"Faccio pensieri perversi su te e i tuoi nipotini"
- Postato il 17 marzo 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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"Faccio pensieri perversi su te e i tuoi nipotini"
La Procura di Roma sta scavando in quella che appare come una vera “inchiesta dell’orrore”, inoltrandosi nella vita segreta di due protagonisti dall’apparenza impeccabile: un giornalista e una professoressa. Le vittime sono bambini, o appena adolescenti. Ma non più solo la figlia oggi 16enne e i nipotini della docente.
L’indagine si allarga e, dall’analisi forense del telefono dell’uomo, sarebbero emersi contatti con soggetti stranieri e scambi di foto attraverso diversi canali di pedopornografia sulla piattaforma di messaggistica Telegram. Immagini di altri bambini, tutte cancellate ma recuperate dai carabinieri del Comando provinciale di Roma, coordinati dal procuratore aggiunto Maurizio Arcuri e dalla pm Maria Perna, che continuano a scavare nei dispositivi elettronici dei due indagati. È uno dei tanti elementi inquietanti emersi finora nell’indagine che ha portato all’arresto del giornalista 48enne - un ruolo attuale da manager della comunicazione in una società partecipata pubblica - e di una professoressa 52enne di un liceo di Treviso, accusati in concorso di violenza sessuale nei confronti di minori, pornografia minorile, detenzione e accesso a materiale pedopornografico.
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E i dettagli agghiaccianti iniziano a emergere. Il quadro probatorio sarebbe costellato di messaggi- pubblicati dal Corriere della Sera - dal contenuto che gli inquirenti definiscono «indicibile». In una delle conversazioni l’uomo scriveva: «Oggi mi è venuto un flash troppo perverso pensando a te che fai la baby-sitter ai tuoi Avengers», riferendosi proprio ai nipotini di lei, figli del fratello, di 5 e 8 anni. «Tu mi hai dato incarichi e io ho rispettato le consegne», rispondeva la donna, aggiungendo: «Ho assi nella manica».
«Brava zia, prenditi cura dei nipotini», la incitava di lui. E lei: «Il pensiero di condividere con te ’sta roba mi fa impazzire» Una routine malata, quella della coppia, fatta di commenti alle foto e ai video che ritraevano in «pose sessualmente esplicite» la figlia e i due nipoti. Intanto, alla luce degli ultimi sviluppi, il fascicolo potrebbe essere trasmesso alla Procura di Venezia, competente per i reati distrettuali, una decisione che sarebbe legata al luogo in cui si sarebbero consumati i fatti contestati. Il giornalista, arrestato alla stazione di Roma Termini subito dopo l’arrivo del treno su cui viaggiava da Bologna, è ora detenuto a Rebibbia, la donna è stata fermata a Treviso e si trova nel carcere di Venezia. Secondo il gip di Roma, davanti al quale sono attesi per l’interrogatorio di garanzia, a carico di entrambi sussiste il rischio di reiterazione del reato e quello di inquinamento probatorio. A far emergere il caso, che ha lasciato sconvolti e increduli quanti conoscevano il giornalista e la docente, è stata la denuncia presentata dal papà della ragazzina - ex compagno della donna - dopo che lei gli aveva raccontato di aver trovato sul computer della madre proprio uno scambio di immagini con il nuovo compagno.