EuroBasket, Fontecchio tradisce l'Italia: Antetokounmpo non perdona, la Grecia vince 75-66. Strada in salita
- Postato il 28 agosto 2025
- Di Virgilio.it
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Siamo stati dietro nel punteggio per 40’, siamo stati costretti a fare la partita che non volevamo. Niente che la Grecia non avrebbe potuto fare (loro nutrono velleità da titolo), niente che potesse permettere all’Italia di evitare il ko. all’esordio di EuroBasket. A Limassol gli ellenici non si fanno pregare: vincono 75-66 tenendo la barra dritta per tutto l’incontro, pur senza riuscire ad ammazzare la partita quando ne hanno avuto l’opportunità. Scegliendo però di inebetire Fontecchio e poi giovandosi di qualche errore di troppo degli azzurri, oltre che dei 31 punti di Giannis Antetokounmpo. Al solito, quando vuole, fuori portata per chiunque.
- Melli tiene in piedi la baracca nel primo tempo
- Giannis fa quello che vuole, l'Italia non fa mai canestro
- Niang ultimo ad arrendersi, ma la fatica si fa sentire
Melli tiene in piedi la baracca nel primo tempo
La prima notte di EuroBasket 2025 l’Italia se la gioca partendo con Pajola in cabina di regia, Spagnolo da 2, Fontecchio da 3, Melli da 4 e Diouf da 5. Chiaro che il sorvegliato speciale è Giannis Antetokounmpo, che come da copione non se ne sta a guardare: impossibile arginare il fuoriclasse dei Bucks, che quando riceve palla in post è illegale per chiunque.
L’Italia però ha un problema ben superiore: Simone Fontecchio, il cecchino designato nella metà campo offensiva, spara a salve che è un piacere (per i greci, soprattutto). Spanoulis gli costruisce attorno una gabbia e l’italiano di stanza a Miami non vede mai la retina. Chi si sobbarca il lavoro anche per lui è capitan Melli, che ingaggia un botta e risposta con Antetokounmpo (all’intervallo avranno entrambi 14 punti sul tabellino). Ma è l’unico che riesce a finalizzare: Gallinari entra ma non incide, gli altri non sono da meno.
Due triple in fila spediscono la Grecia sul +10 alla prima sirena, mantenendosi in rotta di crociera finché Niang trova un parzialino col quale accorcia la forbice. Non è un’Italia che ispira fiducia, ma in qualche modo sul -4 prima dell’intervallo lungo ci si può pure accontentare. Pensando a Fontecchio inchiodato a zero, quasi viene da pensare che è andata di lusso.
Giannis fa quello che vuole, l’Italia non fa mai canestro
Quando però la Grecia si allaccia le scarpe (e nell’ultima parte del secondo quarto non l’ha fatto) sono dolori: Antetokounmpo ispira l’ennesima ripartenza ellenica, ma al solito sono le mancate soluzioni offensive italiane a rendere la vita più agevole ai ragazzi di Spanoulis. Fontecchio si fa notare per un tecnico preso che profuma di nervosismo.
Né Gallinari e tantomeno Thompson riescono a dare la scossa e il solo a mandare un segnale è Niang, che nei suoi spezzoni di partita trova sempre il modo di farsi notare (schiacciata con relativo poster su Thanas Antetokounmpo da intenditori veri). Ma l’Italia in attacco non gira e in avvio di quarto periodo per la Grecia è fin troppo facile trovare il modo per scappare e provare a non voltarsi più (la tripla di Toliopoulos che vale il +12 con 8 minuti e mezzo da giocare suona alla stregua di una mezza sentenza).
Niang ultimo ad arrendersi, ma la fatica si fa sentire
Pozzecco trova in Saliou Niang la pedina in grado di riaccendere fiammelle di speranza di una rimonta complicata, ma che l’ex Trento cerca di rendere possibile. È lui la nota più lieta di serata: se i greci devono sudarsela fino alla fine, molto del merito è della chiamata numero 58 all’ultimo Draft NBA.
Quando a 4’ dalla fine arriva finalmente la tripla di Fontecchio (primo canestro segnato dopo 9 tentativi andati a vuoto) la Grecia ha soltanto 6 due possessi pieni di vantaggio. Antetokounmpo però esce dal timeout in missione e l’inerzia torna saldamente in mano ai greci, che stringono le maglie in difesa e in transizione fanno male quanto basta. All’Italia manca un po’ di lucidità nel finale e qualche errore di troppo ai liberi non aiuta.
C’è di buono che l’Italia non vuole arrendersi fino all’ultimo: Spagnolo ricuce a 5 lunghezze il ritardo con 50 secondi da giocare, Antetokounmpo al solito rimette le cose a posto. Vince la Grecia, anche se l’Italia primeggia in tante statistiche: 27-17 i punti dei giocatori in uscita dalla panchina, 32-31 il computo dei rimbalzi (12-4 quelli offensivi), 11-16 quello delle palle perse, 11-8 quelle delle palle recuperate, 19-11 quello degli assist. Solitamente con tali numeri una squadra vince, invece stasera ha perso. Perché ha tirato col 36% dal campo, contro il 51% della Grecia. E perché la famiglia Antetokounmpo scelse di vivere ad Atene, anziché in una qualunque città italiana che s’affaccia sul Mediterraneo. Che peccato…