F1, Briatore e la condizione ad Alpine: "Motore Mercedes o niente". E sprona Colapinto: "Non è più un bambino"

  • Postato il 24 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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Nel giugno 2024 Flavio Briatore, dopo un lungo periodo di assenza, era tornato in sordina nel mondo della F1. Anche se parlare di sordina con una personalità così prorompente, risoluta e decisa può sembrare un controsenso, il manager era riapparso nel settore motorsportivo che ben conosceva in un ruolo più da dietro le quinte che da riflettori puntati, ovvero quello di executive advisor per il team Alpine. Ma era solo il prodromo per un’ascesa verso la tolda di comando che più gli si confaceva: un anno dopo infatti Briatore ha assunto “pieni poteri”, diventando team principal dopo le dimissioni di Oliver Oakes.

Perché Briatore è tornato in F1 e ha accettato la sfida di Alpine

Ma col senno di poi, perché l’imprenditore si è voluto rimettere in gioco nella F1, dopo i fatti del 2008 e il caso degli ordini di scuderia ai tempi di Renault per Nelson Piquet Jr e la successiva radiazione a vita della FIA poi revocata (alla base anche di una battaglia legale tra Felipe Massa e la Federazione internazionale)? Solo recentemente è stata svelata la condizione che ha spinto Briatore ad accettare la proposta di Renault, proprietaria del marchio Alpine. E a rivelarla è stato il diretto interessato.

La conditio sine qua non è il rapporto con Mercedes, fornitrice da questa stagione delle power unit che sfrutterà il team, oltre a tutto un pacchetto tecnico completo. Nell’era del nuovo regolamento che vedrà monoposto completamente ripensate dal punto di vista dei motori, dell’aerodinamica, delle gomme e dei carburanti, Renault non dovrà più preoccuparsi delle power unit, potendo contare sull’esperienza di Brackley per cercare di ottemperare all’obiettivo fissato da Briatore nella sua era in Alpine: ovvero vincere, senza condizioni.

“Volevo Mercedes per i motori, nessun piano B”

Proprio questa collaborazione con Mercedes spinse l’imprenditore ad accettare il ruolo anzitutto di consulente, come rivelato dal medesimo in occasione della presentazione su una nave da crociera dello sponsor MSC della monoposto 2026, la A526. “Quando Luca De Meo mi ha proposto di unirmi al team, la mia unica condizione è stata quella di avere un motore Merces-Benz. Non c’era nessun altro piano B, il piano era uno solo”.

Briatore ha lodato il lavoro da parte di tutto lo staff Mercedes, affermando che la collaborazione sta andando avanti in maniera molto positiva: “Volevamo confrontarci con i migliori: non abbiamo alcun interesse a parlare con i secondi”. E proprio come ha fatto la Ferrari lo scorso anno, anche Alpine aveva abbandonato gli sviluppi per la vettura 2025 in modo da concentrarsi su quella successiva, “altrimenti al massimo anziché chiudere in P10 finivamo in P9″.

Adesso il team principal non avrà più l’incubo dei decimi persi in ogni gara, o almeno si spera con la nuova Alpine che sarà la prima senza un motore Renault (e la chiusura del programma aveva generato allora qualche protesta da parte dei dipendenti della sede di Viry). “Almeno non dovrò più chiedere in ogni gara quanti decimi abbiamo di svantaggio – ha proseguito Briatore, sapendo che non dovranno più ad avere a che fare con un motore come il V6 Renault che lo scorso anno è andato incontro a cali prestazionali -. Nessuno parlerà più di motore o del cambio, due problemi in meno per noi”.

La maturità di Colapinto: “Non è più un bambino”

Certo, l’auto non basta, servono anche i piloti, e lo scorso anno solo Pierre Gasly ha portato in dote i 22 punti per la classifica Costruttori di Alpine. Il compagno di squadra, Franco Colapinto, ne ha messi a referto zero, letteralmente. Certo, la gloria del popolo argentino nel 2025 era arrivato ad occupare un sedile titolare nel team dal settimo appuntamento stagionale, in sostituzione di Jack Doohan, ma comunque il risultato resta impressionante in negativo.

Eppure Briatore, che di certo non concede atteggiamenti buonisti, ha voluto comunque rinnovare la fiducia nel pilota, che può contare su un contratto rinnovato sino alla fine di questa stagione. Pur riconoscendo il fatto che nel campionato 2025 le aspettative non erano state gestite al meglio, quest’anno il team principal riconosce in Colapinto maggiore maturità: “Non è più il bambino che avevamo l’anno scorso”.

A detta di Briatore, il problema dell’argentino sono state “le qualifiche”, perché in gara “era veloce quanto Pierre”. Il giovane pilota aveva semplicemente bisogno di guidare non lasciandosi prendere “dall’emotività”. Adesso “sta crescendo, in fabbrica è molto bravo e abbiamo passato parecchio tempo al simulatore”. Insomma, tra auto e crescita personale quest’anno non ci sono più alibi per Colapinto.

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Virgilio.it

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