Decreto Milleproroghe, un altro anno per il bonus donne e 4 mesi per le assunzioni di giovani e nella Zona economica speciale

  • Postato il 18 febbraio 2026
  • Economia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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L’approdo in aula alla Camera del decreto Milleproroghe è slittato a venerdì 20 febbraio causa ritardo nel deposito degli emendamenti. Le modifiche approvate nelle ultime ore prolungano la vita di alcune misure di sostegno occupazionale in vigore da anni e finora sempre confermati.

Il testo modificato prevede tra il resto una mini-proroga di 4 mesi per i bonus per le assunzioni di giovani e di lavoratori impiegati nella Zes e una proroga di un anno per il bonus donne, ma con una riduzione della percentuale di decontribuzione. Il bonus giovani e il bonus Zes Mezzogiorno-Zes Unica vengono estesi fino al 30 aprile 2026, con la decontribuzione per i datori di lavoro che assumono under35 che resta al 100% solo se le assunzioni comportano un “incremento occupazionale netto”, altrimenti scende al 70%. Al contrario il bonus donne viene mantenuto senza modifiche e prorogato di un anno fino al 31 dicembre 2026.

Secondo un altro emendamento dei relatori si potrà accedere alla mobilità in deroga anche per il 2026 nei casi di crisi industriali complessa. La Cgil e le opposizioni avevano denunciato che la legge di Bilancio 2026 non l’aveva rifinanziata. Le imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa potranno accedere al Fondo sociale per occupazione e formazione, su cui l’ultima manovra ha stanziato 100 milioni di euro per l’anno 2026, per l’integrazione salariale straordinaria, sino al limite massimo di 12 mesi per ciascun anno di riferimento. Secondo Marina Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, la misura è “assicura un quadro di tutele completo per i lavoratori e le imprese, offrendo un supporto adeguato alle realtà produttive coinvolte nei processi di riorganizzazione o crisi”.

Nel nuovo testo è previsto anche, tra le nuove disposizioni, il rinvio al primo gennaio 2027 dell’obbligo per chiunque assuma un incarico che comporti la gestione di risorse pubbliche sottoposte alla giurisdizione della Corte dei conti di stipulare, prima dell’assunzione dell’incarico, una polizza assicurativa a copertura dei danni patrimoniali causati per colpa grave. Prorogata poi la validità delle tariffe Tari dei Comuni comunicate in ritardo al Mef.

Riccardo Magi, segretario di +Europa, festeggia anche l’approvazione di un suo emendamento che proroga il termine di conclusione dei lavori degli interventi finanziati dal Pnrr per opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, tra cui interventi sul rischio idrogeologico, su strade, ponti e viadotti e sull’efficientamento energetico degli edifici, con priorità per l’edilizia scolastica. “La proroga consente di garantire la piena ed efficace realizzazione delle opere e di salvaguardare l’interesse pubblico, senza introdurre nuovi o maggiori oneri”.

Un emendamento riformulato che prevede che gli atenei telematici dovranno continuare a far svolgere agli studenti esami e sessioni di laurea in presenza. Faranno eccezione solo gli studenti stabilmente impegnati all’estero in Stati che partecipano al Piano Mattei e quelli coinvolti in temporanee situazioni emergenziali connesse a conflitti bellici: per loro l’obbligo di fare gli esami in presenza scatterà dall’anno accademico 2026/27. Le medesime eccezioni varranno anche per gli atenei tradizionali. La proposta originaria di Forza Italia, a prima firma Bergamini, faceva slittare, di un anno, al 2026/27, l’obbligo degli esami in presenza per le università telematiche, mentre la riformulazione attuale fa slittare l’obbligo “limitatamente alle verifiche di profitto e all’esame finale degli studenti stabilmente impegnati all’estero in Stati che partecipano al Piano Mattei e di quelli coinvolti in temporanee situazioni emergenziali connesse a conflitti bellici”.

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