Dieta, addio glutine e lattosio? Cosa succede al nostro corpo

  • Postato il 31 marzo 2026
  • Salute
  • Di Libero Quotidiano
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Dieta, addio glutine e lattosio? Cosa succede al nostro corpo

Diete senza glutine, eliminazione del lattosio, restrizioni fai-da-te: negli ultimi anni le scelte alimentari “per esclusione” sono sempre più diffuse, spesso senza basi cliniche. Un fenomeno che preoccupa gli specialisti. La dott.ssa Zenia Pirone, gastroenterologa, spiega come distinguere allergie e intolleranze alimentari e perché affidarsi a una diagnosi medica è fondamentale per la salute. Negli ultimi anni il tema delle allergie e delle intolleranze alimentari è entrato sempre più nel dibattito quotidiano, spesso però generando confusione e portando a scelte alimentari fai-da-te che possono rivelarsi inappropriate o persino dannose. A fare chiarezza è la specialista che invita a distinguere correttamente tra le due condizioni e a evitare diagnosi autonome.

“L’allergia alimentare è una reazione immediata del sistema immunitario nei confronti di specifiche proteine, dette allergeni, considerate estranee dall’organismo”, spiega la specialista. “L’intolleranza alimentare, invece, è legata alla difficoltà di digerire o metabolizzare un alimento o un suo componente e può manifestarsi anche a distanza di ore o giorni”.Un caso emblematico è quello del latte, alimento di largo consumo ma spesso associato a disturbi. “Il latte può determinare sia allergia, legata alle proteine, sia intolleranza, dovuta alla carenza dell’enzima beta-galattosidasi, necessario per digerire il lattosio”, precisa la dott.ssa Pirone.

La sintomatologia può sovrapporsi e rendere difficile una distinzione immediata. “Disturbi gastrointestinali come gonfiore, flatulenza, diarrea, dolori addominali e difficoltà digestive sono comuni in entrambe le condizioni. Tuttavia, nelle allergie si possono osservare anche manifestazioni cutanee come orticaria, prurito e arrossamenti, gonfiore delle labbra o della lingua e, nei casi più gravi, complicanze respiratorie o cardiovascolari fino allo shock anafilattico”.Di fronte a questi segnali, il primo passo non deve essere l’eliminazione autonoma degli alimenti sospetti. “È fondamentale rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista, come un internista, per essere indirizzati verso allergologi o gastroenterologi e arrivare a una diagnosi corretta”.

Una diagnosi precisa è determinante anche per impostare la dieta sottolinea la gastroenterologa Zenia Pirone . “Nel caso di allergia alimentare, l’alimento responsabile deve essere escluso completamente. Nelle intolleranze, invece, spesso è possibile assumere piccole quantità senza sviluppare sintomi significativi”. Particolare attenzione viene riservata al glutine, spesso al centro di regimi alimentari restrittivi non sempre giustificati. “Nella malattia celiaca è indispensabile eliminare totalmente il glutine, presente in frumento, orzo, segale, farro e derivati. Si tratta di una terapia dietetica che deve essere seguita sotto controllo specialistico, per garantire equilibrio nutrizionale e qualità della vita”.

Diverso è il caso della sensibilità al glutine non celiaca. “In assenza di danno intestinale autoimmune, può essere sufficiente una riduzione del glutine, soprattutto nei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile, senza necessità di eliminarlo completamente”.Infine, il richiamo alla prudenza rispetto alle mode alimentari. “Sempre più persone intraprendono diete restrittive senza indicazione medica. Se si è sani, non c’è motivo di escludere alimenti: si rischiano carenze di vitamine e sali minerali. Qualsiasi dieta che preveda eliminazioni deve essere prescritta e monitorata da uno specialista”. Un messaggio chiaro, dunque: informazione corretta, diagnosi mirata e affidamento a professionisti qualificati restano gli strumenti fondamentali per tutelare la salute.

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Libero Quotidiano

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