Darderi trionfa a Santiago, è il nuovo re della terra rossa: negli ultimi due anni nessuno ha vinto quanto lui

  • Postato il 2 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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Rafa Nadal gli ha idealmente passato il testimone. No, non è un colpo di sole fuori stagione, è semplicemente ciò che raccontano i numeri, che non mentono mai: da due anni a questa parte, nessuno ha vinto più tornei sulla terra rossa di quanti ne ha messi in bacheca Luciano Darderi. Che nella notte italiana ha completato la sua striscia di 5 vittorie in 6 finali disputate conquistando l’ATP 250 di Santiago del Cile, ultimo appuntamento prima della pausa con i Sunshine Double americani, preludio al ritorno sul rosso sui campi europei.

Si scrive terra, si legge Darderi: i numeri di Luciano

Che fosse uno specialista della superficie tanto cara a spagnoli e argentini (una volta anche agli italiani, prima che Berrettini e Sinner decidessero di riscrivere le regole del gioco) non era certo un mistero, ma la continuità di rendimento trovata sul rosso ha stupito più di un addetto ai lavori.

Peraltro Darderi delle ultime 18 partite disputate sulla terra ne ha vinte 16, perdendone un paio contro i fratelli Cerundolo (la finale di Buenos Aires e il turno di debutto di Rio): allargando il novero al Challenger vinto a Genova a settembre fanno 21 vittorie nelle ultime 23 gare disputate, tanto che la sconfitta a Baires contro Francisco Cerundolo interruppe una striscia aperta di successi che durava da 17 incontri.

Numeri che nel circuito ATP negli ultimi due anni non ha messo in mostra nessuno: dall’inizio del 2024 a oggi, Darderi ha vinto 71 delle 99 partite giocate sul rosso. E con 5 titoli vinti ha fatto meglio anche di Alcaraz, “fermo” a quota 4. Insomma, Luciano cha preso gusto, e a quanto pare non sembra intenzionato ad allentare la presa.

Solo Sinner nel 2026 ha fatto più punti di Luciano

La vittoria sul tedesco Hanfmann nella finale del torneo in terra cilena ha rimesso in pista con tutti e due piedi il 24enne di Villa Gesell, che ha commentato il successo sottolineando anche un altro aspetto: “Sono felice perché quando si vince un torneo è sempre bello ed emozionante, ma ci tengo a dire che in questi primi due mesi dell’anno credo di aver giocato bene anche sulle altre superfici.

Ho fatto gli ottavi di finale a Melbourne (battuto da Sinner), prima ancora i quarti ad Auckland, giocando un livello veramente importante e alto per i miei standard. Lo scorso anno non avevo fatto tutti i punti che ho messo insieme in questi prime due mesi (665: attualmente è 12esimo nella Race) e questa cosa per me vuol dire tanto, quindi sono veramente felice”.

Solo Sinner in questo primo scorcio di 2026 ha messo assieme più punti (900): Darderi è davanti a Cobolli, che in virtù del successo ad Acapulco è salito a quota 630, e pure di Musetti, frenato un po’ dagli infortuni, capace di collezionare 565 punti. E per la prima volta in carriera, Luciano tra una settimana esatta sfonderà la top 20 mondiale, salendo alla numero 18: la top 10 rimane lontana un migliaio di punti abbondanti, ma avendo pochissimi punti da difendere tra Indian Wells e Miami (appena 40) potrebbe sensibilmente avvicinare l’obiettivo.

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Hanfmann lotta ma cede in due set: è il quinto titolo ATP

La top 10 in fondo è l’obiettivo ambizioso (ma reale) che Darderi s’è posto per il 2026. A Santiago contro Hanfmann non è stata una passeggiata di salute, ma alla fine i conti l’ha fatti tornare: 7-6 7-5 il risultato finale, maturato dopo oltre 100’ di partita. Nel primo set il match sembrava essersi incanalato nel modo migliore con il break ottenuto dall’italo-argentino nel terzo gioco, cui ha risposto il tedesco nell’ottavo ristabilendo la parità. Le buone percentuali con la prima (6 ace e oltre l’80% di punti raccolti) aiutano Darderi a superare il momento delicato, col tiebreak dove l’equilibrio si spezza solo alla fine, vinto da Luciano per 8-6.

Nel secondo set è Hanfmann a trovare per primo il break nel terzo gioco, subito però replicato per tornare on serve in quello successivo. Il tedesco deve servire per secondo e questo un po’ lo innervosisce, tanto che nel dodicesimo gioco commette un paio di errori gratuiti che consegnano due palle break travestite da palle match: ne basta una a Darderi per confezionare la doppietta italiana (poco prima Cobolli aveva vinto ad Acapulco, che poi sarebbe tripletta pensando alla vittoria di Cinà nel Challenger di Pune) e firmare il quinto titolo ATP in carriera negli ultimi due anni (Cordoba, Marrakech, Bastad, Umago e adesso Santiago).

Insomma, il re della terra parla italiano (e un po’ argentino) e ha un sogno (forse) non più proibito in testa: fa rima con Roma, e poi con Parigi. Ma ci sarà tempo per parlarne…

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Virgilio.it

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