Crotone, la necessità di un centro polifunzionale per l’autismo
- Postato il 21 gennaio 2026
- Maria Teresa La Forgia
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Crotone, la necessità di un centro polifunzionale per l’autismo

Autismo e Calabria. Maria Teresa La Forgia, presidente del movimento famiglie autismo, scrive al presidente Occhiuto, sulla necessità di aprire un confronto ufficiale sulla creazione di un centro polifunzionale pubblico per l’autismo a Crotone
CROTONE – Maria Teresa La Forgia, presidente dell’associazione Movimento Famiglie Autismo Odv di Crotone, rilancia con forza la richiesta alla Regione Calabria di aprire un confronto ufficiale sulla creazione di un centro polifunzionale pubblico per l’autismo in città. «Chiediamo un incontro diretto con il presidente Roberto Occhiuto e con i vertici regionali – afferma – vogliamo capire come intendono davvero tutelare le persone nello spettro autistico, perché i numeri sono in aumento ed è un dato di fatto».
CENTRO POLIFUNZIONALE PER L’AUTISMO A CROTONE, LA PETIZIONE ONLINE
Lo ha fatto anche con una petizione on line che ha superato le 2600 firme certificate su change.org.
Oggi, spiega La Forgia, le famiglie crotonesi possono contare quasi esclusivamente su strutture private: «A Crotone non c’è un centro dedicato, ci sono solo privati. Qualche convenzione esiste, ma non abbraccia tutti: dopo dieci anni si fanno ancora selezioni e tanti ragazzi restano fuori».
Questo significa pagare le terapie di tasca propria, spesso senza neppure poter accedere ai rimborsi: «A volte i centri non rilasciano fattura perché si presentano come associazioni e parlano di contributo volontario da 300 o 400 euro. Il risultato è che non puoi detrarre nulla e il peso economico ricade interamente sulla famiglia».
LE DIFFICOLTÀ DELLE FAMIGLIE
Accanto al problema dei costi, la presidente denuncia la difficoltà di ottenere una reale presa in carico: «È molto difficile trovare professionisti che seguano i ragazzi, anche a pagamento.
I nostri figli non hanno vita sociale: parliamo di disabili gravi che spesso devono restare in casa perché non esiste uno sport pensato per loro, non ci sono figure che li accompagnino in un’attività strutturata».
Da qui la richiesta di un centro che offra valutazione multidisciplinare, interventi educativi, potenziamento delle autonomie, laboratori e percorsi di inclusione sociale e lavorativa lungo tutto l’arco della vita, come indicato anche nel testo della petizione.
AUTISMO, LE CRITICITÀ DEL SERVIZIO PUBBLICO
La Forgia sottolinea anche le criticità del servizio pubblico: «In Neuropsichiatria infantile sta lavorando solo una neuropsichiatra, l’altra è in maternità. Le visite vengono fissate, ma spesso si aspettano due o tre ore: è aberrante. Chiediamo interventi mirati, assunzioni, potenziamento dei servizi».
In questo contesto i caregiver familiari sono lasciati quasi completamente soli: «Noi genitori dobbiamo fare tutto: i terapisti, gli autisti per portarli a scuola, gli educatori nel tempo libero. Il carico emotivo è altissimo».
CENTRO POLIFUNZIONALE PER L’AUTISMO, LE RICHIESTE DELL’ASSOCIAZIONE
L’associazione riunisce 104 famiglie in un gruppo di supporto, che ha promosso una petizione on line e cartacea raccogliendo «un numero molto importante di firme» per chiedere l’avvio di un tavolo di co-progettazione con Regione, Asp, Comune e Terzo settore. «Il disagio è palese e dimostrabile – ribadisce La Forgia – questa è una vera richiesta di aiuto. Aiutateci, perché siamo messi male, è un grido di tutti i genitori del Movimento Famiglie Autismo Crotone. Vogliamo cose concrete, non promesse».
I TERMINI DELLA PETIZIONE ONLINE
Nello specifico, nella petizione, le oltre 100 famiglie chiedono un «centro che prenda in carico la persona lungo tutto l’arco della vita. Chiediamo un luogo capace di garantire continuità, con équipe dedicate e percorsi personalizzati, che possano includere: valutazione e presa in carico multidisciplinare; interventi educativi e abilitativi basati su obiettivi misurabili; sviluppo delle autonomie (cura di sé, comunicazione, gestione del denaro, spostamenti, abilità domestiche); laboratori e inserimento socio-lavorativo; supporto alle famiglie (parent training, orientamento, sollievo); progetti di vita adulta: tempo libero, socialità, “abitare supportato”, percorsi verso l’autonomia e la dignità».
UN POSTO DOVE CRESCERE
L’associazione, inoltre, sottolinea che «un centro polifunzionale non significa “un posto dove stare”: significa un posto dove crescere, dove le competenze non si perdono, dove si costruisce una vita possibile anche dopo la scuola. Non stiamo inventando nulla: in Italia esistono modelli virtuosi che funzionano».
La richiesta formale alla Regione (in collaborazione con Asp, Comune di Crotone e Terzo Settore): «l’avvio formale di un tavolo di co-progettazione con le famiglie e le associazioni del territorio. La definizione (con tempi e responsabilità) di un Centro Polifunzionale per l’Autismo a Crotone con servizi diurni, percorsi per l’età adulta, e una rete reale con scuola, servizi sociali e mondo del lavoro.
La garanzia di una presa in carico continuativa, perché ogni persona abbia un progetto di vita e non un intervento “a pezzi”».
Il Quotidiano del Sud.
Crotone, la necessità di un centro polifunzionale per l’autismo