Davide Ghiotto, pattinatore filosofo e maratoneta del ghiaccio. A Milano Cortina per fare la storia

  • Postato il 8 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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25 gennaio 2025: Coppa del Mondo a Calgary, Davide Ghiotto firma il record del mondo dei 10.000 metri con 12’25”69, abbassando di poco più di cinque secondi il precedente primato di Nils van der Poel (12’30”74). Quella prestazione – oltre a consegnarlo definitivamente alla storia della pista lunga – è stata anche il motivo per cui, a dicembre 2025, Ghiotto è diventato il primo italiano a ricevere il premio Oscar Mathisen, riconoscimento norvegese assegnato ogni anno alla migliore prestazione individuale della stagione.

Classe 1993, Ghiotto è oggi il volto del pattinaggio di velocità italiano. Originario di Altavilla Vicentina, vive a Zovencedo con la compagna Susy e i loro due figli, dei quali Filippo è nato poco prima delle Olimpiadi di Pechino 2022. Figlio di Federico Ghiotto, ex professionista del ciclismo, e cresciuto in una famiglia abituata al sacrificio – la madre lavorava per un’azienda di pulizie – Davide ha trasformato un’infanzia sedentaria e un leggero sovrappeso in una carriera straordinaria: da bambino ama passare il tempo sul divano mangiando patatine.

Racconta di non aver subito bullismo, ma di aver sentito la necessità di cambiare quando vedeva gli altri bambini più veloci. Dopo gli ori iridati del 2023, 2024 e 2025 sui 10.000 e il record mondiale stabilito nel 2025, sarà uno degli atleti più attesi ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026.

Dagli inizi sui roller alla laurea in filosofia

La passione di Davide per la velocità nasce dal ciclismo. Suo padre Federico corre quattro Giri d’Italia e, una volta smessa l’attività, torna a fare l’operaio. Da lui il figlio eredita l’attitudine alla fatica: nella docuserie Radici di Eurosport racconta che il padre, dopo la carriera ciclistica, ha lavorato in fabbrica e la madre per un’impresa di pulizie. Vederli alzarsi alle quattro del mattino lo spinge a non lamentarsi degli allenamenti.

A 7 anni Davide inizia con il pattinaggio su roller presso l’SG Roana. Nel 2013, a 19 anni, passa all’ice skating. In un’intervista al sito dell’Università di Trento compaiono anche passaggi personali in merito: “La passione per il pattinaggio nasce grazie a mia nonna, che da bambino mi portò per puro caso su una pista di pattinaggio a rotelle”. I genitori lo hanno sempre incoraggiato senza pretendere risultati. Lo accompagnavano alle gare quando da adolescente non vinceva ancora nulla. Davide ha due fratelli minori, Luca e Manuel; quest’ultimo continua a praticare pattinaggio a rotelle a livello nazionale.

Ghiotto, gli studi e l’università

Un tratto distintivo del suo profilo è il percorso accademico: Ghiotto è laureato in Filosofia. Nell’intervista pubblicata sul sito dell’Università di Trento, dove ha svolto i suoi studi, collega esplicitamente approccio mentale e gestione della fatica alla formazione umanistica e racconta anche la volontà di “chiudere un ciclo” completando l’università. A Repubblica ha raccontato la propria scelta:

Ai tempi delle superiori ho incontrato una professoressa capace di spiegarmela dal primo momento. La filosofia è odiata solo perché non viene capita. Io sono stato fortunato, l’ho sempre guardata con attenzione. Proprio perché dovevo allenarmi per arrivare alle Olimpiadi ho optato per un percorso di studi triennale che mi piacesse veramente. L’università spesso viene fatta pensando al dopo, e la filosofia non garantisce una collocazione immediata: io l’ho voluta perché mi piace.

La passione per il pensiero lo porta a laurearsi con una tesi su “etica e suicidio”. Il suo soprannome di “pattinatore filosofo” viene da qui.

In un’intervista al Foglio di un anno fa, racchiude le due grandi direttrici della propria vita: a livello sportivo riconosce l’influenza di Nils van der Poel mentre dall’altro prende si ispira alla nota sentenza di Schopenauer “La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra dolore e noia, passando attraverso l’intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia”:

Avete presente l’immagine del pendolo? – ha commentato Ghiotto al Foglio – Penso che un po’ tutto lo sport sia così: viviamo momenti di estrema tristezza e difficoltà, intervallati da grandi picchi di gioia molto fugace.

Carriera sportiva: gli inizi e la svolta

La carriera sportiva di Ghiotto decolla con le prime affermazioni, tra 2017 e 2019:

  • Oro all’Universiade 2017: nel 2017 conquista i titoli universitari nei 5.000 e 10.000 ad Almaty e realizza, in Corea, il nuovo record italiano sui 10 km (13’01″38). Nel 2018 abbassa il primato a 12’53″63.
  • Olimpiadi di Pyeongchang 2018: al suo debutto olimpico chiude 19º nei 5000 e 12º nei 10.000.

La vera svolta arriva coi record italiani e podio olimpico (2021-2022): nel 2021 sui 3.000 fissa il nuovo limite nazionale (3’39″07). Ai Giochi di Pechino 2022 Ghiotto firma il record italiano sui 10 km (12’45″98) e conquista la medaglia di bronzo, primo italiano a salire sul podio della distanza. Poi arriva la consacrazione, con il dominio mondiale nei 10.000:

  • 2023 – Mondiali di Heerenveen (Paesi Bassi): Oro nei 10.000 con 12’41″35 (nuovo record italiano). Argento nei 5.000. Primo italiano a vincere un titolo iridato nelle lunghe distanze.
  • 2024 – Mondiali di Calgary (Canada). Oro nei 10.000 (12’38″82, nuovo record italiano) e oro nel team pursuit con Andrea Giovannini e Michele Malfatti; argento nei 5.000. Conferma il titolo mondiale migliorando il suo record da 12’41″35 a 12’38″81 .
  • 2025 – Coppa del Mondo Calgary. Record mondiale: nelle gare di Coppa del Mondo a Calgary ferma il cronometro a 12’25″69, cinque secondi sotto il precedente primato di Nils van der Poel. La gara segna la quinta vittoria individuale di carriera; la sua imbattibilità sui 10 km dura dal 28 gennaio 2023.
  • 2025 – Mondiali di Hamar (Norvegia). Oro ai Mondiali per il terzo anno consecutivo con 12’46″15. È il terzo pattinatore della storia, dopo gli olandesi Romme e Kramer, a vincere tre titoli iridati consecutivi sui 10.000.
  • 2026 – Europei di Tomaszow Mazowiecki. Oro nel team pursuit con Giovannini e Malfatti, tempo 3’40″960. Primo titolo europeo di squadra per l’Italia dopo otto anni.

Il “maratoneta del ghiaccio”: Davide ha fatto dei 10 km la sua specialità. Lui stesso spiega che la gara non è soltanto fisica ma richiede concentrazione e gestione del ritmo: “basta salire di un secondo e mezzo per perdere tre posizioni”. Ritiene il 5 km più difficile dal punto di vista atletico perché la velocità è maggiore e l’errore costa caro.

Ma è vincente anche a squadre: insieme a Giovannini e Malfatti ha conquistato il titolo mondiale 2024 e l’oro europeo 2026 nel team pursuit. In un’intervista sottolinea che la competitività interna con compagni di squadra come Malfatti è positiva: si allenano a superarsi a vicenda e risolvono eventuali tensioni con una birra e una pacca sulla spalla. Le sue ambizioni sono comunque anche sulla staffetta: vuole portare la staffetta maschile verso il record del mondo; dopo il titolo iridato 2024 non si pone limiti e crede che, su piste veloci, possano avvicinare il primato.

Allenamento, ciclismo e superstizioni

Gran parte della preparazione estiva si svolge in bicicletta. Tra aprile e settembre pedala 3–5 ore al giorno sui Colli Berici ed Euganei. Il ciclismo lo aiuta a sviluppare resistenza senza stressare le articolazioni. Spesso è accompagnato dalla compagna Susy nelle “pedalate turistiche”. Nell’intervista a bici.style ricorda di aver guardato tante gare con il padre ed essere cresciuto con esempi come Moreno Argentin.

Ha ereditato da Federico la capacità di soffrire e la serenità con cui affrontare le sconfitte. Durante i Giochi di Pechino 2022 la in un’intervista a Discovery, Davide ha raccontato di dialogare con i suoi pattini per trovare l’armonia prima delle gare. Il suo motto è #duricomepali: lo usa nei social e nelle interviste invita a essere “duri come pali”.

Davide Ghiotto verso Milano-Cortina

Davide Ghiotto arriverà ai Giochi di casa da dominatore dei 10.000. Gli obiettivi sono chiari: Il primo è chiaramente difendere il podio olimpico: a Pechino 2022 è stato bronzo; a Milano-Cortina punta a un metallo più prezioso. Oltre ai 10 km, aspira a migliorare il rendimento sui 5 km, dove per ora sono arrivati argenti mondiali. Nelle interviste ammette di faticare sulla distanza più breve, ma lavora per colmare il gap. Infine, guidare la staffetta azzurra dopo l’oro mondiale 2024.

La competizione casalinga potrebbe essere l’occasione per un risultato storico. Competere davanti al pubblico italiano porterà responsabilità, ma Davide conta sull’esperienza accumulata in più di dieci anni di carriera. Con tre titoli mondiali consecutivi e il record mondiale dei 10.000, è il favorito sulla distanza regina e la punta di diamante della delegazione italiana per Milano Cortina 2026. L’appuntamento olimpico sarà l’occasione per vedere se il pattinatore filosofo riuscirà a trasformare la sua teoria del “volontà e rappresentazione” in una storica vittoria d’oro.

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Virgilio.it

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