Depositi chimici, l’Autorità portuale rimette la palla al centro: “Soluzione va trovata insieme a Comune e Regione, non spetta solo a noi”
- Postato il 31 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Il Consiglio di Stato ha dato atto di un percorso amministrativo non corretto, un percorso amministrativo che era stato intrapreso dall’autorità portuale su richiesta dell’amministrazione comunale. Oggi a livello portuale i depositi non costituiscono una criticità. Noi abbiamo le manichette di aggancio delle navi e i depositi ce li siamo trovati fuori dall’ambito portuale, in un contesto complicato, difficile, assolutamente critico, per il quale l’autorità di sistema portuale è disponibile a continuare a dare una mano all’amministrazione comunale. Quindi il porto c’è, è disponibile a ragionare anche della possibilità di trasferire depositi in ambito portuale, occorre ovviamente che tutto questo sia richiesto all’autorità portuale da parte dell’amministrazione comunale e insieme si individuino le soluzioni più corrette“.
Con queste parole il presidente dell’Autorità portuale Matteo Paroli torna a mettere la “palla al centro” per quanto riguarda la ricollocazione dei depositi chimici, dopo che la sentenza del Consiglio di Stato ha definitivamente bloccato la procedura per il progetto di trasferimento da Multedo a Ponte Somalia e dopo che il vicesindaco Terrile, in Consiglio comunale, aveva nuovamente rilanciato sul tema, delineando la responsabilità sulla decisione in capo a Palazzo San Giorgio.
“Devo dirvi che non ho trovato corrispondenti a linearità alcune affermazioni – ha spiega Paroli – il pallino non è mai passato all’autorità di sistema portuale, se non quando l’autorità di sistema portuale ha deciso correttamente di dare una mano alla città e questa mano l’autorità portuale anche oggi è intenzionata a darla, ma nel percorso che va impostato congiuntamente, non c’è un soggetto che rimane isolato in questo procedimento, comune, regione, autorità portuale devono procedere assolutamente allineati. Il problema non è dell’autorità portuale e non è del porto, il problema è del contesto strutturale, locale e strutturalmente e localmente va risolto”.
Una soluzione che deve essere trovata in linea con quella che pare essere l’unico punto di partenza comune degli enti: no all’opzione zero. “Io sono dell’idea che non si fa a meno di nessuna tipologia merceologica, di nessun tipo, è chiaro che se a fronte di un insediamento all’interno del porto anziché attrarre traffici io li perdo, devo fare delle valutazioni – ha sottolineato il presidente dell’authority – quindi il tentativo che dobbiamo fare è quello di rendere compatibile anche questa tipologia merceologica con un contesto portuale”.
Un percorso che però deve essere fatto di concerto con le amministrazioni locali, tutte: “Con il nuovo piano regolatore portuale se si trova una linea comune di intesa e ci viene chiesto di dare una mano, l’autorità portuale c’è, è disponibile così come lo è stata dieci anni fa e possiamo ragionare congiuntamente alle altre autorità amministrative del territorio di trovare una collocazione che non penalizzi i traffici del porto, ma li renda assolutamente armonici tutti assieme, compresi quelli dei depositi chimici”