Esportazioni italiane di mele in crisi: il Medio Oriente chiude i porti

  • Postato il 5 marzo 2026
  • Economia
  • Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – Le tensioni in Medio Oriente stanno colpendo duramente l’export agroalimentare italiano. Secondo Confagricoltura Piemonte, l’escalation recente degli atti di guerra e la chiusura dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran stanno provocando pesanti disagi alle esportazioni verso il Medio Oriente e i mercati asiatici, con un valore complessivo a rischio di circa 6 miliardi di euro, come stimato dall’agenzia ICE.

Tra i settori più colpiti c’è la frutticoltura, in particolare le mele, prodotto di punta del nord Italia, con importanti volumi esportati da Trentino-Alto Adige e Piemonte, soprattutto dalla provincia di Cuneo. La chiusura dei porti in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kuwait e Qatar ha costretto all’annullamento delle consegne programmate per le prossime settimane, aggravando una situazione già compromessa dall’aumento dei costi dei noli marittimi e delle polizze assicurative dovuti ai rischi geopolitici.

“La frutta italiana rischia un duro colpo, soprattutto l’export di mele – spiega Michele Ponso, presidente della Federazione nazionale frutticoltura di Confagricoltura. – Siamo il secondo Paese al mondo per la vendita all’estero di mele, subito dopo la Cina, con 945mila tonnellate esportate, pari al 12,2% del totale mondiale. Al momento, circa il 40% delle mele raccolte è ancora stoccato nelle celle frigorifere e reindirizzare queste quantità verso altri mercati, europei o sudamericani, dove l’offerta è già abbondante, rischia di far crollare i prezzi”.

Le esportazioni di mele in Medio Oriente

Le importazioni di mele nei singoli Paesi del Medio Oriente sono consistenti: 187mila tonnellate in Arabia Saudita, 225mila negli Emirati Arabi Uniti, 103mila in Iraq, 30mila in Kuwait e 26mila in Qatar, per un mercato complessivo che supera i 151 milioni di euro. La chiusura dei porti e la riduzione dei flussi turistici – altra componente chiave della domanda di frutta importata – rappresentano dunque un duro colpo per il settore.

Confagricoltura Piemonte sottolinea la necessità di monitorare la situazione e di individuare strategie alternative per salvaguardare la frutticoltura italiana e limitare i rischi economici derivanti dal blocco delle esportazioni.

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Quotidiano Piemontese

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