Festival di Sanremo, pro e contro di un’edizione “omologata”. L’emozione per Sarullo, gli studenti savonesi sul palco

  • Postato il 1 marzo 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Ariston sanremo

Sanremo. Non era facile per il bravo presentatore Carlo Conti districarsi tra le drammatiche notizie di guerra e l’altra faccia della realtà, un Festival di Sanremo da portare comunque a termine. C’è riuscito con grande professionalità e toni giusti, aiutato dalle altre persone sul palco, a cominciare dalla giornalista del Tg1 Giorgia Cardinaletti.

E Festival sia, dunque. Il più omologato degli ultimi anni, senza squilli di tromba, senza grandi ospiti (tranne Alicia Keys), con i cantanti e le canzoni che in questo periodo passa il convento. In fondo, così lo voleva lui per l’ultima edizione da conduttore e direttore artistico.

L’omologazione si è materializzata e perpetrata addirittura per la prossima edizione, con l’annuncio, del tutto irrituale, che l’anno prossimo toccherà a Stefano De Martino, non un grande esperto di musica, e infatti sarà affiancato come consulente da Fabrizio Ferraguzzo.

Il sito Dagospia, il primo a dare la notizia nelle scorse settimane, fa presente che De Martino starebbe nelle simpatie di Fratelli d’Italia, il partito della Meloni. Dunque va annunciato subito, non si sa mai, e non se ne parli più. Tutto torna.

Sono mancati, e si è sentito, i grandi ospiti stranieri, quelli che storicamente hanno fatto grande nel mondo la storia del Festival. Basta ricordarli: Madonna, Duran Duran, Queen, Depeche Mode, Bruce Springsteen, David Bowie, gli U2 di Bono Vox, Shakira, Elton John, Sting. Un altro pianeta.

C’era in verità Alicia Keys, e quando ha intonato “Empire State of Mind”, solo piano e voce, si è capito come fosse distante la musica del nostro Festival. Keys è arrivata in coppia con Ramazzotti, ma ha dato il meglio (ci perdoni Eros) quando si è esibita da sola. Peccato che non abbia potuto iniziare per un imperdonabile problema tecnico. Ma come? In un Festival che costa quel che costa, con addetti a qualsiasi cosa, la Rai commette un errore del genere? Il bravo presentatore ha dovuto lanciare la pubblicità: “Ci vediamo dopo”.

Dopo l’omologazione del Festival, tocca parlare di Sanremo città. Attenzione: non è che la rana scoppi? Decine di migliaia di persone, ogni spazio occupato, location grandi e piccole dovunque. Soprattutto, una pressione a tratti forse insostenibile su piazza Colombo: basti pensare alla serata finale con i Pooh, abituati a un pubblico di decine di migliaia di persone.

Fossimo nel sindaco Alessandro Mager, ma anche nelle altre autorità costituite, cominceremmo a pensarci seriamente, perché un inconveniente è purtroppo sempre possibile, e allora potrebbero non essere serviti a nulla controlli, permessi e commissioni varie se è l’intera Sanremo ad aver bisogno di un “tagliando”, del tipo un po’ meno cose, ma con più sicurezza, qualità e tranquillità.

Torniamo allo spettacolo. Gli ascolti, per quanto se ne dica, sono stati un flop. Laura Pausini, che non è miss Simpatia, sera dopo sera si è ripresa e ha fatto il suo. La regia di Maurizio Pagnussat è sembrata stravagante assai, con troppe inquadrature attorno ai cantanti come fossero girotondi, poca attenzione al pubblico, mancanza di luce sulle inquadrature delle prime file. La scenografia senza dubbio moderna e attraente, ma da casa difficilmente comprensibile.

Non ha aiutato la presentazione dei cantanti affidata a conduttori, ospiti, chiunque passasse sul palco.

Insopportabile invece l’andazzo autoreferenziale: la Rai di qua e di là, il servizio pubblico, Rai1 e Radio2, il tutto accompagnato da una serie di spot sui programmi Rai prossimi venturi.

Sulla classifica finale ognuno avrà giustamente il suo parere, noi ringraziamo le giurie nell’averci evitato nei primi tre posti l’inguardabile coppia Fedez-Masini, che alla vigilia si erano autoproclamati grandi favoriti.

Vediamo ora di mettere l’accento su alcuni personaggi delle cinque serate, salvo errori&omissioni e con un po’ di Savona.

PRIMA SERATA 
Hanno colpito la grinta e la freschezza di Tredici Pietro, il figlio di Morandi: ha i numeri per fare strada.

Personaggio della serata, e forse del Festival, Gianna Pratesi, 105 anni, di Chiavari, invitata per gli 80 anni della Repubblica. Le donne votavano per la prima volta, lei ha votato Repubblica.

SECONDA SERATA
Ecco la personalità di Achille Lauro, le canzoni eterne di Fausto Leali (molte scritte dal nostro Franco Fasano), la tenerezza del coro dell’Anffas, le atlete delle Olimpiadi, l’eterna divina Patty Pravo.

Poi il ricordo di Ornella Vanoni, che qui ricordiamo anche per un indimenticabile concerto al Patio di Finale con i New Trolls e un paio di esibizioni ai Pozzi di Loano.

TERZA SERATA
Ospite d’onore Paolo Sarullo, il ragazzo tetraplegico di Albenga in sedia a rotelle da due anni per un’aggressione. Ha perdonato chi l’ha ridotto in quelle condizioni e dialogato a distanza con Olly, il suo cantante preferito: “Coraggio, non molliamo”.

Da registrare assolutamente la Pausini con il coro dell’Antoniano e l’irresistibile comico Ubaldo Pantani nei panni di Lapo.

QUARTA SERATA
Mara Sattei ha portato sul palco otto studenti del liceo musicale di Albenga, Caterina Caselli ha ripercorso la sua carriera, da “Nessuno mi può giudicare” fino ai successi come discografica.

QUINTA SERATA
Nino Frassica sempre un maestro della comicità, Andrea Bocelli che porta nel mondo le canzoni italiane, i ragionamenti sui femminicidi così utili e pacati di Gino Cecchetin, i Pooh che avrebbero certamente meritato l’Ariston.

ELETTRA LAMBORGHINI E GIACOMO CANALE: POLEMICA E “TREGUA”
Elettra Lamborghini ha parlato di “festini bilaterali“, spiegando poi che voleva intendere “abusivi” e che si riferiva a Villa Noseda, vicina al suo albergo. Caso vuole che si tratti anche della location festivaliera dei Golden Beach. Le ha quindi replicato Giacomo Canale: “Villa Noseda è una delle location storiche e prestigiose della settimana del Sanremo, senza contare che lei è moglie di un noto dj e quindi dovrebbe conoscere alla perfezione questi meccanismi. Sappiamo che poi anche lei è stata a Villa Noseda per altri motivi, il caso è chiuso. O meglio, la invitiamo la prossima estate ai Golden Beach, a patto che ci faccia lo sconto…”.

A proposito di Golden. Mercoledì hanno organizzato una serata proprio a Villa Noseda con Fabrizio Corona, personaggio discusso e discutibile, ma pur sempre protagonista della movida. Racconta Canale: “E’ stato super ospite per un’ora, ha fatto il suo lavoro nella notte dei club e ha preferito non dire una parola. Una bella serata da mettere nella nostra collezione”.

Autore
Il Vostro Giornale

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