È morto Paolo Cirino Pomicino, l’ex parlamentare della Dc e ministro dei governi Andreotti aveva 87 anni

  • Postato il 21 marzo 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Si è spento all’età di 87 anni Paolo Cirino Pomicino, ex parlamentare della Dc e ministro dei governi Andreotti. Il politico è morto nel pomeriggio, era ricoverato da qualche giorno. Nato a Napoli nel 1939, Pomicino si era laureato in Medicina e specializzato in Neurologia. Ma più che medico è stato uno dei protagonisti della politica italiana della seconda metà del Novecento e dei primi decenni del nuovo millennio. Esponente di primo piano della Democrazia Cristiana, ha fatto parte della direzione e del consiglio nazionale del partito, costruendo una carriera politica che lo ha visto protagonista a livello locale, nazionale ed europeo. Figura di grande rilievo e spesso controversa, Paolo Cirino Pomicino ha attraversato le trasformazioni politiche dell’Italia repubblicana.

La sua carriera politica iniziò negli anni ’70: consigliere e assessore del Comune di Napoli tra il 1970 e il 1979, fu eletto alla Camera dei deputati nel 1976, riconfermato nel 1979, 1983, 1987 e 1992 con la Democrazia Cristiana. Divenne noto soprattutto come presidente della Commissione Bilancio, dove guadagnò la fama di uomo intraprendente e disponibile, ricordando con ironia di non negare un “obolo a nessuno”, definendoli “vol-au-vent”, omaggio al principio che “il governo è di tutti”. Conosceva ogni angolo della politica romana e napoletana, diventando punto di riferimento dei poteri forti, ma il suo percorso incontrò Tangentopoli.

Tra i 42 processi subiti, Pomicino fu assolto in 40, condannato a 1 anno e 8 mesi per la tangente Enimont e incassò un patteggiammento a 2 mesi per fondi neri Eni, scontando solo 17 giorni a Poggioreale, poi domiciliato per problemi cardiaci. Sempre ironico, commentò: “Le tangenti? La corruzione? Sono stati il prezzo pagato per la stabilizzazione del Paese”.

Dopo la buriana giudiziaria, iniziò una seconda vita politica. Inizialmente vicino a Clemente Mastella, poi a Silvio Berlusconi, scrivendo con lo pseudonimo Geronimo per Il Giornale e Libero. Nel 2004 approdò al Parlamento europeo, pur preferendo vivere a Roma, e nel 2006 tornò alla Camera con la DC dell’amico Gianfranco Rotondi, transitando poi al centro. Tra il 2008 e il 2011 fu presidente del Comitato tecnico-scientifico per il controllo strategico nelle amministrazioni dello Stato, incarico a Palazzo Chigi al fianco di Berlusconi.

Figura elegante e mondana, Pomicino fu protagonista di episodi memorabili: la sua villa sull’Appia Antica, il maxi party per le nozze della figlia con ospiti come Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, l’incontro con Carlo De Benedetti nel 1991 e il ruolo strategico nelle elezioni presidenziali del 1992. La sua vita privata fu segnata da passione e resilienza: sopravvissuto a tre infarti, quattro bypass a 45 anni, altri due a 57 e un trapianto cardiaco nel 2007, raccontò l’odissea medica con ironia, fotografando il suo vecchio cuore e commentando: “Gli altri si fanno il lifting, io mi cambio gli organi…”. Amante della vita, superstizioso, partenopeo doc, Pomicino incarnava uno stile politico ormai appartenente al passato: rapporti personali diretti, trattative correntizie, furbizia dorotea e sarcasmo lapidario. Esperto di potere e relazioni, riusciva a intrecciare politica, affari e giornalismo, rimanendo sempre protagonista dei cambiamenti della Repubblica italiana.

“Con Paolo Cirino Pomicino se ne va una delle personalità più raffinate della Prima Repubblica e una delle menti più interessanti e anticonformiste di questa lunga stagione di transizione politica. Le mie condoglianze a tutti coloro che gli hanno voluto bene” commenta Matteo Renzi.

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