendo leggi giudicate incostituzionali, ha sbagliato ed è stato il peggior alleato degli stessi. Andava fatto per tempo un ragionamento organico, condiviso che consentisse a chi ha investito una vita in quel settore di non vedere sfumare quanto costruito, così come chi chiede, giustamente, il libero accesso al mare, di non dover ritrovarsi in litorali con solo il 10 per cento di spiagge libere – aggiunge -. Da tempo sostengo che sia necessaria una riforma complessiva del comparto demaniale, ferma a tempi ormai cambiati. Revisione dei canoni demaniali (perché chi fa attività economica su un bene pubblico deve pagare il giusto) e riordino del comparto devono essere una priorità per la politica. Non si possono lasciare soli i sindaci e le amministrazioni comunali su questo tema”.

“Se si vuole affrontare seriamente il problema occorre una politica coraggiosa anche a livello regionale; serve la volontà di non essere semplici supporter dell’uno o dell’altro, alla ricerca di consensi, ma di lavorare con determinazione a misure che consentano a tutti di potersi godere il nostro mare, senza mettere in difficoltà persone e famiglie che lavorano e che hanno il diritto di non vedersi sfumare quanto fatto in una vita. Senza considerare chi, più giovane, ha investito risparmi e si è indebitato per decenni e che ora vive nella totale incertezza del futuro. Mi farò interlocutore di amministratori, cittadini e operatori commerciali perché ogni soluzione guardi al bene comune”, conclude.

Autore
Il Vostro Giornale

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