Ferrari, Hamilton non ha più tempo: o il 2026 o basta così. Cosa passa nella testa di Lewis
- Postato il 21 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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“Voglio solo staccare, non parlare con nessuno, non avrò neanche il telefono con me”, così sentenziò Lewis Hamilton alla fine della sua prima stagione in Ferrari, una volta terminato l’ultimo appuntamento ad Abu Dhabi. Stagione dalla quale ha ricavato come unico exploit degno di nota il primo posto nella Sprint Race del GP di Cina. Unico acuto di un’annata eccessivamente al di sotto delle aspettative.
- Il rapporto difficile tra Hamilton e la monoposto Ferrari nel 2025
- Una nuova chance con la SF-26
- Hamilton senza più alibi?
- Il pilota giusto nel momento sbagliato
Il rapporto difficile tra Hamilton e la monoposto Ferrari nel 2025
Alla vigilia del campionato 2025 l’euforia intorno al sette volte campione del mondo era alle stelle, ma già dopo alcuni mesi, Gran Premio dopo Gran Premio, la carrozza via via si era trasformata in zucca: il rapporto tra Hamilton e la SF-25 non è mai sbocciato, a parte qualche piccolo riscontro ma che è valso come fuoco di paglia tra la cenere di una stagione dove il nostro ha passato parecchio tempo a lamentarsi della monoposto (e non per capriccio: a parte che pure Charles Leclerc ha dimostrato in più di un’occasione la propria frustrazione per la vettura, ma in ogni caso i limiti della SF-25 sono stati pressoché obiettivi, per quanto il presidente Elkann avesse invitato i suoi piloti a nascondere la polvere sotto il tappetto).
Appunto, la vettura. L’ultima della disgraziata (a parere dello stesso Hamilton, ma non solo lui) era dell’effetto suolo, e che proprio col fondo ha avuto una delle cause delle prestazioni deludenti ogni volta che l’altezza si abbassava vista l’usura dello stesso. Ma pure quando essa veniva alzata, la SF-25 pagava in termini di grip e anche di carico aerodinamico.
Una nuova chance con la SF-26
A livello tecnico perciò l’ex Mercedes ha lottato con la sua auto come se non ci fosse un domani. E mentre i freni lo tradivano in più di un’occasione, mentre inanellava un mortificante ruolino di marcia nelle qualifiche con tre eliminazioni di fila nel Q1, Maranello gettava la spugna sulla vettura 2025 puntando invece sullo sviluppo dell’esemplare successivo, la SF-26 su cui la Ferrari si gioca molto in questa stagione delle novità regolamentari tecniche, dalle nuove power unit all’aerodinamica rivista e a un ruolo che sarà maggiormente attivo del pilota tramite la gestione delle nuove modalità Override e X Mode che vanno a soppiantare il DRS.
Hamilton senza più alibi?
Venerdì 23 gennaio ne sapremo di più sulla vettura frutto del lavoro di Loic Serra che dovrà superare i problemi della SF-25. Intanto però Maranello è venuta incontro alle esigenze di Hamilton (forse anche per togliere eventuali alibi?) trasferendo il suo ingegnere di pista ad altro incarico all’interno della scuderia. Riccardo Adami non sarà più all’altro capo del team radio per quanto riguarda il britannico, protagonista di una guerra fredda con il suo ingegnere di riferimento lungo tutta la stagione.
Allora possiamo dire che tutto si sta predisponendo affinché i piloti possano avere gli strumenti per evitare alla Ferrari la figuraccia di un mesto quarto posto nel campionato Costruttori, come nel 2025, e magari lottare per il titolo? Impossibile dare una risposta ora. Di certo per Hamilton in particolare le precondizioni per un riscatto, almeno a livello di speranza, ci sarebbero.
Il pilota giusto nel momento sbagliato
Ma mentre il britannico si barcamena tra l’anima glamour, presenziando alla sfilata autunno/inverno di Dior a Parigi dove ha potuto mettere in mostra il suo consueto allure nel portare il menswear di lusso con estrema disinvoltura, e quella impegnata visitando in Giordania un centro della Croce e Mezzaluna Rossa per gli aiuti a Gaza, continua ad alleggiare un atroce dubbio sulla sua esperienza in Ferrari. Ovvero che si tratti del pilota giusto arrivato nel momento sbagliato, forse non nel suo prime della carriera. Spesso sfigurando di fronte al confronto di un compagno di squadra come Leclerc che si supponeva invece dovesse mettere in ombra.
Se Hamilton avesse fatto il salto verso Maranello durante l’era Marchionne, probabilmente il computo dei titoli mondiali del Cavallino e anche del Sir sarebbe diverso, chissà. E forse anche allo stesso pilota sarà balenato il dubbio, nell’ultimo anno, di un tempismo non proprio ideale riguardo il tanto agognato approdo alla Ferrari. Un dubbio che potrebbe averlo tormentato negli ultimi mesi, unito alla consapevolezza che un ottavo titolo, nell’era attuale della F1 e della sua carriera, potrebbe appartenere al periodo ipotetico dell’irrealtà.