Questa è una versione aggiornata e adattata di un articolo pubblicato nel numero 394 di Focus.
Di recente la notizia di alcuni iPad messi in vendita da MediaWorld a prezzi incredibilmente bassi, ha riportato al centro dell'attenzione il tema dei price glitch (cioè errori di prezzo dovuti a malfunzionamenti di sistema o di inserimento dei dati, che creano offerte a dir poco appetibili) e riacceso il dibattito su cosa le aziende siano tenute a fare in questi casi.. Errori clamorosi anche sul mercato delle azioni
Ma cosa sono i price glitch? Sono errori nella fissazione dei prezzi dei prodotti nei sistemi di commercio online: possono essere legati a errori di inserimento dei dati, a problemi tecnici oppure a confusioni nei calcoli degli sconti. Tra i casi più clamorosi c'è quello del 2005 che coinvolse la Mizuho Securities, una grande società di intermediazione finanziaria giapponese. L'azienda avrebbe dovuto collocare sul mercato le azioni della J-Com a 610.000 yen ciascuna (circa 5.000 euro), ma per un errore l'ordine partì al contrario, con la vendita di 610.000 azioni a 1 yen l'una. Le azioni andarono immediatamente a ruba, causando un danno stimato di circa 300 milioni di euro.
Un errore di prezzo di Alitalia fu apprezzatissimo!
Un altro glitch, questa volta tutto italiano, risale al 2006, quando Alitalia mise in vendita online voli da Toronto a Cipro a 39 dollari invece che a 3.900. Per evitare danni di immagine, la compagnia decise di onorare gli acquisti, guadagnandosi il plauso dei consumatori. I price glitch possono avere un impatto significativo sia sui clienti sia sulle aziende: in alcuni casi, queste ultime li utilizzano anche deliberatamente come strategia per aumentare il traffico sul sito e attirare nuovi potenziali acquirenti..