Crans-Montana, per i Moretti è finita? "Come hanno rallentato la fuga"

  • Postato il 19 gennaio 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
  • 1 Visualizzazioni
Crans-Montana, per i Moretti è finita? "Come hanno rallentato la fuga"

C’è un’accusa nuova, pesantissima, che rischia di travolgere Jacques e Jessica Moretti e riscrivere l’impianto dell’inchiesta sulla strage di Capodanno al “Le Constellation”. Secondo gli avvocati di alcune vittime, i titolari del locale avrebbero somministrato alcolici a minori di 16 anni in quantità tali da alterarne le capacità di reazione, rendendoli meno pronti a fuggire quando le fiamme hanno avvolto la discoteca. Un’ipotesi che, se accolta, potrebbe aprire la strada anche al dolo eventuale. Sul Messaggero vengono ricostruite le ultime mosse dei legali delle famiglie.

A sollecitare la Procura di Sion è, tra gli altri, l’avvocato Mattia Tonella, che assiste i familiari di Sofia Prosperi: “Le Constellation avrebbe venduto bevande alcoliche in quantità sufficienti a compromettere le capacità di minori, in particolare di giovani di età inferiore ai 16 anni, ciò configura il reato previsto dall’articolo 136 del codice penale: somministrazione di sostanze nocive ai minori”. E aggiunge: “Se la reazione dei giovani alla prima vista delle fiamme fosse stata rallentata per l’effetto dell’alcol, tale circostanza dovrebbe essere tenuta in considerazione nella valutazione del dolo”. Da qui il nodo cruciale delle autopsie: gli esami sulle salme sarebbero stati disposti in ritardo, in alcuni casi nemmeno effettuati. Emblematico il caso del diciassettenne Tristan Pidoux: la Procura si è accorta solo il 13 gennaio di non aver dato incarico ai medici legali, quando il funerale era già stato organizzato. “Abbiamo verificato che nessun incarico è stato dato ai medici legali per procedere all’autopsia”, la risposta arrivata ai familiari. Non un episodio isolato: anche la salma di Guillaume Oana, 18 anni, è stata sequestrata poco prima della tumulazione.

Un rapporto della polizia italiana parla chiaro: “La procura svizzera non ha disposto autopsie o altri esami forensi sui corpi” delle vittime italiane e “i certificati di morte rilasciati non indicano la causa del decesso”. A questo si aggiungono perquisizioni tardive, computer e telefoni sequestrati con giorni di ritardo, e il mancato blitz negli uffici comunali. Un pastrocchio bell’e buono. Intanto la difesa dei Moretti rompe il silenzio. Jessica, sostiene l’avvocata Yael Hayat, non sarebbe fuggita ma avrebbe chiamato i soccorsi, “cosa che è stata fatta e che è stata accertata”. Sulla schiuma infiammabile, Jacques Moretti respinge le accuse: “Chiese espressamente ai distributori se la schiuma presentasse pericoli”. Nessuna risposta, per ora, sull’uscita di sicurezza bloccata: “Aspettiamo l’analisi delle telecamere”. Una frase che pesa come un macigno.

Continua a leggere...

Autore
Libero Quotidiano

Potrebbero anche piacerti