Epatite A: dopo la Campania, nuovi casi anche in Calabria
- Postato il 21 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Epatite A: dopo la Campania, nuovi casi anche in Calabria

Nuovi casi di epatite A, stavolta segnalati in Calabria: sei ricoveri all’Annunziata di Cosenza, quattro alla Dulbecco di Catanzaro
DOPO il cluster di epatite A segnalato in Campania, con oltre 130 casi accertati in larga parte a Napoli, si registra anche in Calabria una singolare concentrazione di nuove diagnosi e ricoveri. Sei casi all’Annunziata di Cosenza, con 5 pazienti ricoverati nel reparto di Malattie infettive, uno in Gastroenterologia, mentre una paziente risulta dimessa nelle scorse ore. Altri quattro ricoveri si sarebbero registrati alla Dulbecco di Catanzaro. All’origine del contagio, come avvenuto per la Campania, ci sarebbe il consumo di pesce o frutti di mare crudi, abbattuti male.
In Campania, oltre al consumo di frutti di mare crudi provenienti dall’estero, è stato indicato anche quello di frutti di bosco, come ribes importati, che potrebbero essere stati irrigati con acqua non adeguatamente pulita. A moltiplicare i casi, poi, anche il contagio da uomo a uomo.
NO ALLARMISMO MA PRESTARE ATTENZIONE
I numeri calabresi non devono far scattare allarmismi, ma invitano comunque a prestare attenzione. «L’epatite A è quasi sempre autolimitante (guarisce da sola) e la mortalità molto è bassa (i decessi sono rari e soprattutto negli anziani) quindi non è una malattia “pericolosa” come epatite B o C – spiega ad Adnkronos Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale – Per il cittadino medio il rischio è basso se si adottano precauzioni. Per persone a rischio (anziani, epatopatici) serve invece più attenzione».
Per il professor Gianpiero D’Offizi, responsabile dell’unità Malattie Infettive Epatologia all’Irccs Spallanzani di Roma, «bisogna evitare il consumo di frutti di mare crudi, cuocere adeguatamente molluschi e pesce, lavare accuratamente frutta e verdura e rispettare sempre e scrupolosamente l’igiene delle mani, attenendosi alle indicazioni delle autorità sanitarie locali. L’acqua potabile in Italia non è un fattore di rischio grazie ai sistemi di controllo e potabilizzazione».
Il Quotidiano del Sud.
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