“Cucire il mondo”, la nuova mostra al Galata Museo del Mare: giovedì 5 febbraio l’inaugurazione
- Postato il 30 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Inaugura giovedì 5 febbraio alle ore 17.00 presso il Galata Museo del Mare la mostra “Cucire il mondo“, progetto dell’artista Luigi Dellatorre (Movimento Arte Etica) e a cura di Sandro Orlandi Stagl.
L’esposizione, compresa nel biglietto di ingresso al museo e visitabile fino a giovedì 5 marzo, presenta una selezione di opere realizzate negli ultimi anni dall’artista su tela jeans, materiale simbolico scelto da Dellatorre per la sua forte valenza universale: nato come tessuto da lavoro e divenuto emblema di condivisione culturale, il denim diventa nella sua opera la “pelle del mondo“, metafora di un pianeta da cucire e rigenerare.
Il progetto “Cucire il mondo” nasce da una riflessione profonda sui grandi temi contemporanei – migrazioni, crisi ambientali, conflitti, disuguaglianze e responsabilità collettiva – e trasforma un atto semplice come quello del cucire in gesto artistico e simbolico di connessione. Le cuciture presenti nelle opere non rappresentano semplici mappe geografiche, ma immagini evocative che richiamano l’unità, la fragilità e l’instabilità di un mondo interconnesso, invitando lo spettatore a pensare oltre i confini.
Di opera in opera, le rappresentazioni della Terra cambiano: talvolta evocano una Pangea originaria, altre volte mostrano derive continentali instabili e disgregate, ma in tutti i casi le mappe diventano un invito a una presa di coscienza globale e a mettere in atto comportamenti responsabili verso l’umanità e l’ambiente. Elemento centrale del progetto è la cucitura a zig zag, scelta intenzionalmente in opposizione alla linearità: un tracciato incerto e tortuoso che simboleggia le difficoltà, gli ostacoli e le contraddizioni che accompagnano ogni tentativo di cambiamento reale. Nelle opere, ricorrono gli otto colori primari delle bandiere di tutti gli Stati del mondo, utilizzati come richiamo simbolico alla necessità di superare i confini nazionali in nome di un bene comune superiore.
Una mostra che offre al pubblico un’esperienza visiva e concettuale che unisce estetica e impegno etico, riflettendo la convinzione dell’artista che l’arte contemporanea sia uno strumento di sensibilizzazione, educazione e dialogo.