Elezioni municipali in Francia: test per corsa alla presidenza 2027

  • Postato il 12 marzo 2026
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Elezioni municipali in Francia: test per corsa alla presidenza 2027

Roma, 12 mar. (askanews) – La Francia andrà alle urne il 15 e il 22 marzo per eleggere 34.875 sindaci, in un voto considerato un test chiave in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno. A capo di quasi 35.000 comuni – dalle grandi città ai villaggi con poche decine di abitanti – i sindaci sono considerati dai francesi fra le figure politiche più importanti perchè più vicine al loro quotidiano. Prova ne è che molti dei politici di fama a livello nazionale hanno almeno un loro “feudo” in provincia a cui devono spesso la loro stessa carriera, in alcuni casi anche quella di presidenti. Ci crede il leader del partito Orizzonti, Edouard Philippe, candidato sindaco aspirante presidente, che punta alla rielezione a Le Havre. L’ex primo ministro del presidente Emmanuel Macron ha già avvertito che se non sarà riconfermato non avrà il coraggio di correre per l’Eliseo.

Fra i partiti in lizza, la formazione di estrema destra Rassemblement National (Rn), sembra ad oggi la più combattiva. E se finora ha faticato a livello locale, spera di consolidare le città che già controlla – come Perpignan e Mentone – e di espandersi in aree urbane più ampie con l’obiettivo di guadagnare slancio per il 2027 anche se la sua potenziale candidata Marine Le Pen oggi rischia ancora l’ineleggibilità. In caso di esclusione c’è Jordan Bardella pronto a raccoglierne le redini. Rn a Mentone dovrà però vedersela con Louis Sarkozy, figlio dell’ex presidente Nicolas Sarkozy, che è il candidato-sindaco del centro e della destra.

I Verdi e i loro alleati di sinistra, protagonisti nel 2020 dell'”onda verde”, vincendo in importanti città tra cui Lione, Strasburgo e Bordeaux, confidano di mantenerne il controllo così come i Socialisti a Nantes e Montpellier.

Anche il partito di estrema sinistra La France Insoumise, Lfi, che come Rn, non è mai stato forte nelle elezioni locali, spera di conseguire qualche guadagno.

I Repubblicani (Lr) hanno perso pesantemente alle ultime elezioni nazionali, ma sono da tempo forti nelle comunali. Il partito, insieme ai suoi alleati (Dvd, Udc), si è assicurato circa 12.000 sindaci nelle ultime elezioni.

Il partito del presidente Emmanuel Macron e i suoi alleati centristi hanno ottenuto nel 2020 non più di 1.000 sindaci ma nessuna città con più di 100.000 abitanti. Il potenziale per un voto antigovernativo è quindi limitato.

Passando a Parigi è un campo di battaglia chiave, con sei candidati in lizza. Ha un sindaco socialista dal 2001, ma l’ex ministro della Cultura Rachida Dati aspira a riconquistare la città per i Repubblicani (Lr). Anche se in testa sembra essere il candidato della sinistra senza Lfi Emmanuel Gregoire.

A Marsiglia, altra città chiave e storicamente conservatrice, che la sinistra ha vinto alle ultime elezioni del 2020, tutti i principali partiti si stanno contendendo la vittoria.
Roma, 12 mar. (askanews) – In queste elezioni a doppio turno, la lista che ottiene la maggioranza assoluta al primo round prende il controllo del comune. In caso contrario, tutte le liste con il 10% o più accedono al secondo turno. Quelle con almeno il 5% possono fondersi con liste che hanno ottenuto il quorum. Un sistema che porta spesso a ballottaggi a tre o quattro formazioni, rendendo il secondo turno piuttosto imprevedibile.
(di Isabella Helfer)

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