Corte dei conti, l’allarme dei magistrati: “Con le nuove norme più difficile chiedere i danni a politici e amministratori”

  • Postato il 27 febbraio 2026
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corte dei conti anno giudiziario 2026

Genova. Sono le nuove norme (introdotte e in via di introduzione nel prossimi mesi) che riformano la magistratura contabile al centro delle relazioni dei vertici della Corte dei Conti della Liguria che questa mattina ha aperto l’anno giudiziario 2026 alla presenza delle massime istituzioni cittadine.

Molto duro l’intervento del procuratore regionale Silvio Ronci, che guida i procuratori contabili: “Il comune denominatore delle nuove norme – riassume – è quello di restringere l’ambito delle condotte perseguibili con l’azione di responsabilità e di ridurre notevolmente la risarcibilità del danno erariale dalle stesse causato“. Tra le norme contestate lo scudo erariale introdotto nel 2020 e poi prorogato fino al 2025, ma soprattutto i contenuti della cosiddetta riforma Foti che arriva “in un clima oltremodo conflittuale che certo non favorisce soluzioni equilibrate e condivise”. Per il pm “si tratta di scelte legislative che, nel ricercare un nuovo bilanciamento tra l’esigenza di gestire bene e velocemente la cosa pubblica e quella di rispettare le regole e garantire l’ordinata esplicazione dell’azione politica e amministrativa, tendono a limitare l’intervento d’un potere neutrale e indipendente qual è quello giudiziario”.

Ronci attacca anche la norma che presume  “la buona fede dei titolari degli organi politici quando gli atti da questi ultimi adottati nell’esercizio delle proprie competenze sono stati proposti, vistati o sottoscritti dai responsabili degli uffici”. E la scelta contenuta nell’art. 3 della legge n. 1/2026 che prevede tra i principi e i criteri direttivi, l’attribuzione al Procuratore generale di anomali poteri di indirizzo e coordinamento nei confronti della Procure territoriali: “Si tratta indubbiamente di prerogative particolarmente invasive, che sembrano mettere “sotto tutela” i pubblici ministeri delle Procure periferiche limitandone fortemente l’autonomia e che pertanto pongono seri e fondati dubbi di legittimità costituzionale” nonché il “deciso ridimensionamento delle funzioni giurisdizionali e requirenti” contenuto nella stessa legge che “ricalibra” tutte le funzioni della Corte dei conti ampliando quelle consultive e di controllo ma limita ulteriormente l’attività giurisdizionale e delle Procure”

Infine, sotto accusa del procuratore contabile anche la nuova prescrizione per chiedere i risarcimenti: 5 anni che decorrono “in ogni caso – tranne quando ricorra l’occultamento doloso – dalla data di commissione del fatto dannoso a prescindere dalla sua conoscenza da parte dell’amministrazione o della Corte dei conti”.

Anche il presidente ligure Pier Carlo Floreali mette l’accento con preoccupazione su questo punto: “La norma non consente più di fare riferimento alla conoscibilità del danno e, in definitiva, alla sua scoperta, se non in caso di occultamento doloso… Si tratta di un vero e proprio vulnus di civiltà giuridica, che rischia di minare nelle fondamenta l’efficacia general-preventiva del sistema di giustizia erariale e il correlato interesse al congruo recupero delle perdite”. Contestualmente Floreani ribadisce come “la funzione di controllo e quella consultiva sembrino avviate a un processo di progressiva espansione”. E il messaggio è chiaro: mentre la legge da una parte stringe la possibilità di chiamare i colletti bianchi a risarcire, dall’altra espande il lavoro sottotraccia di monitoraggio.

Nonostante lo scudo erariale nel 2025 sono stati chiesti oltre 4 milioni di euro, in 28 diversi procedimenti, a funzionari che avrebbero danneggiato le casse dell’erario in primis sul fronte dell’immagine. Ma c’è una sentenza del luglio 2025 che è destinata a far discutere e su cui la procura ha fatto ricorso: il dispositivo stabilisce  che il patteggiamento, non essendo equiparabile in tutto e per tutto a un verdetto di condanna penale, non può costituire il presupposto d’una successiva contestazione di danno erariale.

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Genova24

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