Era tutto finito, oggi Emanuel Perathoner è medaglia d'oro. L’impresa paralimpica che arriva dallo snowboard
- Postato il 8 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Emanuel Perathoner ha conquistato la prima medaglia d’oro per l’Italia nei Giochi Paralimpici di Milano Cortina. Il 40enne si è imposto nello snowboard cross, categoria SB-LL2, riservata agli atleti con disabilità agli arti inferiori. Il metallo più prezioso arriva in bacheca dopo l’argento e il bronzo conquistati da Chiara Mazzel e Giacomo Bertagnolli nello sci alpino. Perathoner ha dominato la gara con autorità, imponendosi in modo nettissimo.
A 40 anni, l’altoatesino è alle sue prime Paralimpiadi, ma alle spalle ha una lunga carriera nello snowboard olimpico: ha partecipato alle Olimpiadi invernali di Sochi 2014 e di PyeongChang 2018, senza però riuscire a salire sul podio. Nel 2019 aveva conquistato un bronzo ai Mondiali di Park City, negli Stati Uniti, diventando uno dei favoriti per le successive Olimpiadi di Pechino.
La sua carriera sembrava lanciata, ma nel 2021 cambiò tutto: un gravissimo infortunio alla gamba sinistra durante un allenamento, il ginocchio danneggiato e la sostituzione con una protesi. Per molti, anche per i medici, era la fine della carriera agonistica. Invece no. Era tutto finito, oggi è medaglia d’oro. L’impresa paralimpica di Emanuel Perathoner.
- Punta di diamante dello snowboard paralimpico
- Emanuel Perathoner, radici e famiglia
- La carriera olimpica di Emanuel Perathoner
- L’infortunio e l’addio allo snowboard olimpico
- Il ritorno sulla tavola: il para-snowboard
- Emanuel Perathoner, la vita fuori dalle piste
- Uno sguardo a Milano Cortina 2026
Punta di diamante dello snowboard paralimpico
Emanuel Perathoner è arrivato ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026 con la consapevolezza di portare in pista non solo il proprio talento ma anche una storia di rinascita.
Classe 1986, altoatesino di Selva di Val Gardena, ex specialista del boardercross olimpico, dal 2023 è diventato la punta di diamante dello snowboard paralimpico.
Le vicende della sua carriera – dalle prime discese da bambino all’infortunio che lo ha costretto a ripartire con una protesi, fino ai titoli mondiali vinti sulla neve canadese – raccontano di un atleta determinato, innamorato dello sport e convinto che l’oro, per quanto desiderato, non sia l’unica ricompensa possibile: “Vorrei però ispirare gli altri – ha raccontato ad Avvenire – quindi ben venga chi vorrà emularmi”.
Emanuel Perathoner, radici e famiglia
Perathoner è nato il 12 maggio 1986 a Bolzano e vive a Selva di Val Gardena. È figlio di Cristina ed Evan e ha un fratello, Andreas, che è il suo primo tifoso. I genitori lo hanno sostenuto nelle scelte sportive fin da bambino. Suo padre lavorava come falegname e sua madre nella reception di un albergo; entrambi hanno accettato che il figlio trascorresse molto tempo sulle piste, seguendolo nelle trasferte e sostenendo le spese necessarie.
A tre anni Emanuel inizia a sciare, ma a otto anni, spinto da un cugino, prova la tavola e se ne innamora. “Ho cominciato a sciare a tre anni, poi a 8 anni siccome mi annoiavo sugli sci, su stimolo di mio cugino, sono passato alla tavola e mi sono immediatamente affezionato allo snowboard, che a metà degli anni Novanta andava molto di moda”, racconterà più tardi.
All’età di quattordici anni si dedica al boardercross, disciplina che combina velocità e tecnica in un percorso ricco di salti e curve. Parallelamente studia e lavora nell’edilizia, perché lo snowboard non bastava a mantenersi; questa doppia vita gli insegna rigore e sacrificio.
La carriera olimpica di Emanuel Perathoner
Il talento di Perathoner lo porta in nazionale nel 2003, quando debutta in Coppa del Mondo a San Candido, piazzandosi 14º. I primi anni sono segnati da buoni piazzamenti ma anche da molte rinunce: spesso dorme in furgone per risparmiare, si allena fra un turno di lavoro e l’altro e, quando i risultati non arrivano, pensa di smettere. La svolta avviene nel 2010 con il terzo posto nella classifica di Coppa Europa, che gli garantisce la piena fiducia della federazione. Nel 2011/12 conquista il primo podio in Coppa del Mondo a Veysonnaz.
Partecipa a due Olimpiadi: a Vancouver 2010 è eliminato presto e chiude 39º, mentre a PyeongChang 2018 raggiunge i quarti di finale e termina 15º. La stagione 2018/19 è la più brillante della sua carriera: a dicembre 2018 vince la gara di Cervinia e pochi mesi dopo conquista il bronzo ai Mondiali. In coppia con l’amico Omar Visintin vince due volte la classifica a squadre del boardercross (2016/17 e 2017/18).
L’infortunio e l’addio allo snowboard olimpico
Nel gennaio 2021, durante un allenamento per la Coppa del Mondo, Perathoner cade su un salto e subisce una frattura scomposta del piatto tibiale. Il danno è grave; per salvarsi la gamba affronta quattro interventi chirurgici e gli viene impiantata una protesi di ginocchio.
“Dopo l’operazione fatta ad aprile 2022, ho provato a gareggiare ancora in Coppa del Mondo ma poi ho dovuto mettere la protesi. Non pensavo che il mio caso fosse così grave. Una mia vecchia compagna di squadra in nazionale, Raffaella Brutto, mi consigliò di contattare la FISIP, nello specifico il nuovo presidente Paolo Tavian e il responsabile del settore snowboard Igor Confortin, per capire cosa si poteva fare se avessi espresso il desiderio di concorrere nelle specialità paralimpiche. Il percorso mi ha poi portato alla prima tappa di Coppa Europa a Landgraaf . Lì ho superato i test medici di classificazione ed è stata accertata la mia disabilità” , racconta al sito del Comitato Paralimpico; l’obiettivo iniziale non è tornare a gareggiare ma riuscire a camminare per il suo matrimonio.
La lunga riabilitazione, però, lo porta a interrogarsi sul futuro. Nel dicembre 2022, consapevole di non poter più competere ai livelli precedenti, annuncia il ritiro dalla nazionale olimpica. Nel messaggio pubblicato da NeveItalia ringrazia la moglie, i genitori, i compagni e lo staff tecnico per gli anni trascorsi e spiega che le numerose operazioni gli impediscono di continuare.
Alla Gazzetta ha parlato così di quel periodo: “All’inizio durissimo, soprattutto il primo anno. Finché non ho messo le protesi ho provato ho provato in tutti i modi a recuperare per tornare in pista. Poi è stato difficile trovare la volontà di recuperare con il massimo impegno, dopo quattro operazioni. Ma, grazie a mia moglie e alla mia famiglia, insieme al mio fisioterapista sono riuscito a trovare nuovi stimoli per poter recuperare al meglio. Tra gli obiettivi non c’era ancora quello di poter tornare a gareggiare, ma quello di poter tornare a camminare per il mio matrimonio, quattro mesi dopo l’intervento. Una volta scoperto il mondo paralimpico ho capito quanto lo sport potesse aiutare a superare momenti difficili”.
Il ritorno sulla tavola: il para-snowboard
Dopo l’intervento, Perathoner scopre il mondo paralimpico. Nel 2022 entra nel Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa e in ottobre esordisce nelle gare FIS, venendo classificato nella categoria LL2, riservata agli atleti con amputazioni degli arti inferiori. Inizia come sfida personale, per verificare se può tornare a scendere; ben presto comprende di avere ancora margini di crescita.
Già nel 2023 arriva la consacrazione: ai Mondiali di La Molina (Spagna) conquista l’oro nel dual banked slalom e nel team event di snowboard cross. Nel 2024 e 2025 domina la Coppa del Mondo, vincendo gare a Steamboat Springs, Kuhtai, Lenk, Pyhä e Landgraaf e aggiudicandosi tre Crystal Globes (banked slalom, snowboard cross e classifica generale). Ai Mondiali di Big White 2025, in Canada, mette al collo due ori (banked slalom e snowboard cross). Per questi successi viene insignito del Collare d’oro al merito sportivo dal CONI sia nel 2023 sia nel 2025.
Perathoner descrive la preparazione paralimpica come un percorso che dura quasi tutto l’anno: da settembre a marzo si allena sulla neve, mentre l’estate è dedicata a forza e coordinazione. Con il fisioterapista lavora per adattare la protesi, migliorare l’equilibrio e sviluppare un feeling ottimale con la tavola. Il passaggio al para-snowboard, spiega, gli ha restituito entusiasmo e senso di appartenenza: “Quando entri nel movimento paralimpico capisci che non sei solo; ognuno usa lo sport per superare difficoltà e ritrovare autostima”. E si può essere fonte di ispirazione: “Mi piace rivolgermi soprattutto ai giovani, per spronarli a fare qualcosa, a non abbattersi, a non scoraggiarsi e a non rimanere seduti su un divano. Le persone con una disabilità possono dare tanto e lo sport può essere un mezzo per esprimersi”.
Emanuel Perathoner, la vita fuori dalle piste
Il suo profilo nel sito del Ministero della Difesa rivela alcuni aspetti poco noti: il colore preferito di Perathoner è l’arancione, il numero del cuore è il 4 e tifa per l’Inter. Ama gli animali – ha un cane e un gatto – e viaggia spesso in Spagna, patria di sua moglie. Il 8 agosto 2022 ha sposato la compagna spagnola Amelia Belén Cano Díaz a Jaca, nella cattedrale di San Pietro; per questo, racconta, uno degli obiettivi della riabilitazione era camminare all’altare. Nel tempo libero coltiva la passione per la montagna, la pesca e la musica.
Uno sguardo a Milano Cortina 2026
Milano Cortina 2026: la sua prima Paralimpiade. Lo snowboard cross è stato d’oro, ora il banked slalom (14 marzo). Correre in casa, aveva detto, sarà emozionante perché avrà il tifo di parenti e amici, ma le gare non cambieranno. Oltre la medaglia: alla vigilia predicava divertimento e la voglia di dimostrare quanto il percorso di rinascita possa diventare ispirazione.
Perathoner è consapevole che la visibilità del para-snowboard in Italia è ancora limitata; per questo, in un’intervista ad Avvenire, ha chiesto maggior attenzione mediatica e investimenti per consentire agli atleti di vivere di sport e attrarre sponsor: “le nostre gare di Coppa non siano trasmesse nemmeno in streaming, condizioni indispensabile affinché se ne parli sui social, in tv e sui giornali. Se nessuno può vedere le gare, nessuno mai le commenterà. Senza visibilità è impossibile attrarre sponsor e di conseguenza immettere un po’ di denaro nel sistema”.
Vuole essere un ambasciatore della disciplina, convinto che la sua storia possa invogliare i giovani a non arrendersi di fronte alle difficoltà. La frase che ripete più spesso – “Ho sempre guardato avanti, perché le cose passate non puoi cambiarle” – sintetizza la filosofia che lo ha aiutato a trasformare un trauma in una nuova opportunità.
La parabola di Emanuel Perathoner dimostra che un infortunio devastante può diventare l’inizio di una seconda carriera più ricca e consapevole. Dopo aver sfiorato la gloria olimpica come atleta normodotato, la protesi gli ha permesso di riscrivere il proprio destino nello snowboard paralimpico, trasformando la sofferenza in un messaggio universale di resilienza.
Con la famiglia e la moglie al fianco, il campione altoatesino prova a vivere le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 con un duplice obiettivo: il primo, quello dell’oro, lo ha spuntato oggi. Il secondo – diventare fonte d’ispirazione per chi crede che, dopo una caduta, sia impossibile rialzarsi – era segnato con una spunta già da tempo: la vittoria non incide in maniera decisiva, però rende tutto più esemplare.