Cuore “bruciato”, l’avvocato della famiglia: “Non troviamo un cardiochirurgo per la perizia”. Slittano i funerali del piccolo Domenico
- Postato il 26 febbraio 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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“Purtroppo, stiamo trovando molte difficoltà a trovare un cardiochirurgo di parte. Non lo abbiamo ancora. Per ora abbiamo il medico legale e un anatomopatologo”. A parlare è Francesco Petruzzi, l’avvocato che rappresenta la famiglia del piccolo Domenico, il bambino di 2 anni morto sabato scorso, 21 febbraio, dopo il trapianto di cuore sbagliato all’ospedale Monaldi di Napoli, dove il bambino era ricoverato in terapia intensiva dal dicembre 2025.
L’avvocato è intervenuto in una lunga live, in diretta dal Monaldi, del deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli e riportata da FanPage. Assieme a loro anche la madre del piccolo Domenico. L’avvocato ha spiegato le difficoltà che si stanno incontrando per l’esame autoptico del bambino. Questo slittamento causerà un ritardo anche dei funerali che inizialmente la famiglia sperava di tenere entro la fine di questa settimana. “Purtroppo i funerali non avverranno in tempi rapidi. Ho parlato con il gip e mi ha detto che questa settimana è escluso che si faccia l’esame autoptico. Domani ci sarà il conferimento dell’incarico per l’accertamento tecnico irripetibile sui telefonini. Dopo, solleciterò l’incidente probatorio perché il bimbo non può stare troppi giorni in una cella frigorifera“. L’avvocato ci ha tenuto poi a specificare l’importanza della presenza di un cardiochirurgo perché “andrebbe a completare a 360 gradi il collegio peritale“.
Nella live era presente anche la madre del bambino morto lo scorso sabato, Patrizia Mercolino, che si è detta stupita e grata della grande solidarietà mostrata dalle persone che hanno allestito un altarino fuori dal Monaldi in onore di Domenico, pieno di lettere, giocattoli e ceri accesi per ricordare il bambino.
Domenico è morto a seguito delle complicazioni dovute all’operazione che aveva effettuato il 23 dicembre l’equipe del Monaldi. Le indagini avevano poi evidenziato gravi criticità nella gestione dell’organo trapiantato, donato da un bambino deceduto in Trentino Alto Adige, a partire dalla conservazione del cuore con l’uso di ghiaccio secco che aveva di fatto danneggiato l’organo. Al momento, l’inchiesta della Procura di Napoli vede 7 operatori sanitari del Monaldi indagati.
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