Coppa d'Africa, bufera su Brahim Diaz per il rigore sbagliato: pugni, vergogna e sospetti

  • Postato il 19 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
  • 4 Visualizzazioni

Bufera Brahim Diaz in Marocco. Il rigore fallito in finale dal talento del Real Madrid costa alla selezione di Regragui la Coppa d’Africa, vinta dal Senegal di Thiaw ai tempi supplementari, al termine di una partita tanto folle quanto leggendaria. Il “cucchiaio” dagli 11 metri dell’ex Milan, però, non sarà mai dimenticato dai tifosi dei padroni di casa, che non hanno certo gradito la soluzione dal dischetto, intuita immediatamente dal portiere Mendy. E da qui, sospetti, insulti e commenti che mirano più all’aspetto umano che a quello tecnico.

Marocco ko, Brahim Diaz nella bufera per il rigore sbagliato: insulti e sospetti

Il Marocco ha perso la Coppa d’Africa organizzata nel proprio Paese, tra stadi di ultima generazione e spalti colorati dalla gente, ma Brahim Diaz ha perso anche la fiducia della sua gente. L’iconico “panenka“, effettuato al nono minuto di recupero dei tempi regolamentari della finale con il Senegal, rischia di segnare per sempre la sua carriera, così come le lacrime versate poco dopo l’inaspettato errore dal dischetto. Pallonetto troppo morbido e centrale, Mendy resta in piedi e blocca la sfera, regalando di fatto supplementari e vittoria alla nazionale senegalese, mai doma a Rabat.

Il penalty di Brahim Diaz, però, continua a fa discutere in Africa e non solo. Dopo il tentativo di abbandono del Senegal, furioso per la concessione di un calcio di rigore piuttosto dubbio in pieno recupero, nessuno si aspettava una soluzione del genere, per momento e importanza della partita. E invece, cucchiaio e figuraccia. Forse. Ora, diventa inutile innescare e alimentare qualsiasi cultura del sospetto, anche perché se Brahim avesse voluto farlo apposta, probabilmente quella palla l’avrebbe appoggiata fuori, salvando anche la propria faccia. E invece così non è stato.

Il Marocco, al di là delle polemiche, ha gettato così alle ortiche una Coppa d’Africa che mancava da mezzo secolo, regalandola di fatto ai rivali del Senegal. C’è chi scrive che Brahim Diaz abbia “sacrificato se stesso per salvare la Coppa d’Africa e i suoi valori”, ma al momento della cerimonia di premiazione l’ex Milan era disperato. A nulla è servito il premio di consolazione della scarpa d’oro del torneo, consegnato dal presidente della FIFA Gianni Infantino, il cui abbraccio non ha sortito alcun effetto. E non saranno d’aiuto nemmeno i milioni di commenti apparsi sui canali social ufficiali di Brahim durante il match e dopo la finale. Pioggia di insulti e deprecabili minacce di morte.

La sequenza della vergogna

Un passo indietro, però, è doveroso. In pieno recupero, prima viene annullato un gol al Senegal e poi viene assegnato un penalty dubbio al Marocco. Da lì, la nazionale di Thiaw decide di abbandonare il terreno di gioco su indicazione del proprio ct. Tutti tranne Sadio Mané, la stella della squadra, che non sa che fare. Lui, talentuoso ed esperto in campo internazionale, non vuole ritirarsi. Nel mentre, succede l’impossibile: tifosi che provano ad entrare in campo (e talvolta ci riescono), sedie che volano, pugni dietro la porta di Mendy, cinture e aste di bandiere usate a mo di spranga. Insomma, tutto ciò che non appartiene al mondo del calcio e dello sport. Una continua rissa da bar.

Passano i minuti e Mané decide di caricarsi la squadra sulle spalle e di richiamare tutti in campo, affidandosi a Mendy. Brahim Diaz bacia il pallone, fa il cucchiaio e sbaglia clamorosamente. E iniziano i sospetti. “Avranno stretto un accordo per sbagliare il rigore volontariamente e giocarsi la finale ai supplementari onestamente?”, si legge sui social e non solo. Di certo, il ct marocchino Regragui non vuole sentir parlare di un finale trasparente: L’immagine che abbiamo dato all’Africa è un po’ vergognosa. Ciò che ha fatto Pape Thiaw stasera non rende onore all’Africa, ha sottolineato riferendosi al collega senegalese.

Infantino non ci sta: “Scene inaccettabili”

Pur congratulandosi formalmente con le due finaliste del torneo, il presidente Gianni Infantino non può che manifestare dissenso ed amarezza per quanto visto nel recupero dei tempi regolamentari sul terreno di gioco. Un’immagine lesiva per la competizione, per il continente africano e per la reputazione della FIFA, a due passi dai Mondiali organizzati negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.

“Purtroppo, abbiamo anche assistito a scene inaccettabili sul campo e sugli spalti – ha sottolineato il numero uno della FIFA nel dopo gara -. Condanniamo fermamente il comportamento di alcuni “tifosi”, nonché di alcuni giocatori senegalesi e membri dello staff tecnico. È inaccettabile abbandonare il campo di gioco in questo modo e, allo stesso modo, la violenza non può essere tollerata nel nostro sport, semplicemente non è giusto. Dobbiamo sempre rispettare le decisioni prese dagli arbitri dentro e fuori dal campo di gioco. Le squadre devono competere sul campo e nel rispetto delle Regole del Gioco, perché qualsiasi comportamento contrario mette a rischio l’essenza stessa del calcio. È anche responsabilità delle squadre e dei giocatori agire in modo responsabile e dare il buon esempio ai tifosi negli stadi e ai milioni di spettatori in tutto il mondo. Le brutte scene a cui abbiamo assistito devono essere condannate e non devono mai più ripetersi. Ribadisco che non hanno posto nel calcio”.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti