F1 | Ferrari non teme il biocarburante e spiega il perché

  • Postato il 24 gennaio 2026
  • Formula 1
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Gualtieri, capo motorista della Ferrari, ha avuto modo di spiegare le maggiori sfide del biocarburante che caratterizzerà la nuova F1

Durante la conferenza stampa di presentazione della Ferrari SF-26, Enrico Gualtieri è intervenuto per chiarire uno dei temi centrali della nuova era tecnica della F1, quello legato ai carburanti sostenibili e al loro impatto sul funzionamento del motore.

Il responsabile dell’area power unit ha spiegato come il passaggio ai nuovi fuel rappresenti una trasformazione importante, ma non rivoluzionaria dal punto di vista strettamente chimico.

Gualtieri ha sottolineato che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il nuovo carburante avanzato e sostenibile non stravolge la composizione finale del fuel. Non è un grande cambiamento in termini di composizione finale del carburante. Alla fine ciò che conta davvero sono le molecole e le proprietà che queste molecole riescono a garantire”, ha spiegato.

F1 | Ferrari non teme il biocarburante e spiega il perché
Foto: Ferrari

Come cambia il biocarburante in F1 nel 2026?

Dal punto di vista del motore, quindi, l’impatto diretto è limitato. “Il fabbisogno del motore non cambia in modo significativo. Il design del carburante è molto simile a quello a cui eravamo abituati in passato”.

Secondo Gualtieri, la vera differenza rispetto alle stagioni precedenti non riguarda tanto le prestazioni o l’efficienza del carburante, quanto i vincoli legati alla sostenibilità. “Il cambiamento più grande rispetto al passato è che ora il carburante deve rispettare restrizioni molto precise sulla catena di approvvigionamento, ha spiegato. Il riferimento è alle materie prime di origine. “Ci sono vincoli sui feedstock, quindi sui materiali di partenza da cui il carburante viene prodotto, per ragioni di sostenibilità”.

Questi limiti hanno modificato il modo di lavorare sia della Ferrari sia dei fornitori di carburante. “Questo è un punto aggiuntivo che si somma agli obiettivi di prestazione ed efficienza che abbiamo sempre ricercato, ha chiarito Gualtieri. Il processo di sviluppo è quindi diventato più complesso. “È sicuramente qualcosa che ha cambiato il modo in cui noi e i fornitori di carburante affrontiamo l’esercizio di definire il fuel corretto”.

Le parole di Gualtieri offrono uno spaccato chiaro di una delle sfide più delicate della F1 del futuro, dove prestazione, efficienza e sostenibilità devono convivere all’interno dello stesso progetto tecnico.

Leggi anche: F1 | Leclerc svela il suo programma dei test e i primi feedback sulla Ferrari SF-26

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