Epstein e la pista italiana: la “ragazza matta” che lui accusò di tradimento. Lei rispose: “Io e te siamo abituati a dire bugie a tutti”
- Postato il 10 febbraio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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“Buon compleanno” e “Jeffrey, non dimenticare che da adesso in poi tu hai una ragazza italiana matta che ci sarà sempre per te, con Amore”. Si conclude così la lunga lettera di auguri inviata ad Epstein il 20 gennaio 2015 e che porta i contenuti dei Files dritti in Italia. Ma chi fosse esattamente questa “crazy Italian girlfriend” non è dato sapere perchè la firma ed il volto della giovane sono ampiamente coperti dalla necessità di proteggerne l’identità e la privacy.
Il testo, raccolto tra i 3.959 che rispondono alla ricerca dal titolo “Italy” nei Files, è accompagnato da una foto che sarebbe stata allegata e che mostra, nelle uniche parti riconoscibili, una figura in piedi, in posa davanti al Colosseo che sembra reggere un copricapo sulla testa, a giudicare dalla posizione assunta dal braccio destro, mentre con l’altra mano tiene il manico rigido di una borsetta nera. Si scorgono i capelli lunghi castani, un abito a maniche lunghe molto casto ed una sciarpa maculata stretta nella cintura che scivola lunga il corpo.
Questo è tutto ciò che si può estrarre dal documento che l’autrice ha riempito di complimenti, gratitudine e di promesse di futura “fedeltà e devozione” a Jeffrey Epstein, che le avrebbe dato “supporto morale, e vera felicità”.
“Non vedo l’ora di rivederti a Parigi per un’altra eccitante avventura”, scriveva lei, tra caratteri maiuscoli e tanta punteggiatura in un messaggio di auguri farcito di parole generose verso un uomo giudicato “il migliore”, aggiungendo, “ma tu già lo sai”.
Ma ci sarebbe anche altro materiale connesso con il nostro Paese spulciando tra i 3 milioni di documenti pubblicati sul sito del Dipartimento di Giustizia americano e consultabili da chiunque, a qualsiasi latitudine, semplicemente dimostrando di avere più di 18 anni e di “non essere un robot”.
Tre personaggi citati come Margot, Olympia e Tancredi avrebbero generato la furia di Epstein che, nelle sue e-mail, apostrofa la sua interlocutrice in maniera piuttosto dura. Ciò che colpisce è il tempo e la dedizione con i quali il pedofilo, impegnato nel fare soldi, intessere relazioni e passare informazioni per costruirsi il potere ed una “credibilità”, si dedicava a spiegare e sgridare una ragazza probabilmente parte del suo harem di giovani “schiave del sesso”, come diceva Virginia Giuffrè.
Questa serie di scambi potrebbe tranquillamente essere ricondotta ad una casella di posta elettronica italiana, perchè le diciture sull’intestazione del mittente sono scritte in italiano; come ad esempio: “Il venerdì 28 agosto …. ha scritto”. Cancellata dunque l’identità dell’autore restano perfettamente leggibili i dettagli sullo scambio. “Ti aspetta una vita molto brutta se continui a comportarti così”, avrebbe scandito Epstein apostrofando la donna all’inizio di una lunga serie di messaggi culminati nella richiesta di sentirsi per telefono e poi proseguita con altre recriminazioni dopo la telefonata.
Oggetto della disputa sarebbero stati un’accusa di tradimento e l’atteggiamento di questa persona colpevole di “interrompere la conversazione senza dare alcuna spiegazione”, insomma incapace di spiegarsi e dialogare. “Ti ho dato il mio tempo, i miei consigli, molti soldi.., attenzione, suggerimenti, aiuto, ma per qualche folle motivo tu pensi di avere diritto a molto di più”. Epstein le avrebbe rinfacciato di averle pagato l’università, evidentemente piuttosto cara e di aver ricevuto in cambio un tradimento.
“Le tue azioni, le tue promesse non mantenute, in continuazione, sono autoreferenziali, arroganti, irragionevoli e auto distruttive; le tue scuse sono tante, ti lamenti di Olympia, Margot, di me, di tua madre, della scuola, del tuo lavoro, ma quando arriverà per te il momento di fare qualcosa, bla bla, spero che ti senta meglio”. Poco prima la ragazza aveva negato di averlo tradito e di “essersi lamentata al telefono”, spiegando, scusandosi, di avergli raccontato di essere ancora alla “ricerca di una soluzione per la casa” e di aver mentito “per proteggerlo” ma di non averlo mai tradito.
Spiegando di aver detto bugie a tutti “per un buon motivo”, la ragazza si rivolge al pedofilo con toni disperati, sembra quasi di leggere i messaggi delle adolescenti che litigano tra di loro: “Ho mentito a Margot, ma lei non lo ha neanche baciato (o almeno così mi ha detto) e comunque Tancredi ha una fidanzata”. Un intreccio amoroso del quale dare spiegazioni ad un uomo che spostava interessi miliardari, che dava e cercava favori tra i grandi della terra, e aveva l’energia per dedicare tanta animosa passione ad una ragazza che gli dice “io e te siamo abituati a dire bugie a tutti”.
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