Doha, tutto facile per Sinner contro Machac: al servizio Jannik è ingiocabile, pratica risolta in un'oretta
- Postato il 16 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Non poteva essere certo un Tomas Machac qualunque a frapporsi tra la voglia di ricominciare a tamburo battente e la necessità di farlo immediatamente che aveva Jannik Sinner, il cui debutto nell’ATP 500 di Doha (un anno dopo aver saltato il torneo mediorientale, poiché l’altoatesino già sapeva che a breve avrebbe reso partecipe il mondo di aver “patteggiato” con la Wada i tre mesi di sospensione) è andato proprio nella direzione sperata. Un successo comodo in due set: 26’ per archiviare il 6-1 del primo, qualche spicciolo in più per il 6-4 del secondo.
- Al servizio è un altro Jannik: Machac preso a pallate
- Un break tira l'altro: questo Sinner non fa sconti a nessuno
Al servizio è un altro Jannik: Machac preso a pallate
La notizia che notizia non dovrebbe essere, ma che lo diventa pensando alle “vecchie” abitudini del rosso di San Candido, è che i progressi mostrati al servizio agli Australian Open hanno subito trovato conferma anche in Qatar. Dove Sinner ha aperto letteralmente il fuoco (in senso figurato e “sportivo”) prendendo a pallate il povero Machac, che c’ha capito poco in risposto e che comunque poco avrebbe potuto per limitare lo strapotere di Jannik con la battuta.
Alla fine i numeri parlano chiaro: 86% di punti conquistati con la prima (di cui 6 sono ace), addirittura 85% con la seconda, che forse è il dato più rilevante, pensando che di solito quando ci si ritrova a ripetere il servizio le percentuali calano sensibilmente. Non così, almeno non oggi: Sinner ha confermato di aver lavorato tanto (e bene) durante la off season su un fondamentale che tante volte l’aveva tradito, o quantomeno l’aveva reso più vulnerabile. Per Machac, al netto della buona volontà opposta, un dato troppo impervio per poter pensare di restare aggrappato al match, con zero opportunità break costruite (11 quelle concesse).
Un break tira l’altro: questo Sinner non fa sconti a nessuno
L’italiano è venuto via facilmente da un match che qualche insidia la nascondeva. La partenza a razzo del numero 2 del mondo ha forse sorpreso il rivale, costretto a fronteggiare subito tre palle break nel secondo gioco (e capitolato alla seconda). A fatica Machac tiene la battuta nel quarto gioco, ma nel sesto arriva un altro, peraltro in copia carbone col precedente (Sinner avanti 0-40 e chiusura alla seconda palla, con doppio fallo sanguinoso del giocatore della Cechia). Sui suoi turni di battuta Jannik concede le briciole e il 6-1 è pura accademia.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/TennisTV/status/2023456659876553115" profile_id="TennisTV" tweet_id="2023456659876553115"/]Nel secondo parziale almeno si assiste a qualcosa di più sostanzioso: Machac concede un punto nei primi due turni al servizio, e lo stesso fa l’italiano, che nel quinto gioco rompe nuovamente gli indugi infilando 4 punti consecutivi e trovando il terzo break di giornata.
Avrebbe una palla per archiviare la pratica in anticipo nel settimo game, ma l’avversario dell’Est Europa trova la forza per annullarla e prolungare la sfida anche nel nono gioco, salvando tre palle match e concedendosi un ultimo disperato appiglio per spingere la partita avanti. Tentativo affossato con nonchalance da un Sinner granitico al servizio (decimo gioco chiuso a zero) e già proiettato all’ottavo contro Popyrin, affrontato l’ultima volta lo scorso anno agli US Open (comodo 3-0) dopo il primo precedente sfavorevole del 2021 sulla terra di Madrid. Un’era geologica (e tennistica) fa.