F1 | Bahrain cancellato, Arabia Saudita no: le ultime indiscrezioni sul futuro dei due GP

  • Postato il 10 marzo 2026
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  • Di F1ingenerale
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Il Bahrain verso la cancellazione, ma fonti locali confermano la volontà di realizzare il GP d’Arabia Saudita, contraddicendo i media occidentali.

Mentre il clima geopolitico in Medio Oriente continua a preoccupare, è scontro tra i media orientali e occidentali: se il GP del Bahrain pare andare verso la cancellazione sicura, ci sarebbe un dietrofront sull’Arabia Saudita.

Per la prima gara in calendario, che dovrebbe svolgersi da programma dal 10 al 12 aprile a Sakhir, l’annullamento appare ormai certo, ma per l’altra tappa mediorientale c’è ancora incertezza.

F1 | GP Arabia Saudita - GRIGLIA DI PARTENZA e PENALITÀ
Credits: Pirelli Media Center

Sui social, i media arabi sono sicuri: il GP d’Arabia Saudita si svolgerà. Fino alla giornata di ieri, il profilo ufficiale del Gran Premio continua a pubblicizzare la quarta tappa del Mondiale F1 2026, con tanto di vendite dei biglietti ancora aperte. A sostenerlo è il giornalista saudita Ibrahim Al-Zubaidi, il quale sul suo account ha affermato che l’evento sportivo non sarà cancellato, come invece dichiara lo “sporco giornalismo occidentale”.

L’Arabia Saudita si difende e attacca i media occidentali

“Sì, la Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) ha dichiarato che il 20 marzo verrà dato l’annuncio ufficiale sul destino dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita”, si legge sul suo profilo.

“Tuttavia, ho delle fonti private che confermano che i lavori per il Gran Premio d’Arabia Saudita sono in corso; inoltre, l’account ufficiale del Gran Premio dell’Arabia Saudita continua a promuovere la vendita dei biglietti e a incoraggiare il pubblico a partecipare alla gara”, ha proseguito.

Al-Zubaidi ha poi accusato l’Occidente di “inventare scuse per cancellare la gara in Arabia Saudita: una volta dicono che c’è la guerra, un’altra che c’è un problema logistico.” Secondo il giornalista, i media europei e non starebbero strumentalizzando il conflitto in corso: “Si aggrappano a quest’ultima scusa dopo aver capito che non c’è alcun pericolo nel tenere la gara a Jeddah, essendo lontana dalle zone di guerra, al contrario del Bahrain!”

La minaccia di escalation

Ricordiamo che la FIA annuncerà il destino del GP del Bahrain e Arabia Saudita solo il 20 marzo. Prima di quella data è ancora impossibile prevedere lo scenario in Medio Oriente. Nella situazione attuale, Jeddah è lontana dai teatri di guerra e potrebbe definirsi sicura se non ci fosse il rischio di escalation e ritorsioni. Gli Houthi, i ribelli yemeniti che già quattro anni fa lanciarono missili a 20 km dal circuito, sono tornati a minacciare le rotte commerciali nel Canale di Suez, oltre a voler colpire l’Arabia Saudita come ritorsione per le operazioni militari in corso.

Rimane, inoltre, il problema logistico: il traffico aereo sta lentamente tornando alla normalità, ma ci sono ancora diversi voli cancellati o ridotti nell’area del Golfo. Spostare il materiale in prossimità di una zona di guerra rappresenta un pericolo concreto.

Crediti immagine di copertina: F1InGenerale

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