Famiglia nel bosco, un'ipotesi clamorosa: "A chi possono essere affidati i bambini"

  • Postato il 8 marzo 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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Famiglia nel bosco, un'ipotesi clamorosa: "A chi possono essere affidati i bambini"

La vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli (Chieti), che viveva in un casolare isolato senza utenze moderne, torna a scuotere l’opinione pubblica con un nuovo sviluppo doloroso. Come riportato da La Stampa,  il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila sta valutando la restituzione della potestà genitoriale solo al padre Nathan Trevallion, escludendo la madre Catherine Birmingham.I coniugi – lui inglese artigiano ebanista di 51 anni, lei australiana ex insegnante di equitazione di 45 – hanno sempre difeso la loro scelta di vita alternativa con i tre figli (una bimba di 8 anni e due gemelli di 6-7 anni), lontani dalla “tossicità della vita moderna”.

Tutto è esploso il 24 settembre 2024 (o fine estate 2024 secondo alcune fonti), quando l’intera famiglia finì in ospedale per una grave intossicazione da funghi andati a male, forse per mancanza di frigo. I carabinieri intervennero dopo l’allarme lanciato dalla figlia maggiore via cellulare, trovando cinque persone a terra prive di sensi.

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Da allora, scontro continuo con i servizi sociali: la Procura dispose la sospensione della responsabilità genitoriale e l’allontanamento dei minori il 20 novembre 2025, trasferendoli in una struttura protetta a Vasto. Catherine ottenne di coabitare temporaneamente con i figli, ma – secondo il legale della coppia Marco Femminella – ha eretto un “muro” contro richieste come vaccini, scolarizzazione, visite mediche e superamento di criticità abitative (assenza di doccia, termosifoni, bidet, giocattoli di plastica, Tv). Femminella ha spiegato a La Stampa che, assunto il patrocinio, lo studio chiuse per 20 giorni per convincere la famiglia ad accogliere le richieste del Tribunale. Ma nella casa famiglia di Vasto sono riemersi attriti: Catherine resisteva a ogni tentativo di “cambiare” i bambini, mentre Nathan mediava. Ora l’ipotesi di affidamento esclusivo al padre potrebbe permettere una riunione familiare solo formale, con lui unico responsabile legale di istruzione, salute e alloggio.

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Libero Quotidiano

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