Crisi Amt, la procura di Genova ha chiesto il fallimento: debiti per 200 milioni
- Postato il 19 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. La procura di Genova ha chiesto il fallimento – o liquidazione giudiziale – dell’azienda di trasporto pubblico Amt a causa di oltre 200 milioni di debiti accumulati nei confronti dei fornitori, delle banche e del fisco. La notizia, riportata dal SecoloXIX, è arrivata come un terremoto, in questo lunedì 19 gennaio, in settimane già tese per il tpl del capoluogo ligure alle prese con corse tagliate e tanti mezzi fermi in rimessa in attesa di manutenzioni.
L’istanza della procura risale al 9 dicembre scorso (ma solo oggi se ne ha notizia), prima della decisione del giudice Chiara Monteleone di dare il via libera alla composizione negoziata della crisi, una procedura che di fatto mette Amt al riparo delle istanze dei creditori. L’azione dei pm genovesi, però, è legata a un’istanza di fallimento precedente, avanzata a ottobre da Menarini – un’azienda che produce autobus – e che aspetta da Amt circa 3 milioni di pagamenti.
La richiesta di fallimento della procura è basata su documenti raccolti dai pm negli uffici del Comune di Genova e dell’azienda di trasporto pubblico – nei mesi scorsi c’erano stati anche diversi incontri sia con i vertici della pubblica amministrazione sia con il nuovo management di Amt – e fa emergere un quadro forse anche peggiore di quanto ricostruito fino a oggi: a inizio 2025 si registrano 101 milioni di debiti verso fornitori e comuni azionisti, 56 milioni nei confronti delle banche, 28 milioni di Tfr dipendenti, 9 milioni di debiti verso il fisco e 4 milioni verso le assicurazioni.
Il SecoloXIX parla di un’udienza legata all’istanza di Menarini e quindi della procura fissata per il 12 febbraio, anche se il Comune di Genova e Amt non ne hanno ancora avuto notifica. La giudice fallimentare sarà sempre Chiara Monteleone. La protezione legata alla composizione negoziata della crisi dovrebbe “reggere” ma non avrà durata infinita: lo scudo può durare al massimo quattro + quattro mesi.
Dopodiché dovranno essere messe in atto, e dare i primi frutti, alcune strategie per recuperare liquidità e capitale: dai pre-pensionamenti all’ingresso di nuovi soci. La partita più grossa, naturalmente, è quella che potrà giocare la Regione Liguria.