Epstein, Andrea e il velo strappato

  • Postato il 7 febbraio 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
  • 2 Visualizzazioni
Epstein, Andrea e il velo strappato

AGI - L’idea che la monarchia britannica potesse essere 'al di sopra della legge' è stata per decenni protetta da un velo di sacralità, consolidato soprattutto durante il lungo regno di Elisabetta II. Un velo che oggi pare squarciato. Le ultime rivelazioni contenute negli 'Epstein files' stanno infatti producendo un effetto che va ben oltre la figura del principe Andrea, arrivando a lambire l’istituzione monarchica nel suo complesso e, per la prima volta, la figura stessa del re. 

Il punto di rottura della monarchia

"Siamo a un punto di rottura", spiega Marco Ubezio - avvocato ed esperto di monarchia britannica - analizzando con l'AGI il momento forse più delicato per la Corona dagli anni immediatamente successivi alla morte di Diana. "Con Elisabetta II non c’è mai stata una vera uscita di scena emotiva: la regina incarnava l’istituzione, e l’istituzione era percepita come intoccabile. Con Carlo questo automatismo non esiste più".

 

 

Il contesto è quello di una monarchia già sotto pressione. I consensi, secondo gli ultimi sondaggi, oscillano intorno al 60%, uno dei livelli più bassi per gli standard britannici, paragonabile – se non peggiore – ai momenti più critici seguiti alla morte di Lady D. Un calo particolarmente marcato tra i più giovani, da sempre più distanti da Buckingham Palace, ma oggi anche più informati, più attivi e più attenti ai temi della responsabilità pubblica.

Le proteste contro Carlo III

A rendere il quadro ancora più instabile sono le proteste recenti contro il re. Venerdì scorso Carlo III è stato contestato durante un’uscita pubblica nell’Essex. Prima dell’arrivo del re e della regina Camilla sono stati distribuiti volantini con una recente foto del principe Andrea; sul retro, una scritta netta: “La famiglia reale non dovrebbe essere al di sopra della legge”.

Proteste analoghe si sono registrate anche davanti a Buckingham Palace, dove gli attivisti di Republic, il movimento anti-monarchico britannico, hanno srotolato uno striscione con una domanda altrettanto diretta: “Charles, what are you hiding?”.

"Questo è un passaggio storico", osserva Ubezio. "Per la prima volta la contestazione non riguarda solo l’astrazione della monarchia, ma anche chi la guida. E questo accade mentre il 'ciclone Epstein' investe in pieno la famiglia reale".

I documenti resi pubblici negli Stati Uniti confermano infatti una frequentazione prolungata e problematica tra il principe Andrea e Jeffrey Epstein, anche oltre il 2010, anno in cui il duca di York aveva dichiarato di aver interrotto ogni rapporto. Nei file, Andrea compare ripetutamente con il nickname “The Duke”, associato al suo account email, con oltre un migliaio di citazioni complessive.

Episodi imbarazzanti per la Corona

Tra gli elementi più imbarazzanti per la Corona emergono anche episodi apparentemente minori ma simbolicamente devastanti, come i tentativi – documentati nelle email – di far arrivare alla regina Elisabetta una copia privata e anticipata del film Il discorso del Re, tramite intermediari legati a Epstein, sollecitando il coinvolgimento diretto di Andrea durante il Natale del 2010 a Sandringham.

"Il problema", continua Ubezio, "non è il singolo episodio, ma la rete di relazioni che questi documenti restituiscono: personali, finanziarie, e – secondo alcune comunicazioni – persino tentativi di contatti con Paesi esteri sensibili, come la Russia".

Carlo si distanzia dal fratello

Nel frattempo, sul piano simbolico, il sovrano britannico sembra voler marcare una distanza sempre più netta dal fratello. Lo sfratto notturno dalla Royal Lodge e il trasferimento in una cascina periferica nell’area di Sandringham – una dependance modesta, lontana dal cuore operativo della monarchia – viene letto da molti come un gesto di allontanamento non solo formale, ma fisico. "Secondo indiscrezioni, persino il personale avrebbe manifestato disagio nel servirlo, segno di una tensione ormai palpabile", racconta l'esperto. Eppure, tutto questo non sembra bastare. "È il paradosso di questa fase", conclude Ubezio. "Carlo è più severo, più drastico di quanto sarebbe mai stata la madre. Ma proprio perché il velo si è sollevato, ogni decisione viene scrutinata. La monarchia oggi deve giustificarsi continuamente davanti all’opinione pubblica, una condizione impensabile sotto Elisabetta II".

Lo scandalo Epstein: un rischio esistenziale

Lo scandalo Epstein, in questo senso, rappresenta una macchia strutturale, difficilmente cancellabile. Non solo per ciò che riguarda Andrea, ma per il riflesso che produce sull’intera istituzione. Più che una crisi passeggera, si profila un rischio esistenziale: non tanto la fine immediata della monarchia, quanto l’erosione progressiva della sua legittimità simbolica.

L’exit queen non c’è mai stato. Ma oggi, per la prima volta, sembra esserci un’exit faith: il crollo della fiducia nei confronti della Corona. E quella, per una monarchia costituzionale, è la ferita più difficile da rimarginare.

 

Continua a leggere...

Autore
Agi.it

Potrebbero anche piacerti