Dove arriverà Roberto Vannacci col suo nuovo partito? Intanto a destra non sanno come comportarsi col generale
- Postato il 30 gennaio 2026
- Politica
- Di Blitz
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Dove vuole arrivare Roberto Vannacci? Il generale fa sul serio e dà un nome al suo partito che attira gli insofferenti: “Futuro Nazionale”. Come dire: vieni con noi perché solo noi vogliamo costruire un’Italia diversa. All’inizio sembrava una speranza, oggi è qualcosa di più. Andiamo indietro nel tempo: ricordate Beppe Grillo e il suo vaffa? Molti lo prendevano per matto o, meglio, per un comico in cerca di pubblicità, poi… Una maggioranza assoluta in Parlamento, il primo partito in Italia che voleva aprire Camera e Senato come una scatoletta di tonno. Per quale motivo il grillismo ebbe tanto successo? Semplice: molti uomini e molte donne della nostra penisola erano stanchi di vedere il “Palazzo immobile”. Tante promesse, nessuna mantenuta. Con una classe politica che decideva fra le quattro mura domestiche chi doveva governare anche se il voto aveva dato un risultato diverso.
Giuseppe Conte (uno sconosciuto allora) presidente del Consiglio, Luigi Di Maio in pole position per incarichi di prestigio. Una “rivoluzione”, se ci pensiamo bene, che oggi torna sui vecchi binari. Il leader pentastellato che si sbraccia per non diventare una riserva di Elly Schlein e pensa sempre a un non dimenticato Palazzo Chigi. Come era bello comandare, guidare il Paese, essere insomma il numero uno della politica italiana. Ecco, Roberto Vannacci vorrebbe seguire l’esempio dell’avvocato del popolo. Lancia uno slogan che è tutto un programma: “Siamo stanchi, il mondo al contrario lo rigettiamo”. Quindi l’affondo finale copiato dalla segretaria del Pd: “Stiamo arrivando”.
Quante possibilità ha Vannacci di sfondare? Le sue parole sono inequivocabili: il 20 per cento. Questa è solo un’ambizione che fa a pugni con la realtà. Però, malgrado queste vane speranze, nella Lega comincia ad esserci qualche timore. Per il momento nascosto, ufficialmente non si dà alcun credito all’ottimismo del generale. Sta di fatto che si avvertono i primi scricchiolii, solo a parole. Dice qualcuno che vuol mantenere l’incognito: “Se continua così, Vannacci dobbiamo considerarlo fuori dal centro destra. Non è né gestibile, né utile. Ha posizioni filorusse”. Un pensiero che cozza contro quello di Matteo Salvini che non ha mai nascosto le sue simpatie per Putin. Insomma, come lo si deve considerare l’atteggiamento del difensore della X Mas? “Un grattacapo, niente più”, ammette un altro esponente che preferisce non apparire.
Qualcuno dei fedelissimi considera il generale “un uomo della provvidenza”, come lo era Beppe Grillo per i suoi tanti sostenitori. Comunque sia, Vannacci rappresenta un problema non solo per la Lega, ma per tutta la maggioranza. Dove andranno a finire i voti del Futuro Nazionale? Sempre a destra, sostengono in molti, ma forse questa non è la verità, perché il generale ha altre ambizioni e non si accontenterebbe di fare il cespuglio, vale a dire una riserva senza nessuna voce in capitolo. Ne consegue che queste preferenze rimarrebbero nel limbo con un danno evidente non solo per il Carroccio, ma per tutta la destra che dovrebbe fare a meno di quei voti che sarebbero stati appannaggio della Lega e quindi del governo.
Sono particolari che non “toccano” il prestigio di Giorgia Meloni: ogni settimana i sondaggi ripetono che il suo trenta per cento (e qualcosa in più) nessuno riesce a scalfiggerlo. D’accordo, però le decisioni di Vannacci debbono essere seguite con particolare attenzione prima che il nuovo movimento non diventi una realtà come avvenne per i 5Stelle di Beppe Grillo.
Dinanzi a questa pseudo realtà (così la definiscono i suoi detrattori) come si comporta il ferreo militare? “Se la ride”, ammette chi lo seguirebbe in capo al mondo. “Fino a ieri, nessuno gli dava credito e in molti pensavano che fosse un esaltato. Oggi la musica è diversa e in via Bellerio, la sede della Lega, si comincia a discutere”. Tra gli ottimisti ad oltranza che non danno peso alle mire di Vannacci è, neanche a dirlo, Matteo Salvini. Ai giornalisti che lo incalzano, risponde sorridendo: “Qual è il problema? Siete voi a inventarlo. Nella prossima settimana incontrerò Vannacci e tutto si sgonfierà come al solito quando si vogliono creare fake news.” Al rebus, dunque, sarà data presto una risposta. Che sia quella del segretario della Lega non è sicuro al cento per cento. Nel calcio il risultato si ha alla fine dei novanta minuti di gioco.
Ci sono, però, notizie che lasciano senza fiato. L’ultima arriva nei pressi di Cortina d’Ampezzo, una località che non ha bisogno di presentazione. Accade che un bambino in autobus non ha il biglietto olimpico con cui si viaggia a prezzo scontato. Così l’autista del mezzo pubblico lo costringe a scendere. Il ragazzetto che ha undici anni deve percorrere a piedi 6 chilometri sotto la neve prima di raggiungere casa. Chissà se l’autore di cotanto esempio è un padre di famiglia? Se non lo è, sarà bene che i suoi superiori gli insegnino le regole principali del saper vivere.
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