Crans Montana, cancellare la discesa unica scelta sensata per le sciatrici alla vigilia delle Olimpiadi e dopo la strage

  • Postato il 30 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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A Crans Montana è stato il meteo a decidere. Forse riassumere a una mera provocazione quel che si è consumato stamani ad alcuni risulterà riduttivo, ma allo stato delle cose è altrettanto efficace. Dopo la fine di Lindsey Vonn contro la rete intenta a controllare il ginocchio buono, e delle prime sei discesiste che hanno azzardato la discesa l’unica decisione sensata era l’interruzione e la cancellazione della gara di Coppa del Mondo. Il volo, spaventoso della norvegese Monsen con tanto di casco perso nella caduta ha mostrato, di nuovo, quanto possa essere rischioso questo sport senza protezioni. E buon senso.

Crans Montana, la discesa libera fermata dal meteo

Il buon senso è ciò che ha indirizzato l’organizzazione a valutare i rischi per la sicurezza e l’integrità delle discesiste con il pettorale, pronte a scendere all’occorrenza, nonostante le premesse fossero note e avessero già indotto a rivalutare orari e ad accorciare la pista. Inoltre la neve ha continuato a scendere, copiosa, durante la mattinata limitando la visibilità. Insomma, perché ostinarsi a rischiare l’integrità di quelle stesse atlete che saranno le stesse, poi, a gareggiare alle imminenti Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, quando pure le condizioni suggerivano lo stop?

Le polemiche dopo la strage dei ragazzi

In quel “pure” c’è tanto altro. Il calendario della Coppa del Mondo non si può modificare con disinvoltura. E anche davanti alla strage dei ragazzi a Capodanno a Crans Montana non si è fermata la gara: si è optato per un omaggio sentito delle ragazze, da Sofia Goggia alle altre che davanti al locale Le Constellation hanno deposto il ricordo di uno strazio senza fine mai per le famiglie che attendono una giustizia che non restituirà quei 40 ragazzi ai loro genitori, agli amici e ai compagni di scuola.

Un tempo sospeso che non ha alcuna data utile ad esaurire il percorso dell’elaborazione del lutto, rimuovere le immagini di morte e devastazione fisica a cui i testimoni hanno assistito. E che le nostre hanno fissato. Federica Brignone ha espresso la sua vicinanza umana con poche, ma indispensabili parole e così altre e altri sportivi. Le polemiche per gli sponsor che avrebbero accantonato il lutto sono inevitabili, oggi come prima e non si concluderanno certo ora.

I rischi alla vigilia di Milano Cortina

Da quanto si vede e si è compreso non c’erano le condizioni minime garantite per proseguire la competizione, come per incominciare a scendere. Il meteo ha preso il sopravvento su obblighi, contratti, accordi e quel che comportano simili eventi e fin da quando era chiaro che il maltempo non poteva mettere a rischio le discesiste che, a sette giorni dai Giochi Invernali, non possono e non devono effettuare una scelta di salute. va reso merito, quindi, a chi ha bloccato una discesa che poteva rivelarsi addirittura più pericolosa di quanto abbiamo visto.

I dubbi sul ginocchio di Vonn

Marte Monsen è stata portata via assistita dagli ausiliari e dal personale a seguito di una caduta spaventosa, i cui segni sul viso solo la minima parte di quel che poteva accadere. Appena sarà possibile capiremo meglio le conseguenze, così come per la campionessa statunitense Lindsey Vonn entrata malissimo nelle reti: la sua preoccupazione era il ginocchio sinistro (l’altro ha la protesi al titanio), come la nostra: l’espressione scura in volta e di evidente sofferenza fa temere una qualche incidenza dell’episodio sulla 41enne.

Adesso che sulla discesa di Crans Montana a decretare lo stop è stato il maltempo, c’è da domandarsi se i ragazzi potranno e dovrebbero scendere per la prova maschile, rinviata a causa dei lavori sulla pista. L’incognita sul programma femminile di domani rimane: sarebbe previsto il SuperG. Ma per entrambe a decretare saranno le condizioni meteo avverse.

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