È morto Augusto Gentili lo storico dell’arte che ha riletto Tiziano
- Postato il 19 gennaio 2026
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- Di Artribune
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“L’opera d’arte non può essere ridotta allo stile, che pure c’è e va indagato, ma deve aprirsi al significato di certi contenuti che spostano l’attenzione sulla letteratura, la religione, la filosofia”. Offrono una sintesi dell’approccio che ha mosso Augusto Gentili nell’approfondire i temi dell’arte – e più in generale verso una conoscenza di stampo umanistico nel senso più colto del termine – queste poche parole estratte dalla bella intervista che, nel 2021, lo storico dell’arte romano rilasciava ad Antonio Gnoli, per Robinson de La Repubblica.
Augusto Gentili e l’insegnamento della storia dell’arte
Classe 1943, Gentili si laureò in Storia dell’arte con Maurizio Bonicatti, prima di diventare a sua volta docente, all’Università La Sapienza di Roma (1983-1997) e poi a Ca’ Foscari di Venezia (1998-2013), molto amato dai suoi allievi, meno dai colleghi – diceva lui – per il metodo anticonformista e libero che applicava all’insegnamento, invitando a leggere il significato dell’immagine pittorica all’interno di contesti sociali e culturali più ampi.
Gli studi di Augusto Gentili sulla pittura veneta del Rinascimento
Domenica 18 gennaio, Gentili si è spento all’età di 82 anni, dopo una lunga e fortunata carriera che l’ha visto distinguersi nel campo della storia dell’arte soprattutto per i suoi studi sulla pittura veneta del Rinascimento, con Tiziano – il giovane ritrattista, ma anche il pittore di successo delle pale d’altare e dei teleri storici, e l’artista capace di rileggere in modo estremamente personale le antiche mitologie – a catalizzare le sue ricerche, fondate su “un taglio multidisciplinare di iconologia contestuale, insieme a problemi di teoria e metodologia”, spiegava.
Non a caso, spesso, nel rappresentare il suo rapporto con gli studenti e l’insegnamento, Gentili parlava di un “giardino di conversazioni” esemplato sul modello classico e centrato sul confronto critico ad alimentare un dibattito aperto.
I libri di Augusto Gentili, da Vittore Carpaccio a Tiziano
Autore prolifico, tra i suoi libri figurano anche approfondimenti su Vittore Carpaccio (Le storie di Carpaccio: Venezia, i Turchi, gli Ebrei, Venezia 1996) e Lorenzo Lotto (I giardini di contemplazione: Lorenzo Lotto, 1503 – 1512, Roma 1985; Il ritratto e la memoria: materiali, Roma, 1989), oltre alle numerose pubblicazioni sul Vecellio, tra cui l’importante monografia Tiziano, (Milano 2012) e uno dei suoi ultimi lavori, Tiziano. La sensualità del colore (Firenze 2023). All’inizio degli Anni Novanta fondò anche il periodico semestrale Venezia ‘500’ (50 numeri dal 1991 al 2015), contribuendo all’aggiornamento degli studi sulla pittura veneziana e al confronto tra studiosi italiani e internazionali. L’ultimo volume pubblicato data, invece, al 2025, e si concentra sul ritratto rinascimentale (Ritratti al dettaglio. Venezia e dintorni, 1500-1575). Mentre ancora più recente è il suo contributo sul “non finito” di Tiziano contenuto nel catalogo della mostra Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva (Roma, 2026), appena inaugurata alla Pinacoteca Capitolina.
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