Fake news approvate dal Cremlino. Svelata una nuova campagna di disinformazione in Ungheria
- Postato il 11 marzo 2026
- Esteri
- Di Formiche
- 3 Visualizzazioni
La Russia avrebbe avviato una campagna di disinformazione con l’obiettivo di influenzare le prossime elezioni parlamentari in Ungheria e favorire la rielezione del primo ministro Viktor Orbán. Lo rivela il Financial Times, che individua nella Social Design Agency, una società russa già colpita da sanzioni occidentali per il suo coinvolgimento in campagne di propaganda online, la protagonista di questo piano. Secondo documenti visionati dal quotidiano britannico, l’agenzia avrebbe predisposto una strategia volta a rafforzare il partito di governo Fidesz attraverso una vasta diffusione di contenuti sui social media progettati in Russia ma veicolati da figure pubbliche e influencer ungheresi.
L’obiettivo sarebbe quello di costruire una narrativa che presenti Orbán come l’unico leader in grado di difendere la sovranità del paese e di trattare da pari con le principali potenze globali. Parallelamente, il leader del partito Tisza e principale sfidante del premier Péter Magyar verrebbe dipinto come un politico privo di autonomia e condizionato da Bruxelles.
Secondo le informazioni riportate dal Financial Times, la strategia prevede anche una serie di attacchi informativi mirati a delegittimare l’opposizione. Meme, infografiche, video e articoli sarebbero impiegati con lo scopo di amplificare eventuali divisioni interne al partito Tisza e rafforzare la percezione di instabilità e incompetenza all’interno del campo avversario. A differenza di precedenti campagne di propaganda, l’operazione sarebbe stata concepita per apparire il più possibile “locale”, con materiali adattati al contesto politico e mediatico ungherese e diffusi tramite intermediari per evitare collegamenti diretti con Mosca.
Secondo alcune fonti citate dal quotidiano britannico, l’operazione di influenza sarebbe collegata a strutture più ampie dell’apparato politico russo. Il coordinamento di queste attività verrebbe ricondotto all’ufficio di Sergei Kirienko, vice-capo di gabinetto del Cremlino e figura centrale nelle strategie di comunicazione politica del governo russo. Nei giorni scorsi, inoltre, il sito investigativo VSquare ha riferito che tre ufficiali del Gru (l’agenzia di intelligence militare russa) sarebbero stati distaccati presso l’ambasciata di Mosca a Budapest.
La Social Design Agency era già stata inserita nel 2024 nelle liste di sanzioni di Stati Uniti, Regno Unito e altri paesi occidentali per il suo coinvolgimento nella campagna di disinformazione online nota come “Doppelgänger”, che utilizzava siti falsi, deepfake e contenuti manipolati per diffondere propaganda filorussa e alimentare sentimenti anti-ucraini.
Dal canto loro, Mosca e Budapest respingono tuttavia ogni accusa di interferenza. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito le ricostruzioni giornalistiche basate su conclusioni errate e su informazioni non verificate. Anche il governo ungherese ha negato qualsiasi coinvolgimento russo, sostenendo che le accuse rappresenterebbero un tentativo di distogliere l’attenzione da presunte pressioni esercitate dall’Ucraina sulle elezioni ungheresi. L’ambasciatore russo a Budapest, Evgeny Stanislavov, ha dichiarato che Mosca non interferisce nella politica interna del paese e che l’obiettivo della Russia resta quello di mantenere relazioni bilaterali normali e una cooperazione reciprocamente vantaggiosa con l’Ungheria.
L’inchiesta di Ft arriva in un momento delicato per Budapest, che assieme a Bratislava continua a rifiutarsi, nonostante le precedenti dichiarazioni, di approvare lo stanziamento di fondi da parte dell’Europa per sostenere Kyiv nel conflitto che la vede impegnata contro Mosca. Riluttanza che sembra però aver spinto altri attori europei a trovare una soluzione per circonvenire il blocco dei due Paesi dell’Europa orientale. Il sostegno all’Ucraina è uno dei temi centrali delle elezioni ungheresi, non tanto per l’elettorato quanto per i partner internazionali: con tutta probabilità la vittoria dell’opposizione comporterebbe infatti un ammorbidimento nei confronti di Kyiv. Uno sviluppo che a Mosca non sarebbe certo accolto con favore.