Fit Cisl favorevole al termovalorizzatore in Valbormida: “Un’opportunità di sviluppo e di riconversione industriale”
- Postato il 2 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Cairo Montenotte. Termovalorizzatore in Valbormida, a favore dell’impianto si schiera Danilo Causa, Segretario della FIT CISL Savona e Coordinatore Regionale Igiene Ambientale Liguria. In particolare, il sindacalista si dice favorevole alla riconversione di Italiana Coke, una delle sei aziende ad aver presentato la manifestazione di interesse per realizzare l’impianto nel sito cairese.
“A fronte del dibattito che si sta sviluppando in merito alla possibile realizzazione di un termovalorizzatore in Valbormida come FIT, categoria della CISL che segue tra gli altri il settore dell’igiene ambientale, riteniamo utile fornire un contributo – afferma Causa – Ultimamente abbiamo letto alcuni articoli di soggetti di varia estrazione e natura che, secondo noi, non conoscono la differenza tra una discarica e un termovalorizzatore, tra un biodigestore e un’isola ecologica o tra un impianto di stoccaggio e uno di riciclo del rifiuto differenziato. Colgo positivamente l’idea della Regione di far nascere un impianto di termovalorizzazione in Liguria, ancor meglio se in una provincia come quella di Savona che necessita di posti di lavoro, di riconversioni e di recupero di aree ex industriali e, perché no, anche per la diminuzione della Tassa dei Rifiuti che si determinerebbe a fronte della realizzazione di un sistema per la chiusura del ciclo superando la necessità di trasporto dei rifiuti fuori Regione ed il conseguente aumento dei costi per i cittadini e per le Aziende”.
E prosegue: “Tutti sappiamo che una delle aree che si sta prendendo in considerazione è quella adiacente a Italiana Coke, Azienda che ha portato lavoro per oltre 90 anni in Valbormida e ha garantito un reddito a centinaia di famiglie ma senza non pochi problemi ambientali e non sempre adeguatamente o definitivamente risolti. Noi ovviamente ci occupiamo di trovare il modo di avere nuovi posti di lavoro oltre che a garantire quelli attuali all’interno di processi sostenibili e percorribili e, pertanto, non vorremmo che se Italiana Coke dovesse ridimensionarsi a fronte della strategia mondiale sulla lavorazione del carbone per i lavoratori non si trovasse nessuna alternativa. Il termovalorizzatore potrebbe rappresentare uno dei progetti che, insieme alla creazione di una zona retroportuale, genererebbe occupazione, recupero di aree industriali dismesse o in dismissione, riduzione di inquinamento ambientale grazie all’utilizzo di impianti di nuova generazione e l’implementazione del trasporto ferroviario in graduale sostituzione di quello su gomma“.
“Il mondo sta cambiando, ma qualcuno pensa che il termovalorizzatore sia soltanto un grosso buco in cui si bruciano i rifiuti – rimarca il sindacalista – In Italia attualmente ci sono 38 impianti: 13 in Lombardia, 7 in Emilia Romagna, 5 al centro e 6 al Sud. In Francia sono 96 e in Germania 126. Soprattutto la Germania non ci sembra essere una nazione completamente disattenta ai temi ambientali. I termovalorizzatori funzionano riducendo il volume dei rifiuti producendo vapore ad alta pressione x generare elettricità e riscaldamento ovviamente tutto viene svolto nel rispetto del DLG 133/2005 per il quale le Aziende sono soggette a severe normative ambientali. Dove vengono insediati i controlli della qualità dell’aria sono maggiori e più rigorosi. Oggi in Liguria siamo gli unici che continuiamo a portare i rifiuti nelle poche discariche rimaste per sotterrarli o li portiamo con mezzi pesanti in giro per l’Europa inquinando con i gas di scarico. Ovviamente abbiamo deciso di dire qualcosa in merito non perché siamo contro la Valbormida, anzi ne siamo a favore poiché si produrrebbero dei posti di lavoro e si realizzerebbe una parziale ma importante bonifica di aree che da anni determinano impatti ambientali pesanti e che, in alcuni casi, sono state abbandonate o rischiano di essere abbandonate all’incuria e al degrado con altrettante pesanti ricadute ambientali. Sarebbe un peccato perdere questa opportunità per la nostra Provincia o comunque in Liguria consapevoli che il sistema attuale di gestione e smaltimento dei rifiuti non è più sostenibile”.
“Non ci si può nascondere dietro a no politici, strumentali, basati su paure fomentate o su fantasiose ricette che richiederebbero cambiamenti culturali, economici e produttivi ancora troppo distanti dall’attuale realtà – conclude Causa – Speriamo non finisca come è finita per l’impianto di Scarpino a Genova. Io ho seguito personalmente come FIT CISL Liguria le varie riunioni con i comitati in Comune a Genova a partire da quelle presiedute dal Sindaco Pericu, passando alla Sindaca Vincenzi, al Sindaco Doria ecc. ecc. ma la politica non ha mai avuto il coraggio di decidere e nessun impianto ancora oggi è stato costruito. Mi auguro che dopo quasi 30 anni di totale immobilismo riguardo all’argomento rifiuti, finalmente si usi un po’ di buon senso e si imiti quello che si fa in molti Paesi del mondo più attenti alle questioni ambientali del nostro: si realizzano termovalorizzatori insieme ad impianti di riciclo della differenziata plastica, carta, cartone, lattine, legno, r.a.e., eccetera, creando posti di lavoro di qualità nell’ambito di regole di gestione e monitoraggio che garantiscono un miglioramento della sostenibilità economica, sociale e ambientale del tessuto produttivo locale”.