Convitto Colombo, svelate l’aula magna e la galleria napoleonica dopo il restauro

  • Postato il 5 marzo 2026
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  • Di Genova24
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Convitto Nazionale Colombo, svelate l'aula magna e la galleria napoleonica dopo il restauro

Genova. Da locale magazzino, con il tetto parzialmente sfondato e un assoluto degrado, ad aula magna che riconquista i colori e le luci del liberty che lo caratterizzavano negli anni Venti. È questo il futuro dell’oratorio del Convitto Nazionale Colombo di Genova restaurato, assieme alla Galleria Napoleonica, grazie a un intervento della Città metropolitana, finanziato con oltre 2 milioni di euro di fondi Pnrr.

“Restituire questo spazio al Convitto Colombo e alla città – ha sottolineato Filippo Bruzzone, consigliere delegato all’Edilizia Scolastica della Città Metropolitana – significa onorare un impegno che va ben oltre la manutenzione ordinaria: significa riconoscere che le nostre scuole sono anche case della storia e della bellezza”.

“Questo restauro è la dimostrazione concreta di come si possano usare bene le risorse pubbliche – ha aggiunto Stefano Damonte, consigliere delegato al Bilancio – 2 milioni di euro del Pnrr investiti e rendicontati in modo puntuale e completati nei tempi imposti dalla normativa europea”.

Il cantiere ha affrontato sfide tecniche rilevanti, agendo su un edificio stratificato con preesistenze che variano dal Medioevo fino alle decorazioni novecentesche. “Questo intervento non era semplice né scontato – ha spiegato Francesco Scriva, direttore scuole della Città Metropolitana – abbiamo lavorato coordinando restauratori, strutturisti, impiantisti e soprintendenza in un cantiere aperto all’interno di un istituto scolastico in piena attività. Il risultato è all’altezza della sfida: un tetto completamente rifatto, le superfici pittoriche di Bevilacqua recuperate nella loro interezza e nuovi impianti invisibili che garantiscono comfort e sicurezza”.

Particolare attenzione è stata dedicata al recupero delle decorazioni del pittore veneto Giovanni Bevilacqua, risalenti ai primi anni Venti del Novecento. “Abbiamo dovuto scegliere un livello metodologico da portare avanti, salvando il periodo storico meglio conservato, quello degli anni Venti – ha aggiunto la progettista e direttrice dei lavori Francesca Ventre – condizioni della cappella erano disastrose, con il soffitto parzialmente crollato. Abbiamo restaurato i dipinti murali e le vetrate, restituendo quello che per Genova è un unicum: un esempio omogeneo di liberty e art déco in un complesso che nasconde tracce medievali e quattrocentesche”.

Autore
Genova24

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