Cosenza, incontro col procuratore Capomolla sulle droghe: «Allarme sociale»
- Postato il 5 febbraio 2026
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Cosenza, incontro col procuratore Capomolla sulle droghe: «Allarme sociale»

Incontro sulle droghe col procuratore di Cosenza Capomolla promosso da Intercat e corso di Pedagogia antimafia dell’Università della Calabria.
COSENZA – «La lotta alle droghe è una lotta di libertà. Una lotta per la vita». Così, ieri mattina, il procuratore capo di Cosenza, Vincenzo Capomolla, ha sintetizzato il senso della battaglia contro le dipendenze. Lo ha fatto dialogando con gli studenti nell’Auditorium del liceo “Misasi”, nell’ambito di un’iniziativa sul tema promossa dalle Scuole Misasi, dal Club Interact di Cosenza e dal corso di Pedagogia antimafia attivo presso il Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria.
ALLARME SOCIALE
Una lotta che il procuratore Capomolla porta avanti in prima linea e che lo ha visto impegnato prima alla Dda di Catanzaro, e oggi al timone della procura bruzia, firmando importanti inchieste contro la criminalità organizzata e il narcotraffico. Alla platea di ragazzi, il magistrato ha illustrato le conseguenze drammatiche del consumo di droga da parte di assuntori di età sempre più bassa, un fattore che desta «particolare allarme sociale». Perché, se è vero che i giovani rappresentano il futuro della società, ciò che si viene a creare è «un indebolimento della società nel suo complesso». La lectio di Capomolla parte dall’analisi del mercato degli stupefacenti, capace di muovere un giro di affari pari a 17 miliardi solo nel 2024.
‘NDRANGHETA LEADER
Un «fenomeno di carattere planetario, mondiale», di cui lo “spaccio al minuto” rappresenta soltanto l’anello finale. Anche la dose di droga che arriva a Cosenza pronta per essere spacciata proviene, infatti, da un circuito di produzione su scala globale che sfrutta il lavoro delle classi sociali più deboli. Come avviene nel Sud America, dove la cocaina viene coltivata e poi smistata nei porti, come quello Gioia Tauro. «Il controllo del narcotraffico – ha proseguito Capomolla – è in mano alle organizzazioni criminali, come la ‘ndrangheta. Un’organizzazione criminale “senza onore”, che si avvale della corruzione e delle connivenze di uomini infedeli nei vari porti di destinazione».
I NUMERI
Per dare una percezione più concreta dei pericoli connessi al consumo di droga, il procuratore passa in rassegna i numeri: in Italia, infatti, sono 910mila i ragazzi in età adolescente che hanno provato almeno una sostanza stupefacente, pari al 37% della popolazione studentesca.
L’hashish e la marjiuana restano le droghe più diffuse tra i ragazzi, ma «la potenza di questa sostanza è sempre maggiore, poiché il princìpio attivo della cannabis, il Thc, è pari al 29%. Nel 2016 era il 7%». Il che comporta «il rischio di effetti collaterali gravissimi», ha aggiunto, bollando come «ingiustificate» le affermazioni di chi dice che si tratta solo di “trasgressioni giovanili”. «Chi vi regala la marjiuana – ha messo in guardia Capomolla – vi sta mettendo sulla strada della rovina. La banalizzazione, in questo senso, è pericolosa».
EFFETTI NEFASTI
Ancor più nefasti gli effetti del consumo di cocaina, che nel 2024 ha causato il 35% delle morti per overdose (80 persone) e il 30% dei ricoveri per droga, con ulteriori danni per il sistema sanitario. Nel primo semestre del 2025 si sono registrati due morti per overdose da cocaina anche a Cosenza. Capitolo a parte per le droghe sintetiche, vendute a basso prezzo in virtù dei costi di produzione ridotti. Segnali della loro diffusione si sono avuti anche nella provincia di Cosenza dove, proprio nei giorni scorsi, un ragazzo di 20 anni è stato arrestato perché trovato in possesso della “shaboo”, metanfetamina di origine asiatica.
DROGA DEGLI ZOMBIE
«Un elemento allarmante nel nostro territorio – ha detto Capomolla -, così come allarmante è stato, un paio di anni fa, il rinvenimento, in alcuni pazienti in cura al Serd, di tracce di Fentanyl, la cosiddetta “droga degli zombie”, i cui effetti sono terribili. Vuol dire che l’assunzione sfuggiva anche alla consapevolezza del consumatore, perché le sostanze tradizionali possono essere “tagliate” con sostanze chimiche». Si tratta, a dire del procuratore, di un fenomeno che, sebbene dalle nostre parti non abbia assunto le stesse dimensioni che altrove, non va sottovalutato. Anche perché «le droghe sintetiche sono in continuo mutamento, cambiano sempre, rendendo difficile il contrasto al consumo».
NO ALLE MINIMIZZAZIONI
Da qui, l’invito rivolto ai ragazzi a rifuggire alle minimizzazioni e agli appelli alla liberalizzazione di alcune droghe, apparentemente meno dannose di altre, «slogan soltanto ideologici, che non hanno nulla a che vedere con la realtà». «La tossicodipendenza, oltre a essere una questione sanitaria, è una questione che ci interroga sul significato di libertà. Libertà – ha concluso il procuratore, prendendo in prestito le parole di San Giovanni Paolo II – vuol dire “fatica”, sacrificio”».
L’APPELLO
Un appello, dunque, a evitare le scorciatoie, che annichiliscono la felicità, perché «la droga distrugge la vita, rende schiavi e succubi, si appropria della felicità reale e annulla la possibilità di essere felici. Scoprirsi deboli e aver bisogno di aiuto, non è un fatto individuale, ma l’intera famiglia, tutta la comunità devono farsene carico. Non bisogna rassegnarsi al male.
Per dirla con Paolo Borsellino, dobbiamo abituarci a “sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale”».
IL CICLO
Un invito alla responsabilità collettiva sul delicato tema delle dipendenze tra i giovani. È questo l’obiettivo dell’iniziativa. L’evento di ieri, coordinato dal docente dell’“Iis Severo” Carmine Pisano, è il primo di un ciclo di incontri che vedranno alternarsi e dialogare con gli studenti diverse personalità del mondo scientifico, accademico e delle istituzioni su tematiche inerenti la legalità. Un modo per creare nelle giovani generazioni una coscienza del bene e promuovere il valore della giustizia.
LA PRESIDE
Non solo: il vero motivo del progetto, come ribadito dalla dirigente scolastica Stefania Barresi in apertura dei lavori, sono proprio loro, i ragazzi. «Abbiamo pensato a un primo incontro con il procuratore per discutere di dipendenze perché dietro questo fenomeno c’è un “sistema”; dietro ogni sostanza c’è un mercato che spesso si alimenta con le vostre fragilità», ha affermato la preside. Che parte da un esempio su tutti, quello del Fentanyl, ormai una vera e propria emergenza sociale negli Stati Uniti: nato come farmaco per lenire i dolori, si è diffuso in maniera rapida, probabilmente per via del suo basso costo. Ecco perché, ha aggiunto, «le dipendenze da droga non sono solo un problema di salute, ma un mercato e voi non dovete essere i “clienti” di questo mercato».
INTERACT
Dipendenza come mancanza di libertà. Su questo aspetto si è concentrato, poi, l’intervento del giovane presidente di “Interact” Cosenza, nonché studente del liceo “Misasi”, Mario Pisano che, parlando ai propri coetanei delle dipendenze a tutto tondo – anche quelle, sempre più comuni, da social – li ha invitati a riflettere sulla consapevolezza come unica via per sconfiggerle, perché «fino a quando ci sarà una domanda, ci sarà sempre un’offerta», e il mercato si autoalimenterà.
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IL PROFESSOR COSTABILE
Prima di lasciare spazio al discorso del procuratore Capomolla, è toccato a Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia all’Università della Calabria, richiamare al valore dell’educazione come «unico modo pacifico per cambiare il mondo». Riportando l’esempio virtuoso dell’“Officina Gelsomina Verde” di Scampia, dove tanti ragazzi sono impegnati socialmente per riqualificare un quartiere che un tempo era una delle principali piazze di spaccio d’Italia, il professore Costabile ha invitato gli studenti a coltivare l’educazione, la cultura, a riflettere sulla bellezza della vita: «Questa giornata è per la vita, per la vostra libertà. Non ci sono droghe buone e droghe cattive, le droghe sono tutte cattive. Non commettete l’errore di dipendere da qualcosa che non sia la vostra intelligenza, non vendete la vostra vita a nessuno».
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