Dopo Hormuz a rischio chusura lo Stretto di Bab al-mandeb controllato dai ribelli filo-iraniani degli Houthi
- Postato il 31 marzo 2026
- Cronaca
- Di Blitz
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Con l’ingresso ufficiale dei guerriglieri yemeniti Houthi nel conflitto in Medio Oriente ora c’è il rischio altissimo che venga bloccato un altro stretto in cui transita il petrolio mondiale: si tratta di quello di Bab al-Mandeb che si trova proprio davanti alla parte dello Yemen occupata da questi ribelli sciiti filo-iraniani. Lo stretto separa la penisola arabica dal Corno d’Africa collegando il Mar Rosso al Golfo di Aden e, di conseguenza, all’Oceano Indiano. Di fatto è la via obbligata per il Canale di Suez nel traffico marittimo tra Europa e Asia.
In arabo il suo nome Bab al-Mandeb significa “La porta delle lacrime”: forse perché nelle sue acque in passato avvennero numerosi naufragi o forse per le sofferenze legate al passaggio degli schiavi africani che venivano portati via dall’Africa dai mercanti arabi. Da Bab al-Mandeb passano praticamente tutte le navi dirette o provenienti dal Mar Rosso. Da qui si va al Canale di Suez e da lì al Mediterraneo. Malgrado la presenza dei ribelli Houthi, il volume di transito energetico nell’ultimo decennio è cresciuto raggiungendo la quota di 6,2 milioni di barili al giorno di greggio e raffinati petroliferi. Si tratta del 9% di tutto il petrolio commerciato via mare. Di questi 3,6 milioni di barili, ossia il 58%, sono diretti in Europa. In termini di import petrolifero dunque, come spiega Avvenire, Bab al-Mandeb per l’Europa è ancora più importante dello Stretto di Hormuz che chiude il Golfo Persico e da dove transitano oltre 20 milioni di barili al giorno destinati per il 76% ai mercati dell’Asia.

Chi sono gli Houthi
Con l’ingresso ufficiale dei guerriglieri yemeniti Houthi nel conflitto in Medio Oriente, sancito dai missili lanciati nei giorni scorsi su Israele, il rischio che venga chiuso è reale. I ribelli sciiti dello Yemen denominati dai media arabi “Gruppo di al-Houthi” dal nome del loro fondatore, occupano dal 2014 la capitale dello Yemen Sanaa e quasi tutta la parte settentrionale del Paese. Da sempre alleati dell’Iran, questo gruppo che si autodefinisce “Ansara Allah”, ossia i partigiani di Dio. L’Arabia Saudita guida dal marzo 2015 una coalizione militare contro il loro governo che si oppone al Consiglio presidenziale appoggiato da Riad e riconosciuto dalla comunità internazionale. Ci sono stati anche dei bombardamenti compiuti dagli Usa negli anni scorsi a cui i ribelli, nel 2017, hanno risposto istallando con l’aiuto dell’Iran delle postazioni missilistiche di difesa costiera.
Per ora i ribelli sembrano voler evitare lo scontro totale. Teheran sa però che la “carta Houthi” potrebbe essere decisiva, con le loro incursioni che potrebbero infliggere un ulteriore colpo al traffico marittimo globale costringendo, come scrive il Corriere della Sera, le navi cargo e le petroliere a circumnavigare l’Africa invece che proseguire verso il Canale di Suez.
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