“Eric Dane poco prima di morire ha clonato la propria voce per parlare con le figlie”: lo rivela la vedova Rebecca Gayheart
- Postato il 12 marzo 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Rebecca Gayheart Dane, vedova di Eric Dane, rompe il silenzio dopo la morte del marito, scomparso lo scorso 19 febbraio a causa della SLA. Nelle ultime settimane della sua vita, l’attore ha preso parte a un progetto promosso dall’azienda di intelligenza artificiale ElevenLabs che sviluppa strumenti audio, tra cui quello in grado di creare cloni vocali utilizzando le registrazioni della voce di una persona. La star di “Grey’s Anatomy” ed “Euphoria” “era davvero entusiasta, perché stava perdendo la voce e per lui stava diventando sempre più difficile comunicare ogni giorno”, racconta la vedova a Variety. “Aspettava con ansia di sentirla, e quando l’abbiamo ricevuta da ElevenLabs è stato un momento davvero emozionante. È stato un momento intenso. L’abbiamo ascoltata ed Eric si è visibilmente emozionato. E quando l’ho sentita, ho pianto. Credo che tutti nella stanza abbiano pianto”, sono le parole dell’attrice.
Eric Dane non riusciva più a parlare
Man mano che la malattia avanzava, Eric Dane stava perdendo la capacità di comunicare, così ha preso parte all’iniziativa volta a fornire supporto e aiuto alle persone malate di SLA, anche per dare il suo contributo. “Voleva sostenere l’amore e il movimento. Per un milione di persone avere voce e poter comunicare con i propri figli, i propri cari, chi si prende cura di loro, i propri medici o sul lavoro: questo è un movimento davvero enorme”, fa sapere ancora Rebecca.
La reazione delle figlie
Nell’intervista la vedova afferma che la famiglia è “ancora sotto choc” per la scomparsa di Dane, ma coglie l’occasione per ringraziare quanti hanno dimostrato vicinanza a lei e alle due figlie in questo momento così duro. E proprio le amate Billie Beatrice, 16 anni, e Georgia, 14 anni, sono rimaste sorprese dal risultato dell’audio del padre. “Hanno detto: ‘Non è una registrazione. Quella è la tua voce. Sei tu.‘ Quindi era perfetto. Aveva semplicemente questo modo di parlare, e loro lo hanno catturato in modo così bello”, spiega Gayheart Dane. Anche loro “hanno dato il consenso, ed eravamo entusiasti di averlo perché sapevamo cosa ci aspettava”, continua la vedova. “Stavamo tutti lottando con la perdita vocale che lui stava già sperimentando. Sapere di averlo a portata di mano ci ha fatto sentire davvero bene. Sono dispiaciuta, e so che anche Eric lo è, che non abbiamo mai potuto usarlo davvero. Ma quello che so è che vorrebbe che quante più persone possibile avessero accesso” alla tecnologia di restauro vocale.
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