Crosetto: “A votare No solo gli indagati e la massoneria deviata? Questa volta Gratteri è indifendibile”

  • Postato il 13 febbraio 2026
  • Di Il Foglio
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Crosetto: “A votare No solo gli indagati e la massoneria deviata? Questa volta Gratteri è indifendibile”

"Questa volta Gratteri è indifendibile", scrive in un post su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Benché il ministro dica di considerarsi "amico di Gratteri e come lui sa bene l'ho difeso molte volte, perché ritenevo giusto farlo", a proposito delle dichiarazioni sul Referendum fatte dal procuratore di Napoli, Crosetto è tranchant. "Non mi sento nemmeno offeso dalle sue parole", dice, "perché so che non ci crede nemmeno lui e so che non sono dettate dalla verità ma dalla necessità di difendere prerogative di potere superiore a tutti gli altri cittadini".

  

"Voteranno per il No le persone per bene, le persone che credono che la legalità sia un pilastro importante per il cambiamento della Calabria", ha detto il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, in un'intervista video al Corriere della Calabria. "Voteranno per il Sì, ovviamente, gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente". A rispondergli, indignati, sono stati tra gli altri il presidente del Senato Ignazio La Russa e il vicepremier Antonio Tajani, che ha bollato le parole del procuratore come "un attacco alla libertà e alla democrazia che offendono milioni di italiani", oltre al vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, al presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di FI Roberto Occhiuto, al leader di Azione Carlo Calenda. "Io lo denuncio. E voterò SÌ", ha scritto su X il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini. Ora anche Crosetto rivendica la scelta di votare SÌ, definendola una decisione non politica ma “di civiltà”. “Sono convinto che il SÌ non debba essere una scelta politica, ma di civiltà e che il NO sia solo un modo per continuare ad usare la Giustizia in modo parziale e partigiano”, scrive il ministro. E ricostruisce anche la propria esperienza: “Sono arrivato a 62 anni senza aver mai avuto alcun tipo di problema con la giustizia. Mai un’indagine, un avviso di garanzia, né altro. Almeno fino a questo post”. E aggiunge di non aver mai fatto parte di logge massoniche, denunciando invece l’esistenza di un “centro di potere” che avrebbe, in alcuni casi, inciso sulle vite delle persone senza adeguata responsabilità. "Il centro di potere più forte che ho conosciuto nella mia vita é quello da cui ho visto distruggere vite, di uomini potentissimi e persone normali, talvolta senza ragione, senza prove, senza giustizia e senza che nessuno rispondesse di un’ingiustizia ad un altro uomo. Anche quando erano palesi le ingiustizie contro innocenti. É il centro di potere cui abbiamo affidato la ricerca della Giustizia. Ad un grande potere deve sempre corrispondere una grande responsabilità. Così non è stato, molte volte”, sottolinea il ministro.

Nella parte conclusiva del messaggio, Crosetto ribadisce le ragioni del suo voto favorevole: “Io voterò SÌ. Perché sono convinto sia un passo fondamentale per rendere più giusta la Giustizia. Perché penso sia un modo per dare la possibilità ai magistrati migliori di crescere senza dover rendere conto a nessuno, né fuori né dentro la magistratura. Voterò SÌ senza insultare chi voterà NO, ma solo per cercare di fare un passo avanti nella civiltà giuridica”.

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Autore
Il Foglio

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