Da Donato Bilancia al mostro di Milwaukee: apre il Museo dei serial killer
- Postato il 6 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. C’è Donato Bilancia, seduto al tavolino di una bisca con una pistola in mano, c’è John Wayne Gacy nel suo costume da clown, seduto in salotto sopra lo scantinato in cui ha seppellito le sue vittime. E poi Jeffrey Dahmer, Ed Gein, Charles Manson: una collezione dei più famosi serial killer della storia raccontata attraverso una nuova esposizione multimediale.
A Genova apre il Serial Killer Museeum: chi c’è dentro
Apre al pubblico il 7 marzo il nuovo Serial Killer Museum, terzo in Italia dopo Torino e Firenze, nei locali in precedenza occupati da Tim in via Ceccardi. L’idea è di tre soci, Gianpaolo Gazziero, Filippo Terzani e Luca Pianesi, consapevoli del fascino che il true crime esercita ormai su milioni di persone. L’allestimento si sviluppa su due piani, e ogni serial killer è rappresentato come in una scena teatrale arricchita da dettagli spiegati attraverso l’audioguida.
“Vogliamo dare un taglio scientifico, antropologico e anche psicologico a questi personaggi, raccontando chi erano nella vita di tutti i giorni – spiega Gazziero – Il visitatore può ascoltare la storia dei serial killer e cercare tutti i dettagli nella scena”. Non può mancare una scena dedicata a Bilancia, il serial killer più prolifico d’Italia: uccise 17 persone in pochi mesi, e alla fine venne preso grazie all’intuizione di un carabiniere: fu lui a entrare in un bar subito dopo il killer e a prelevare la tazzina da cui aveva bevuto il caffè per ricavare il dna.
I criminali più efferati della storia
Oltre a Bilancia nel serial killer museum ci sono Andrei Chikatilo, noto come il “Macellaio di Rostov”, che terrorizzò l’Unione Sovietica con una serie di omicidi efferati; Erzsébet Báthory, la contessa ungherese soprannominata la “Contessa Sanguinaria”, famosa per le atrocità inflitte alle sue vittime; Ed Gein, il macabro artigiano del Wisconsin le cui azioni ispirarono film e romanzi horror; Albert Fish, il “Predatore Cannibale”, noto per la crudeltà dei suoi crimini; Aileen Wuornos, una delle poche serial killer donne, i cui crimini e la vita personale hanno generato un intenso dibattito mediatico; Leonarda Cianciulli, la cosiddetta “saponificatrice di Correggio”, che trasformava le sue vittime in sapone e dolci; e il giovane Petiso Orejudo, simbolo di un’inquietante criminalità giovanile.
Il percorso comprende anche tre sezioni dedicate ai metodi di esecuzione statunitensi del Novecento — sedia elettrica, camera a gas e lettino per l’iniezione letale — e un approfondimento su Cesare Lombroso, considerato il padre della criminologia moderna, le cui teorie sul “criminale nato” hanno posto le basi per lo studio sistematico del comportamento deviante, ancora oggi oggetto di analisi e dibattito.
La visita dura circa 45 minuti e il biglietto intero costa 15 euro, ridotto a 13 euro per chi utilizza le proprie cuffie, 10 euro per gruppi da almeno dieci persone e 8 euro per i possessori di Abbonamento Musei.