Crisi Amt, è il giorno dell’approvazione del bilancio 2024 e del piano di salvataggio
- Postato il 30 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Con sette mesi di ritardo oggi, venerdì 30 gennaio, salvo colpi di scena, il consiglio di amministrazione di Amt esaminerà e approverà il bilancio consolidato 2024 dell’azienda che si trova al centro di un’inchiesta della procura e in grave difficoltà economica.
Il bilancio che avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 giugno 2025 dalla precedente governance di Amt, e sotto la precedente amministrazione comunale, presenterà un buco che si aggira, secondo le ultime indiscrezioni della vigilia, attorno a 56 milioni di euro. A questo si aggiungono 37 milioni di deficit patrimoniale sui quali pesano 12,5 milioni di previsione di fondi ministeriali inseriti nel bilancio 2023 ma incassati solo recentemente. Il debito nei confronti di creditori, soci e Stato è di circa 280 milioni, persino più alto della stima di 200 milioni al centro del fascicolo per bancarotta e falso in bilancio aperto dalla Procura di Genova.
Il bilancio 2024 sarà corredato di un denso e voluminoso commento che spiegherà – tra le altre cose – le ragioni dei ritardi, gli spostamenti necessari di poste da bilanci precedenti, e il fatto che si tornerà al passato per quanto riguarda la contabilizzazione delle sanzioni: non più inserite come crediti futuri sulla base di stime difficilmente realizzabili (come fatto ad esempio nel bilancio 2023) ma come ricavi specifici ed effettivi di anno in anno.
Insieme al bilancio, i vertici di Amt – oggi presieduta dal commercialista savonese Federico Berruti – portano all’ordine del giorno della riunione anche la versione più aggiornata del piano di risanamento grazie al quale la stessa azienda di trasporto pubblico ha avuto accesso alla composizione negoziata della crisi. Il 21 febbraio scade la prima di due tranche consentite dal tribunale durante la quale Amt è al riparo da istanze che ne decretino il fallimento. Probabilmente il tribunale concederà altri quattro mesi, contemplati dalla legge in materia, di misura.
Con tutta probabilità sarà anche rinviata quindi a fine giugno – quando la misura protettiva non sarà più attiva – l’udienza fissata a oggi per il 12 febbraio sulle istanze di liquidazione giudiziale che erano già state presentate in passato da due creditori di Amt, Menarini e Riccitelli, nonché dalla stessa procura genovese.
Nel piano di risanamento, che da un certo punto di vista corrisponderà a una sorta di bilancio di previsione 2026 (anche questo mai approvato, come d’altronde quello 2025) si parla della necessità di un aumento delle risorse del contratto di servizio, che saliranno di 35 milioni nei prossimi anni (ma di soli 29 milioni in questo 2026). Si fa riferimento anche a un aumento del capitale di circa 100 milioni di euro. Il piano dovrà essere messo quanto prima in pratica e dare frutti entro l’inizio della prossima estate.
Nel frattempo, sempre in questo medio periodo, il Comune di Genova e gli altri soci pubblici dovranno trovare il modo di coprire il deficit patrimoniale. Se in questi sei mesi palazzo Tursi – azionista di maggioranza – ha accantonato circa 16 milioni di euro per salvare i conti di Amt, all’appello mancano almeno altri 20 milioni di euro.
Nel lungo periodo, però, la stabilità dei conti di Amt potrà essere raggiunta solo attraverso una forte iniezione di capitale e in tal senso l’ingresso della Regione Liguria come nuovo socio è il passaggio fondamentale. Negli ultimi giorni il presidente Marco Bucci è tornato ad assicurare che l’ente è pronto a entrare “da domani” ma senza specificare con quale quota e con quante risorse. “Prima aspetto di vedere il bilancio”, continua a ripetere. Se tutto va come da programma, arriverà nelle prossime ore e forse anche piazza De Ferrari svelerà le carte dell’operazione che la vede protagonista.
Dal punto di vista dell’inchiesta, la lente della procura di Genova è puntata soprattutto sul consuntivo 2023. Ma nei giorni scorsi, con un blitz della guardia di finanza nella sede di via Montaldo, è stata acquisita documentazione relativa a tutto il periodo tra il 2020 e i giorni nostri.
Ed è notizia delle ultime ore è che la procura di Genova si è rivolta a un consulente esterno, perito, che supporti gli inquirenti nell’analisi della grande mole di materiale contabile.